TRADIZIONI ED USANZE DEI POPOLI DI ASHURA



IL BASTONE DELLA PAROLA


L'usanza del Bastone della Parola risale a tempi molto antichi, tanto che si è persa la memoria del gruppo che per primo adottò questo sistema. Qualcuno addirittura ipotizza che i primi ad introdurre questa usanza ad Ashura fossero i Guardiani dell'Arcobaleno, quando ancora si mescolavano alle popolazioni delle Oasi dispensando insegnamenti e preziosa conoscenza. Erano i giorni dei Rau, degli Elfi e delle Razze Fatate, quando tutti i popoli convivevano pacificamente nei vasti spazi del continente, con il comune intento di preservare l'Equilibrio delle Sfere. Si dice che la stessa Costituzione delle Oasi di Ashura, nella sua prima stesura, risalga a quei giorni, anche se è stata più volte negoziata e riscritta, man mano che alle Antiche Razze si affiancavano altre popolazioni umane non autoctone.

Anche allora gli umani erano esuberanti e chiassosi come bambini, soprattutto se confrontati con gli Elfi, i Fatati e le altre razze legate alla terra, con la sola eccezione dei Rau che, essendo principalmente dediti alla ricerca del Sapere, preferivano comportarsi con maggior riserbo e compostezza. Si perdeva sempre molto tempo per tacitare gli umani, ogni volta che le razze si riunivano per discutere di qualche questione importante. Tutti volevano dire la loro e non era raro che più voci si levassero a parlare l'una sull'altra, generando una gran confusione. Si tentò allora di dirimere la questione assegnando turni di parola prefissati, ma anche così, le cose non migliorarono granchè, dal momento che tutti volevano parlare per primi e spesso, dopo aver parlato, avevano altre cose da dire in seguito agli interventi degli altri. Qualcuno cominciò a sentirsi offeso per non essere ascoltato con la dovuta attenzione, mentre altri si sentivano sminuiti quando il loro turno di parola era in coda a tutti gli altri. Si pensò allora ad un sistema per assicurare a tutti il diritto di parlare ed essere ascoltati con attenzione, pur senza stabilire turni di parola rigidi che non prevedessero alcuna possibilità di replica.

Era consuetudine che i popoli di Ashura si riunissero in una grande capanna circolare, al centro della quale veniva costantemente alimentato un focolare sacro. Accanto al focolare, qualcuno pensò di sistemare un bel cuscino color porpora su cui era adagiato uno strano bastone da cui pendevano piume e nastrini, con pietre dure incastonate e intarsi di rune e simboli sacri. Il saggio che aveva creato quell'oggetto, lo prese in mano e mentre tutti lo ammiravano incuriositi – e stranamente taciturni – espose la sua idea: chiunque avesse qualcosa da dire lo poteva fare solo fintanto che tratteneva in mano il Bastone della Parola, mentre tutti gli altri avevano il dovere di ascoltare in silenzio e senza interrompere fino a che l'oratore non avesse deposto il bastone al suo posto. Quando questo avveniva, chi voleva replicare doveva prima prendere a sua volta il Bastone per tornare a deporlo al termine del suo intervento.

La novità venne accolta con favore da tutti perchè questo metodo non assegnava a nessuno maggiore importanza rispetto agli altri poiché i turni venivano stabiliti casualmente, seguendo le urgenze di parola di tutti. Inoltre, dal momento che non sempre si riusciva a prendere il Bastone subito dopo il termine dell'intervento in corso, era necessario prestare un'attenzione ancora più grande a quanto veniva detto, per poter calibrare al meglio il proprio intervento. Era inoltre buona norma di rispetto nei confronti dell'assemblea riunita, non trattenere il bastone per un tempo lunghissimo e limitarsi ad esporre brevemente fatti ed opinioni senza aggiungervi alcun giudizio o pregiudizio. Fu stabilito che il Bastone della Parola sarebbe stato custodito nella capanna che solitamente ospitava le riunioni e che la capanna stessa sarebbe divenuta la Capanna del Bastone della Parola, ad indicare che in essa tutti avevano egual diritto di parlare e dovere di ascoltare. L'incarico di custodire quel luogo sacro e proteggerlo dalle energie negative fu assegnato ad una coppia di umani appartenente al popolo dei Rau: Mira e Pasha.

Sono trascorsi moltissimi anni da allora, ma quell'usanza è ancor oggi in vigore presso gli Uomini dell'Antica Razza e la Capanna di tanto in tanto si popola di personaggi che desiderano dirimere le loro questioni discutendo democraticamente ed educatamente. Mira e Pasha sono ancora là e qualcuno ipotizza che essi abbiano raggiunto un tale grado di Sapienza da essere ormai considerati a tutti gli effetti Custodi dell'Equilibrio al servizio dei Guardiani dell'Arcobaleno.

Ma la Capanna del Bastone della Parola è lontana e gli umani hanno spesso bisogno di discutere questioni urgenti che necessitano decisioni veloci da prendere e rapide da attuare e così col tempo l'usanza si è un poco trasformata e ci sono bastoni della parola e case che li ospitano praticamente in ogni insediamento urbano degli uomini dell'Antica Razza.




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