IL BESTIARIO


SERPENTE TIGRE

Rettile di lunghezza superiore al metro, il cui corpo sinuoso ha una vivida colorazione a strisce alternate di arancio, marrone, nero e grigio. Vive in prossimità della Grotta del Tormento ed è senz'altro in rapporti non troppo ostili con il vordak Korrighan che ivi dimora.

Si tratta di un animale pericoloso, il cui potente veleno, invece di debilitare il corpo, indebolisce la mente, deprivandola dei ricordi di coloro che hanno la sventura di esserne morsi.

Dal diario del cacciatore di palude Turpino, apprendiamo altri particolari su questo inquietante animale.

Ho stimato che questo esemplare di rettile possa superare il metro e mezzo, senza scendere sotto il metro. Dovrebbero vivere in direzione sud, rispetto all'entrata della Grotta Del Tormento. Korrighan mi pagherà anche questa. Mi dice: “Turpino, ma lo sai che a sud di qua c'è una zona della palude che neanche immagini? Spingiti per un paio di ore e rifatti gli occhi-

Io fesso mi son lasciato convincere, anche se penso di essere stato un po' ehm... forzato... poco male... vivo lo sono e ho guadagnato esperienza. Il mio animo da bardo ogni tanto si ricorda di avere appetito. Quella notte riposai nella grotta assieme a quel disgraziato.

La zona dove mi ritrovai, avendo seguito le indicazioni di Maestro Korrighan, sembrava decisamente più tranquilla del resto della palude conosciuta. Non ero abituato a quel silenzio. Quello che vedevo era comunque un classico spaccato di palude, a parte le sabbie mobili che m'imploravano di raggiungerle, distanti pochi metri innanzi a me.

Manco morto. Posso capire che sono rare le volte che hanno occasione di nutrirsi ma oggi, digiuno! Un fruscio. Direziono la testa verso il rumore. Uno. Due. Tre serpenti scendono dai rami degli arbusti. Avevo l'arco con me ma poco serviva. E poi non avevo intenzione di uccidere nessuno. Piuttosto inquietanti e di colore bruno striato, non sembravano proprio interessati alla mia visita. Neanch'io tanto a loro. Feci per girare i tacchi ma già un altro serpente stava strisciando verso di me. L'idea di correre nella direzione opposta morì esattamente con la sua nascita. C'erano le sabbie mobili e non pensai di circoscriverle.

Estrassi il pugnale. Non servì a nulla. Già mi sentii mordere il polpaccio da dietro. Nonostante tutto, mi girai comunque di scatto, brandendo verso il basso la lama. Pensai che già che dovevo morire almeno non lo avrei fatto da solo. Fortuna volle che lo centrai in pieno sdoppiandolo. Un'altro morso. Più forte. Sul polso sinistro. Chino com'ero, il serpente che mi ero preparato ad affrontare precedentemente mi aveva raggiunto bene l'avambraccio. Stessa storia. Mi voltai nuovamente di scatto. Quella volta colpii a vuoto. Il serpente era ritto su di sè sibilando. Già sentivo il formicolio avanzare nelle ferite. Inspiegabilmente il serpente se ne andò.

Pensai solo allora alle ferite. Non sanguinavano esageratamente. Mi allontanai a passo spedito ugualmente. Voltandomi notai altri serpente scendere in lontanaza dai rami dietro di me, nella zona delle sabbie mobili. Già mi ritenevo spacciato. La consapevolezza era tale che non riuscivo neppure a capire di avere una paura folle di

finire stecchito dal veleno di quei serpenti. Arrivai alla grotta senza neanche accorgermene, stupendomi di ciò. Tutti i miei deliri su quello che era stato e che poteva essere mi avevano accompagnato fino a lì, ma per quanto mi sforzassi di capire a cosa avessi pensato non ne arrivavo a capo. Non sapevo neanche perchè fossi lì.

Quando fui da Korrighan non seppi che raccontargli. Mi sorrise maligno dicendomi che ero giunto proprio dove mi aveva indicato. Ero diventato partecipe di un'esperienza condivisa da pochi, anche se conosciuta da tanti. Mi disse che i Serpenti Tigre sono dei serpenti dalle caratteristiche particolari. I loro cadaveri - mi dice - un sacerdote li pagherebbe a peso d'oro, pur di averli per le loro proprietà. Molti di coloro che partono per la missione di catturarli, non tornano più, mi dice ancora. Continuavo a non capire. Sorrise malignamente ancora una volta, poi finalmente si diede da fare. Si avvicinò a me, dicendomi che ora ci pensava lui. Mi appoggio le gelide dita scheletriche sulle tempie. Una fresca sensazione di pace e tranquillità sollecitò i miei occhi a chudersi. Poi iniziai a vedere la palude, le sabbie mobili, i serpenti, la lotta. Korrighan mi confermò successivamente quello che avevo pensato. Il veleno del Serpente Tigre non uccide il corpo, uccide i ricordi.

Capii solo allora quanto potessi essere stato fortunato ad aver incontrato Korrighan. Richiamare i ricordi morti dalla loro tomba non è competenza delle creature viventi. Chi viene morso dal serpente dimentica, mi disse inesorabilmente Korrighan. Ciò dipendeva dai morsi ricevuti, dal veleno iniettato, e da altri fattori. Nessuna resistenza, naturale o meno, vale contro il veleno, come nessun antidoto, non agendo il veleno nel fisico ma nei

ricordi. Si può solo cercare di arginare e limitare i danni, bolccando il flusso del veleno.

Ma i ricordi persi sono persi. E sopratutto non è una pratica conosciuta e praticata da molti culti ne da molti sacerdoti.

Quindi volete sopprimere una delusione d'amore? Serpente Tigre!

Di cosa si nutre?

Il serpente tigre si nutre delle energie mnemoniche e delle memorie di coloro che ne sono vittime.

Dove vive?

Palude fangosa



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