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I PERSONAGGI DI ASHURA


VALLE DEI NIDI


DORVAL

Cerusico dell'Arpia, Dorval è innanzi tutto un uomo di conoscenza.

Lunghi capelli d'argento incorniciano il suo volto dolce, segnato da piccole ragnatele di rughe e rischiarato da due gemme color acquamarina. Ha un fisico asciutto, dal portamento elegante, non più giovane, ma ancora energico e vigoroso. Il suo volto riflette un'espressione serena e paterna. Nonostante i grandi dolori del suo passato, egli ha infatti serbato in cuore una grande capacità di confrontarsi con chiunque e mettersi al servizio dei suoi amici.

Questa è la sua storia, come lui stesso la narra ad Hashepsowe, nella grande saga “Lo Scettro di Antheas”.

Non eravamo ricchi, noi di Elexandra, ma vivevamo bene, grazie alle risorse naturali della nostra terra ed alla posizione geografica che ci poneva al centro delle rotte di scambio. Quando vennero i mercanti di Banghor, ci rifiutammo di vendere le nostre merci preziose per il pugno di riso che ci offrivano: volevamo uno scambio equo e sapevamo che altri avrebbero pagato il giusto per le nostre merci, permettendo alla nostra gente di continuare a vivere bene.

Finsero di partire, ma tornarono in molti... una notte: con le spade in pugno travolsero nel sonno gli inermi cittadini, diedero fuoco alle nostre case, violentarono le nostre donne e presero i nostri figli per venderli al mercato come schiavi. Anche io sarei morto, se Storm e sua sorella non mi avessero trovato sotto alle macerie fumanti della mia casa. Erano soltanto due ragazzi, ma si rivelarono più astuti dei mercanti e furono gli unici a sopravvivere a quel massacro.

All'inizio, non fui molto riconoscente: avevo perso moglie, figli, genitori ed amici più cari; ero disperato e mi domandavo perchè gli dei avessero risparmiato la mia vita e non quella dei miei bambini. Ma sono un uomo di medicina e l'istinto di salvaguardare la vita è come una seconda pelle per me. Così, quando vidi che Anith era ferita, la curai e curando lei curai anche la disperazione del mio cuore; man mano che lei recuperava salute e vigore, anche le cicatrici della mia anima sbiadivano e la morsa del dolore si allentava. Non mi ero salvato per caso: ora dovevo mettere la mia scienza al servizio dei più deboli.

Così seguii Storm ed Anith nell'avventura di Lula. Dapprima eravamo soltanto noi tre; cominciammo a tendere imboscate ai mercanti di schiavi e liberammo tanti poveri disgraziati da quegli aguzzini; gli schiavi liberati divenivano nostri amici ed alleati e presto diventammo un gruppo organizzato, pronti a tutto pur di sopravvivere e trarre vendetta dagli sporchi affaristi di Banghor.

Molti schiavi liberati erano soltanto bambini inermi, orfani delle vittime di altri massacri come quello di Elexandra: radunammo tutti in una piccola valle, distante dal mare, ma ben nascosta dalla vegetazione. Ora era necessario nutrirci, vestirci e costruire dei ripari per difenderci dal freddo dell'inverno e dalle bestie feroci. Così nacque Lula, così diventammo pirati: dovevamo rubare per mantenerci e dare una speranza di vita a tutti quei bambini innocenti, vittime del sopruso e della violenza, ma giurammo di rubare soltanto ai mercanti di Banghor e così facciamo da sempre... con odio, con violenza, ma con la convinzione di compiere un atto di giustizia ogni volta che uccidiamo uno di loro!


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