I PERSONAGGI DI ASHURA


TERRITORIO DEI PALADINI


GOBINIUS

E' l'attuale Siniscalco, capo dell' Alleanza dell'Incudine costituita dai cosiddetti “Mastri d'Incudine”, cioè i fabbri, gli armaioli i e maniscalchi, la cui opera è esclusivamente dedicata alla forgiatura di armi ed armature per i Paladini dell'Ordine ed alla ferratura dei loro destrieri. Gli artefatti che escono dalle fucine dei Mastri d'Incudine sono pezzi unici la cui fattura eccelsa è dovuta ad uno speciale procedimento di tempra dell'acciaio, il cui segreto si tramanda di generazione in generazione.

E' lo stesso Gobinius che, ad ogni nuova primavera, si reca presso il popolo dei Nani dei Monti Impervi, per rinnovare l'antico patto stretto tra l'allora Re dei Nani Pardock e il primo Siniscalco del vecchio ordine – il cui nome non è pervenuto fino a noi, a causa dello stretto riserbo che avvolge i fatti qui narrati, che ben pochi al giorno d'oggi conoscono.

L'Ordine dei Paladini era da poco stato fondato dal Druido Dwyar e dal cavaliere Kwyll, quando il primo Siniscalco del Castello – che era allora un giovinetto di belle speranze – se ne partì per esplorare i Monti Impervi alla ricerca di minerali ferrosi per la forgia delle armi di cui avevano bisogno i cavalieri. Mentre si trovava su quelle aspre montagne, fu sorpreso da una bufera di neve che lo indusse a cercar rifugio per non morire assiderato; lo trovò in una provvidenziale fenditura nella roccia, che si rivelò essere l'ingresso di una ben più ampia caverna, da cui si dipartivano diversi passaggi scavati nel ventre della montagna. Curioso di scoprire dove questi portassero, il giovane siniscalco vi si inoltrò fino a che non si trovò di fronte alla più strana città mai vista prima, abitata da una strana razza di uomini di bassa statura, ma robusti e ben piantati sulle gambe. Riconoscendo in questi i Nani di cui si narrava nelle antiche leggende, grande fu lo stupore del giovane. I Nani, dal canto loro, non mostrarono di gradire l'intrusione di uno straniero nel loro territorio e lo fecero prigioniero per poi condurlo al cospetto del Re Pardock, il quale – vedendo che l'intruso era soltanto un ragazzo dai modi gentili – si impietosì e decise di lasciarlo libero, ma ebbe l'astuta idea di indurlo a stringere un patto che fosse vantaggioso tanto per lui che per il suo popolo.

I Nani erano riusciti a sopravvivere indisturbati in quelle caverne solo perchè nessuno sapeva della loro esistenza, altrimenti è facile immaginare con quanto accanimento gli umani li avrebbero perseguitati: era già accaduto e quello sparuto nucleo era tutto ciò che restava di quella che un tempo era stata la gloriosa nazione nanica del territorio di Nortgarthen. L'avvento degli Uomini del Nord e l'instaurazione della Chiesa dei Nove non avevano risparmiato nessuno degli antichi abitatori di quelle terre e in special modo gli appartenenti alle razze non umane erano stati perseguitati e massacrati al grido di “abominio”. Soltanto pochi erano riusciti a salvarsi dal sistematico genocidio operato dai nuovi abitatori di Nortgarthen e tra questi i nani che ora vivevano nei Monti Impervi.

Il Siniscalco era giovane e curioso e si capiva che era attratto in modo particolare dall'arte dei fabbri nanici che, con maestria ineguale, piegavano, forgiavano e tempravano il metallo per produrre oggetti di squisita fattura.

Pardock gli chiese allora se gli sarebbe piaciuto apprendere l'arte segreta dei forgiatori e naturalmente il Siniscalco rispose che ne sarebbe stato onorato. Questo lo legava al segreto, poiché era suo stesso interesse non rivelare la fonte delle conoscenze acquisite. I Nani per parte loro si impegnarono a rinnovare il patto ad ogni primavera: fino a che il segreto fosse rimasto tale, essi avrebbero insegnato al Siniscalco in carica le tecniche che di anno in anno accrescevano la perfezione dei loro artefatti.

E così è ancora ai giorni nostri: il segreto è gelosamente custodito dal Siniscalco in carica che lo tramanda al suo successore per mezzo di un messaggio chiuso in una busta sigillata da ceralacca, da aprirsi solo dopo l'avvenuto decesso e conseguente nomina del nuovo Siniscalco.

Da questo deriva l'abilità dei Mastri d'Incudine, ma nessuno di loro conosce il segreto dell'esistenza dei Nani, poiché essi si limitano a seguire scrupolosamente le istruzioni del Siniscalco in carica, che ha tutto l'interesse a mantenere il riserbo su questa faccenda, per apprendere ogni anno nuovi accorgimenti.

Gobinius è un gigantesco individuo, dalle spalle larghe, il torace possente, le braccia muscolose e tornite, le mani grandi e robuste come magli. Ha lunghi capelli nerissimi che – quando è intento alla forgia – tiene legati in una treccia, profondi occhi neri dal taglio obliquo, barba e baffi egualmente neri.

Nell'ambito del Cerchio Interno, il Siniscalco Gobinius è noto per la sua discrezione e per il buon senso dei suoi rarissimi interventi. Egli è infatti un individuo taciturno, che preferisce di gran lunga ascoltare piuttosto che parlare. Solitamente non ama le discussioni accese e preferisce tenersi a debita distanza dagli opposti schieramenti dell'Ordine, ma rispetta profondamente la saggezza del venerabile Wyddlach, Gran Maestro dei Sogni, e spesso si lascia guidare dalla sua lungimiranza quando i fatti lo costringono ad operare una scelta tra due opposte visioni del concetto di Giustizia.




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