I PERSONAGGI DI ASHURA


PALUDE FANGOSA


KORRIGHAN

Mastro Korrighan è una delle più antiche creature che camminano sul suolo di Ashura. Egli è infatti un Vordak e la natura stessa della sua identità lascia supporre che rispondano al vero le sue stesse pretese di immortalità. In ogni caso, egli si vanta di essere al mondo fin dal momento della sua creazione ed è piuttosto parco di parole. Ha raccontato qualcosa di se e del passato di Ashura al cacciatore Turpino, che condivide con lui il territorio infido della Palude Fangosa. Ma di quanto ha raccontato, occorre filtrare la verità dall'inganno. Grazie alla testimonianza del cacciatore, tuttavia sappiamo che almeno una parte della sua storia risponde al vero e che il Vordak è effettivamente uno dei pochi superstiti viventi che hanno visto l'ascesa del demone A'akk-Zul e le lotte fratricide delle razze senzienti, in nome dell'abuso e dell'egoismo (questa storia è narrata in un'epica Saga tuttora in corso).

A quanto pare, lo stesso Korrighan era a suo tempo uno dei ministri del culto di A'akk-Zul – e forse da questo derivano il suo potere e la sua longevità – ma, accortosi che il male primordiale dispensava soltanto un'effimera immortalità spettrale, prese le distanze dalla setta di cui facevano parte la millenaria Emerencia e suo fratello Nystrand e si ritirò a vivere nel luogo più inospitale di Ashura, per meditare in solitudine sui suoi trascorsi e sulla natura delle cose. E quel luogo era la Palude Fangosa, in cui il vordak rintracciò una caverna spettrale che faceva al caso suo e in cui prese dimora: la Grotta del Tormento.

Sperava, così facendo, di non essere mai più costretto ad avere a che fare con gli esseri senzienti – elfi, umani o fatati ben poco importa, che tutti alla fine sono schiavi delle loro pessime abitudini! – e nei lunghi millennii trascorsi in silenzio, con la sola compagnia degli animali della palude, è assai cresciuto in saggezza ed ora agli oscuri poteri del passato affianca conoscenze derivanti dall'osservazione dei cicli della terra e delle stagioni.

Per molte ere riuscì nel suo intento e nessuno venne a turbare le sue meditazioni solitarie, almeno fintanto che la temibile tribù Malulu non venne a stanziarsi tra la lussureggiante vegetazione dell'unico rilievo che affianca la palude vera e propria. A quanto si dice quella stessa tribù, le cui orribili abitudini antropofaghe la ricollegano al culto di A'akk-Zul, potrebbe essere venuta a stanziarsi in palude proprio seguendo le tracce di energie sottili, lasciate dal Vordak nella Trama del pianeta.

Non si sa bene quello che accadde in seguito, ma di certo Korrighan era divenuto assai potente e forse riuscì a non farsi trovare... oppure – e questa è l'ipotesi più attendibile – riuscì ad incutere un tale timore reverenziale in quella gente primitiva, che nessuno osò più disturbarlo. E' un dato di fatto che – a tutt'oggi – i Malulu siano assai restii ad allontanarsi dal loro eremo.

La solitudine di Korrighan rimase dunque indisturbata, fino all'arrivo – in epoca contemporanea - dell'ardimentoso cacciatore Turpino, stabilitosi in un capannotto palustre. Il Vordak ha preso stranamente in simpatia questo forzato “vicino di casa”, forse perchè il cacciatore è – al par suo - un individuo solitario, che ama spendere poche parole e concentrarsi invece nell'ascolto degli insegnamenti di quella grande maestra di vita che è la selvaggia natura della palude.



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