I PERSONAGGI DI ASHURA


VALLE DEI NIDI


STORM

Capitano in seconda dell'Arpia, Storm è uno dei più begli esemplari di maschio umano presenti in giro per Ashura. Alto, abbronzato, con le spalle ampie, il torace muscoloso, quando sorride mettendo in mostra la sua chiostra di denti candidi e perfetti e quella sua aria da eterno ragazzo, nessuna donna riesce a resistergli.

I suoi occhi sono verdi e profondi come gli abissi del mare e sanno scrutare ben oltre alle superficiali maschere che un po' tutti indossano. E' – per sua stessa ammissione – un soggetto estremamente pericoloso che, sotto all'apparenza del ragazzone bonario, nasconde una determinazione e una spietatezza ben di rado riscontrabile in altri individui ed una profondità di sentimenti abilmente cammuffata sotto a quel sorriso aperto e gioviale.

La storia di Storm ebbe inizio alcuni anni fa ad Elexandra, una ridente e florida città della costa sud nel grande golfo di Astarkis, che si trova in un continente, che dista da Ashura molti giorni di navigazione. Riportiamo di seguito i fatti salienti che hanno temprato il suo carattere.

Non era una città ricca, Elexandra, ma ci si viveva bene, grazie alla generosità del terreno ed ad altre risorse naturali. Ma la vera ricchezza di Elexandra era la posizione geografica, che la poneva al centro delle rotte di scambio. E fu questa centralità a causarne la rovina.

Quando i mercanti di Banghor comiciarono ad interessarsi ad Elexandra il suo destino era già segnato. Gli abitanti inizialmente cercarono un accordo con essi. Poi, come ogni altro popolo fiero della propria libertà, cominciarono a non tollerare la loro ingerente prepotenza, evidentemente tesa a monopolizzare i commerci con l'allontanamento di altri possibili acquirenti e commercianti. Così il gran consiglio di Elexandra, di cui anche il padre di Storm faceva parte, deliberò la sospensione di ogni attività commerciale con i mercanti di Banghor, vietando l'attracco alle loro navi.

Volevano solo equità e libertà nella giustizia.

Così le navi commerciali con l'insegna di Banghor partirono, con a bordo i loro contabili ed i loro faccendieri. Ma tre notti dopo, giunsero le navi da guerra piene di soldati con le spade in pugno. Travolsero nel sonno gli inermi cittadini, dando fuoco alle case, violentando le donne e imprigionandone i figli per venderli al mercato degli schiavi di Banghor.

Storm sopravvisse al massacro e, come sua madre gli aveva raccomandato in punto di morte, riuscì ad evitare la prigionia anche a sua sorella Anith di cui da lì in avanti avrebbe dovuto prendersi cura. Anith era ferita e per questo Storm fu costretto a portarla in braccio, fintanto che non riuscì a rintracciare, tra le macerie fumanti della sua casa, il medico Dorval a cui di fatto salvò la vita.

L'avventura di Lula ebbe inizio da quei tre compagni di sventura.

Seppure avesse qualche anno in più di sua sorella, mai Storm rivendicò il comando dei Pirati di Lula. Anith aveva in se qualcosa di magico e riusciva a farsi voler bene ed obbedire da tutti. Lui adorava sua sorella e per lei faceva qualunque cosa, oltretutto la sua aria da eterno ragazzo scanzonato non era del tutto una facciata, ma la realtà di chi guarda alla vita non come un dovere da assolvere ma come qualcosa da gustare fino in fondo, cosa che lo rendeva altamente inadeguato al comando.

A Storm era sempre piaciuto gustare la vita in tutti i suoi aspetti, anche se il suo gran cuore non mancava mai di venire fuori. A quei tempi poi, se pur difficili e ricchi di sofferenza, i suoi occhi spesso scintillavano verdi e profondi come gli abissi del mare. La risata fragorosa e coinvolgente ne addolciva i lineamenti, manifestando quella sicura e spensierata gaiezza per cui le ragazze andavano matte. Un volto da fanciullo che nascondeva tanta ferocia, ma d'altra parte la vita, in quei tempi bui, non era mai stata semplice ed il confine tra vittima e carnefice era sempre molto molto sottile.

Quando Syon lasciò Lula lo sguardo di Storm era del tutto diverso e quei tratti gioviali erano completamente sconvolti da una maschera di odio assoluto, che neanche la vendetta aveva placato. Fu il giorno in cui i pirati andarono, armi alla mano, a reclamare il corpo di Anith nella fortezza di Salazar.

Quel giorno qualcosa si incrinò. L'antica magia fu definitivamente perduta.

Syon se ne andò, perchè per lui era stata Anith a dare al mare ogni fascino ed ogni splendore e senza di lei, le acque erano divenute soltanto un deserto spoglio, desolato e mortale. Inoltre, dopo la faccenda di Caracaibo e la dispersione dei fratelli della Costa, la taglia dei Mercanti sulla sua testa era talmente sostanziosa da mettere a serio rischio tutta Lula.

Anche per Storm fu uguale: continuò a solcare il mare, perchè al mare era sempre appartenuto, ma lo splendore azzurro e scintillante delle acque si era di molto attenuato, esattamente come il bagliore scanzonato dei suoi occhi, attenuato anche dal peso della responsabilità di Lula, che aveva ereditato da sua sorella.

Ma poi un giorno, Syon tornò a cercare Storm e i due uomini riuniti trasportarono la gente di Lula nella più sicura terra di Ashura. Questa storia è narrata nella grande saga intitolata “lo scettro di Antheas”.

La vera natura di Storm è tutta nelle parole che disse ad Hashepsowe durante quell'avventura, in cui la sua strada tornò definitivamente ad incrociare quella di Capitan Syon... ma anche nelle parole della canzone che da ragazzi i due amici cantavano insieme a Raven, barcollando fuori dalle taverne di mezzo mondo:

"Mi chiedi perchè siamo qui, ma forse non ho una risposta da darti. Forse è per l'oro di cui, ti assicuro, Lula ha un gran bisogno, o per la speranza che molti di noi hanno di abbandonare la strada della vendetta. Forse è perchè i mercanti di Banghor hanno stretto un'alleanza con i negromanti del sud e quei demoni incarnati non tarderanno a scoprire Lula, durante uno dei loro osceni riti... o forse siamo semplicemente dei folli che amano respirare la libertà e l'avventura più di ogni altra cosa."

Syon e Storm alzarono insieme le fiaschette al cielo ed all'unisono cominciarono a cantare:

"Noi due ragazzi che stretti ci avvinghiamo,

mai che l'uno lasci l'altro altrimenti poi caschiamo.

Sempre su e giù lungo le strade, o le rotte dell'azzurro mare.

Godiamo della nostra forza, gomiti in fuori, pugni serrati,

armati e senza paura, mangiamo, beviamo, dormiamo, amiamo,

non riconoscendo altra legge all'infuori di noi,

marinai, soldati, pirati, pronti alle minacce,

impauriamo avari, ricchi e preti, respirando aria,

bevendo grum, danzando sui prati o sulle spiagge,

depredando città, disprezzando ogni agio, ci beffiamo delle leggi,

cacciando ogni debolezza, compiendo le nostre scorrerie..."


Ancor oggi, Storm è un uomo che sa bene ciò che vuole dalla vita e se lo prende senza troppi complimenti, ma nulla di ciò che prende potrà mai cancellare in lui gli antichi dolori del passato, che sempre riaffiorano nelle lunghe notti tormentate da fantasmi e ricordi, spesso affogate tra le braccia morbide della sua vittima di turno.

E' comunque persona leale ed affidabile e non tradirebbe mai un amico o la causa per cui si batte per nessuna ragione al mondo, neanche sotto tortura.

In conclusione: pur essendo un ottimo amante, è molto meglio averlo come amico!


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