I PERSONAGGI DI ASHURA


GHIACCIAI DELL'ARCOBALENO


ZIRYHA

Sirena della Baia delle Sirene del Nord, alleata dei Cavalieri del Cielo.

E' la regina del popolo dei sirenidi, che dimora nella baia a sud-est della regione dei Ghiacciai. I suoi capelli sono lunghi e neri con riflessi blu elettrico, la pelle è leggermente bronzea e gli occhi sono verde smeraldo. Tra i capelli luccica un diadema d'argento, sottratto al tesoro delle navi affondate nella zona, incrostato di bellissimi coralli rosa e rossi e perle nere.

Si presenta sempre nuda fino a poco sotto la vita, dove il corpo comincia a ricoprirsi di squame azzurre e lucenti come quelle dei pesci, che le nuotano attorno in mare.

Le sue gambe sono unite in un'unica coda, forte e possente, con la stessa forma delle code dei delfini, che ogni tanto fanno la loro comparsa al largo. Come tutti i sirenidi, pare che di tanto in tanto sia in grado di evocare una magia in virtù della quale la coda viene sostituita da un paio di gambe, che le consentono di aggirarsi sulla terraferma e di interagire con le razze terrestri. Si tratta di una magia la cui durata è limitata nel tempo, ma nessun conoscitore dell'arcano, che non appartenga alla razza dei sirendidi, sarebbe in grado di comprenderne il meccanismo e di valutarne gli effetti, poichè le modalità di evocazione sono un segreto gelosamente custodito nelle profondità degli oceani, che nessun sirenide rivelerebbe mai neppure sotto tortura.

Ziryha governa saggiamente il suo popolo, ama la musica e suona divinamente molti strumenti. Grazie a lei, i sirenidi del nord intrattengono relazioni amichevoli con gli umani del Castello dei Ghiacci.

Ha una particolare forma di solidarietà nei confronti delle donne umane, che aiuta spesso e volentieri, soprattutto quando le vede subire soprusi e violenze da parte degli uomini. Ha sviluppato questa sua peculiarità dopo aver assistito casualmente all'aggressione che una giovane del Villaggio del Mammuth aveva subito sulla Spiaggia Eridea, ad opera di uno sporco pirata: la ragazza aveva cercato scampo dal suo aggressore gettandosi in mare, ma non era una buona nuotatrice e le forti correnti del tumultuoso Mare degli Smeraldi l'avevano trascinata al largo; così era morta annegata e Ziryha aveva provato molta compassione per lei.

Da quel giorno, quando scorge un uomo alle prese con una donna, lo incanta e lo attira a se, per liberare la ragazza. E' stato proprio questa sua abitudine a farle incontrare Gloria e Lucius, gli esploratori dei Cavalieri del Cielo. I due si scambiavano tenere effusioni nei pressi del Promontorio di Nassylum e Ziryha, non avendo compreso che Gloria accoglieva con piacere le carezze del suo compagno, aveva aggredito Lucius con l'intento di ucciderlo. Fortunatamente Gloria la scorse e riuscì a fermarla in tempo. Dopo quell'episodio, Gloria e Ziryha fecero amicizia e si ritrovarono spesso a chiacchierare su qualche spiaggia o sugli scogli: l'amazzone raccontava la sua vita e la sirena le bellezze del mare e le sue leggende.Così Ziryha ebbe modo di imparare molte cose sugli uomini e Gloria ne apprese altrettante sul popolo del mare, gettando le basi per un'alleanza che è ora proficua e vantaggiosa tanto per i Cavalieri del Cielo che per i sirenidi.

L'amicizia tra la sirena e la donna è ora un legame profondo e fraterno, sancito dai doni dell'una all'altra, come la grossa e lucida perla nera che Gloria cinge sempre al collo.

Ecco quanto Gloria scrive nelle sue cronache del Castello, a proposito della sua amica sirena.

Ci scambiamo confidenze sugli uomini (nel suo caso tritoni) e nozioni di musica e canto. Tutte le volte che torno alla spiaggia, porto con me il flauto d'argento, un piccolo corno e una lira. In quei giorni, le nostre voci si levano soavi nella brezza della sera. Il popolo dei sirenidi, come mi ha

spiegato Ziryha, è mite e timido e i pochi contatti con gli esseri umani, Ziryha li ha avuti con marinai e pirati. Mi ha raccontato di un uomo, un capitano, con cui un tempo aveva incrociato lo sguardo tra la schiuma del mare. Non conosceva il suo nome, non sapeva nemmeno se fosse vivo o morto, ma potrebbe riconoscerlo tra mille. Se ne stava fiero sulla sua nave, una bella nave con uno strano nome, forse di un mostro delle antiche leggende e dava gli ordini ai suoi uomini per governarla. E nel frattempo mostrava a una banda di piccoli uomini le meraviglie del mare, li abbracciava, li consolava e li faceva divertire.

Devo dire che mi ha ricordato un certo Syon... le ho promesso che indagherò su questo "capitano" e che le riferirò le mie scoperte.”



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