LE RAZZE DI ASHURA



ELFI


CENNI STORICI

Gli Elfi, nonostante le vanterie di molti di essi, a differenza degli Urk, non sono annoverati tra le Razze Primordiali, poiché di fatto comparvero ad Ashura soltanto all'inizio delle Ere Remotissime. Fatto questo che, per quanto sia inconfutabilmente accertato, provoca un certo imbarazzo, soprattutto tra gli elfi di nobile lignaggio. Anche se gli Elfi affermano di aver calpestato Ashura fin dall'Alba dei Tempi, di fatto, le prime notizie certe riguardo alla presenza di comunità elfiche nel cuore della Foresta della Dimenticanza risalgono all'anno 6000 PA e bisogna attendere fino al 6050 PA per avere notizie dei primi avvistamenti di Elfi dei Ghiacci nei Ghiacciai dell'Arcobaleno.

Tuttavia, un'antica ballata elfica parla del “Risveglio dei Finrain, che sarebbe avvenuto in una insenatura riparata della Valle dei Sogni, dove le acque del fiume-che-scorre-al-contrario formano un piccolo lago profondo. Secondo tale mito, gli elfi deriverebbero dall'unione tra le ninfe del fiume ed alcuni individui di razza fey, evento questo a cui non è possibile attribuire una datazione certa, con gran soddisfazione degli Elfi che lo ascrivono all'era precedente, cosa che di fatto costringerebbe a riconoscere anche alla loro razza l'origine Primordiale.

Si è comunque accertato che, prima della nascita degli Elfi, il flusso della corrente seguisse il normale corso dal monte al mare, come avviene in tutti gli altri fiumi. E proprio la nascita degli Elfi ha provocato il fenomeno dell'inversione della corrente, le cui ragioni andrebbero ricercate nel magico intervento delle ninfe madri che, preoccupate per l'eccessiva stagnazione che avrebbe potuto danneggiare i nascituri, provocarono un'onda di flusso anomala, assicurando così l'adeguata ossigenazione delle acque durante il periodo di incubazione delle “larve”. Le nascite si susseguirono per alcuni anni, dando così origine ai tre principali ceppi etnici, da cui discendono tutti gli Elfi di Ashura.

Da allora, ogni anno, nel periodo che precede l'autunno, quando l'assenza di piogge riduce la profondità del laghetto, il prodigio torna a ripetersi. Tuttavia, nonostante questo fenomeno, gli elfi non dimorarono mai presso il lago che vide la loro nascita poiché, al compimento dei vent'anni di età, i giovani si spostavano verso la Foresta della Dimenticanza, che è pertanto considerata la vera culla della civiltà elfica. Soltanto alcuni temerari, agli albori delle Ere Remotissime, scelsero di intraprendere un ben più lungo viaggioincontro alle stelle del Nord, separandosi dai congeneri, per andare ad insediarsi nelle regioni settentrionali del continente. Così gli elfi si diffusero in tutto il continente di Ashura, dando vita alle differenze che oggi distinguono una comunità dall'altra.

Sembra corretto ipotizzare - almeno in quei lontani giorni - una certa mescolanza degli Elfi con gli individui appartenenti alle altre Razze presenti nella parte centrale del continente, cosa che rende assai plausibile la teoria secondo la quale, dalla promiscuità tra Elfi e Gnomi, avrebbe avuto origine la razza degli Hobbit, avvenuta nell'anno 6250 PA; naturalmente gli Elfi negano in maniera categorica una tale evenienza, che è invece accreditata come storia certa presso gli Hobbit.

La prima cittadina di cui si hanno notizie è Sovelis, solo di poco antecedente alla fondazione di Myrd Vawair, ambedue site nella Foresta della Dimenticanza.

Nel 6600 PA, alcuni Elathiel scelgono di insediarsi nel sottosuolo, entrando così in contatto con le energie caotiche di Lathanya, che li istiga a prendere le distanze dai consanguinei di superficie. Nasce così la prima comunità Drow, che la prolungata permanenza nel sottosuolo modifica geneticamente fino a farne una razza a parte. Le comunità Elfiche rompono le relazioni con quegli scomodi parenti, per le cui gesta distruttive provano ribrezzo e vergogna.

Ben diversa è l'origine dei Drow Grigi che, nel 6607 PA, si separano dagli schivi Elfi dei Ghiacci senza però avere alcun contatto con le forze del caos. Gli elfi di superficie reagiscono con indifferenza a quella che considerano una semplice stravaganza e questo evita di fatto ogni conflitto, permettendo alle due comunità di mantenere relazioni quasi amichevoli, che perdurano anche ai giorni nostri. .

Invece nella Foresta della Dimenticanza, nel 6610 PA, i Drow attaccano Sovelis, infrangendo le magiche barriere che la proteggono ed uccidendo i figli di Re Enurien. Il sovrano si salva solo grazie all'aiuto di alcuni fedeli servitori, ma non è in grado di difendere la città, la cui salvezza è dovuta unicamente all'intervento dei Druidi, che esortano gli uomini ad accorrere in difesa degli Elfi. L'appello non cade nel vuoto e nel 6611 PA un esercito, capitanato da Bran dal Forte Braccio, riconquista i quartieri occupati dai Drow e li riconsegna agli Elfi.

I Drow non si danno per vinti e nel 6680 PA tornano ad attaccare la Foresta della Dimenticanza, questa volta coadiuvati dagli Orchi, che nel frattempo hanno asservito al loro volere. Per contrastare la loro avanzata, nasce la Grande Alleanza tra Uomini, Elfi e Nani, che insieme combattono contro le orde dei nemici. Purtroppo nel 6710 PA, la Grande Alleanza si frantuma, a causa di un malinteso strategico, che i Nani pagano a caro prezzo col loro sangue. Questo fatto segna l'inizio della diatriba, che ancor oggi oppone i Nani agli Elfi. Le due razze non impugneranno mai le armi l'una contro l'altra, ma le loro relazioni diplomatiche rimarranno sempre molto tese.

Nel 6744 PA, gli Elfi edificano la fortezza di Berethani (che in lingua elfica significa “Casa d'Ombra'), con l'intento di sorvegliare dall'alto la Foresta della Dimenticanza. Gli uomini continuano a far fronte comune con gli Elfi e finalmente, nel 6760 PA riescono a scacciare definitivamente i Drow dal territorio: i pochi superstiti trovano rifugio nelle Miniere di Ronevar della Valle dei Sogni e non se ne hanno più notizie per molti secoli.

Nel 6765 PA gli elfi edificano Ordailen, città gemella di Berethani, e ne fanno dono agli uomini in segno di fratellanza per la fedeltà dimostrata durante la lunga guerra contro le forze del sottosuolo.

Segue un periodo di pace e prosperità per gli elfi del sud, che ne approfittano per stringere alleanze con Fey e Mutaforma allo scopo di proteggere l'ecosistema di Ashura dall'invadenza delle altre razze.

Nel 6800 PA alcuni Finrain si insediano nell'Oasi della Musica Perenne, dando vita alla comunità degli Elfi Silvestri.

Nel 6998 PA un misterioso mago di nome Mellenwars si presenta alla corte dei raminghi Elfi del Deserto e li induce a fondare la città di Azibel, nel sottosuolo del Deserto di Ashahara per bilanciare l'ascesa ormai inarrestabile del culto di A'akk'Zul. Dopo la memorabile battaglia che di fatto ricaccia “Samarazulmanel sottosuolo da cui pare provenga, vinta dall'alleanza degli uomini liberi, capitanati da Laxunigonis, Irrenmundo e Torgariandravol, gli elfi del deserto decidono di segregare Azibel dal resto del mondo, restando in vigile attesa del profetizzato ritorno del demone del male.

Nel 7080 PA, un gruppo di giovani Elfi Silvestri parte dall'Oasi della Musica perenne, alla ricerca della leggendaria “culla del risveglio” di cui cantano i bardi. Al confine della Valle dei Nidi, vengono però attaccati da un drago selvatico e si rifugiano nelle Miniere di Ronevar, dove i Drow li catturano e li rendono schiavi. Dieci anni dopo, nel 7090 PA, un unico superstite ritorna dal viaggio, smagrito, malato ed invecchiato. Viene amorevolmente curato dai suoi simili ma, essendo ormai irrimediabilmente corrotto dal lungo asservimento ai Drow, instilla tra la sua gente i germi della superbia e dell'arroganza. Gli Elfi Silvestri sono così trascinati a combattere una sanguinosa guerra fratricida, che inaridisce ed avvelena l'antica foresta. Nel 7095 PA, la Ninfa Aurina pone fine alla diatriba e maledice la Foresta di Fango allo scopo di proteggere i pochi Elfi Silvestri non contaminati dal potere oscuro, che due anni dopo, nel 7097 PA, fondano Falathrim, la città-bosco, di cui Aurina è nominata regina.

Nel 9998 PA si hanno le prime notizie inerenti alla comunità elfica dei Giardini d'Argento, i cosiddetti Elfi Argentati: la lega degli dei del sottosuolo spinge un'armata di drow all'attacco di quel territorio, ma grazie all'aiuto della Dea Seline gli elfi hanno la meglio e la manovra fallisce.

Nell'Era Moderna, contrassegnata dall'espansione della razza umana, gli elfi prendono sempre più le distanze dalla maggior parte dei popoli di Ashura, a causa del loro stile di vita caotico e improntato allo sfruttamento selvaggio del territorio. Le comunità elfiche si ritirano Permane una forte unità di intenti con i Fey e i Mutaforma ed una rispettosa convivenza con pochissime comunità umane amiche. Nel 236 DA, un gruppo di Elathiel della Foresta della Dimenticanza, rispondendo all'appello dei Fey, si trasferisce nel Karen's Wood e fonda la città di Firegarden, per proteggere la magia e la natura di quello speciale territorio dall'espansionismo umano. Nasce così il popolo degli Elfi Rossi.



CEPPI ETNICI E PRINCIPALI INSEDIAMENTI

Come abbiamo visto, le varie popolazioni elfiche presenti nel continente di Ashura derivano tutte dai tre principali ceppi etnici Finrain, Elathiel e Delagund che nelle Ere Remotissime (se non in quelle Primordiali) sorsero dalle acque del fiume-che-scorre-al-contrario.

I primi furono i Finrain, comunemente identificati con gli elfi silvani, caratterizzati da carnagione ramata con riflessi smeraldo, capelli neri o castani, occhi che variano dal verde chiaro al nero. Di carattere schivo, sono particolarmente diffidenti nei confronti delle altre razze e in particolar modo verso gli umani. Il loro primo e più importante insediamento rimane Sovelis, nella Foresta della Dimenticanza, ma dai Finrain derivano senz'altro anche gli Elfi Silvestri di Falathrim, nell'Oasi della Musica Perenne e gli Elfi dei Ghiacci che vivono nel Bosco degli Elfi dei Ghiacciai Arcobaleno.

Il secondo gruppo è quello degli Elathiel, altrimenti detti Elfi dell'Aurora, caratterizzati da incarnato bronzeo, capelli color del rame, neri o biondo platino ed occhi dorati, argentei o neri. Tra tutti gli Elfi sono i più raffinati, dediti allo studio ed alle arti, ma sono anche i più focosi ed arroganti e generalmente si rapportano alle altre razze con aperta ostilità, anche a causa delle loro radicate convinzioni di supremazia etnica. L'antica città di Myrd Vawair, di cui ancor oggi è possibile vedere le rovine nel cuore della Foresta della Dimenticanza fu il primo insediamento Elathiel, ma gli Orchi la misero a ferro e fuoco e da allora nessuno più osa abitarvi poiché il luogo è avvolto da una sorta di cupa maledizione. I superstiti trovarono rifugio presso gli elfi delle altre etnie e alcuni diedero vita alla setta dei Vairash, che ancor oggi ha un certo ascendente in seno alla comunità mista di Ordailen. Al ceppo Elathiel sono ascrivibili anche gli Elfi del Deserto, che vivono nella città sotterranea di Azibel, nel Deserto di Ashahara e gli Elfi Rossi di Firegarden, nel Karen's Wood.

I Delagund, altrimenti noti come Elfi Grigi, sono il gruppo più numeroso, caratterizzato da carnagione bianco latte con sfumature bluastre, capelli color bianco argento ed occhi blu o verdi con riflessi dorati. Si tratta dell'etnia elfica più tollerante ed aperta a relazioni anche amichevoli con le altre razze, inclusi gli umani, con cui hanno stretto importanti alleanze nel corso dei secoli, tanto che la maggior parte dei mezzelfi discende dai Delagund. Il principale e più antico insediamento Delagund è quello di Berethani, nella Foresta della Dimenticanza, ma da questa etnia derivano anche gli Elfi Argentati di Silvermoon e Stellaria, nei Giardini d'Argento.


TRADIZIONI SOCIALI E SPIRITUALI

Tutti gli elfi, pur essendo caratterizzati da importanti differenze fisiche e caratteriali, nutrono una grande reverenza nei confronti della natura, che difendono strenuamente dagli abusi delle altre razze e a cui devono gran parte delle loro energie magiche. Per quanto attiene alle tradizioni spirituali, nessun Elfo che si rispetti accetterà mai di tributare onori a statue e divinità iconografiche e giammai praticherà i suoi riti all'interno di templi chiusi, preferendo piuttosto radunarsi in radure all'aperto, nei pressi di fonti o di alberi antichi. Alcuni Elfi praticano i loro rituali in costruzioni aperte ed elevate, atte a raccogliere il massimo potenziale energetico presente nel luogo in cui si trovano.


In particolare i Finrain vivono praticamente in simbiosi con la natura e non potrebbero mai sopportare di vivere per lungo tempo in una città edificata artificialmente, soprattutto se priva di alberi. I nuclei abitativi di tali individui sono sempre perfettamente mimetizzati nell'ambiente boschivo tanto da essere difficilmente scorti da chi non ne conosce l'esatta ubicazione. Infatti i Finrain costruiscono le loro case all'interno di tronchi cavi, in nicchie sotterranee formate dall'intrico delle radici e/o su ampie piattaforme aeree tra le fronde degli alberi più grandi. Le comunità Finrain generalmente non seguono alcun ordinamento gerarchico e ciascun individuo è capace di rapportarsi in maniera equilibrata ed armoniosa con l'ambiente e con i suoi simili, senza bisogno di leggi e governanti.

L'unica eccezione è costituita dagli Elfi Silvestri dell'Oasi della Musica Perenne, che hanno scelto di affidare il governo della loro comunità alla Ninfa Aurina, Regina di Falathrim e Custode dell'Equilibrio Universale. La tradizione spirituale dei Finrain è puramente animista e riserva una profonda venerazione a tutte le Forze della Natura ed agli Spiriti Elementali e, pur senza attribuire facoltà di onnipotenza divina ad alcuna entità archetipo, accettano il concetto dell'Essenza Cosmica primigenia, che identificano con la Dea Nemesis nella Foresta della Dimenticanza e con l'Essenza Cosmica della Dea nei Ghiacciai Arcobaleno e nell'Oasi della Musica Perenne.


Quanto agli Elathiel, essi amano soprattutto ciò che è bello e le loro città sono un vero e proprio ricamo di marmi, ori e pietre preziose, sempre circondate da meravigliosi giardini pensili, ricchi di cascatelle e laghetti artificiali. Tra tutti gli Elfi sono quelli più attratti dalle arti occulte e dalla conoscenza proibita, cosa che, unitamente all'atavico snobismo di razza ed all'indole focosa del loro temperamento, li ha spesso portati a scontrarsi persino con gli altri ceppi elfici. Proprio in queste caratteristiche risiedono le motivazioni che, nelle Ere Remotissime, hanno portato alla discesa nel sottosuolo di individui Elathiel ed alla scissione che ha dato origine alla razza dei Drow.

Le comunità Elathiel seguono un rigido ordinamento gerarchico, che assegna la supremazia assoluta ai nobili di antico lignaggio, in taluni casi addirittura segregando le loro città dal resto del mondo e precludendone l'accesso agli estranei. E' questo il caso di Azibel, la città sotterranea degli Elfi del Deserto, nel Deserto di Ashahara, che è governata da secoli dalla medesima famiglia, sotto la supervisione attenta del potente mago Mellenwars, il quale sorveglia costantemente tutti gli accessi che conducono alla città sotterranea, respingendo fuori dai suoi confini chiunque non sia annoverato tra gli Elfi del Deserto. Di fatto, la spiritualità degli Elfi del Deserto, pur mantenendo la formale ritualità animista tipica della razza elfica, è più rivolta ad impedire l'affermazione del culto di A'akk-Zul, che non ad una vera e propria pratica mistica. Di fatto pare che la stessa città sotterranea altro non sia se non l'antitesi di Teunandes, roccaforte spirituale delle forze del male e speculare contrario di “Azibel la Pura. Fintanto che gli Elfi del Deserto riescono a mantenersi in equilibrio tra le brame di potere tipiche degli Elathiel e le leggi cosmiche dell'armonia universale, A'akk-Zul non può avere il sopravvento, ma vi sono profezie che parlano di particolari congiunzioni astrali favorevoli:che, nel caso i semi della corruzione abbiano nel frattempo contaminato i cuori degli elfi, vedrebbero il declino di Azibel in favore appunto di Teunandes.

Anche gli Elfi Rossi del Karen's Wood non amano gli estranei e assai di rado concedono l'accesso a Firegarden ad individui di altre razze. L'unica eccezione è costituita da Fey e Gnomi, con cui gli Elfi Rossi intrattengono una solida alleanza volta alla tutela del patrimonio boschivo della loro Oasi. Come i loro cugini del deserto, seguono un rigido ordinamento gerarchico, sotto la guida dell'Anziano Taanish, che da molti anni governa il villaggio con indiscussa autorità. Gli elfi di Firegarden sono prevalentemente dediti all'arte della guerra, ma questa non è mai fine a se stessa e deve sempre essere posta al servizio del territorio del Karen's Wood, dei cui confini gli Elfi Rossi sono gli strenui difensori.

Le tradizioni spirituali di questo popolo focoso sono fortemente influenzate da quelle degli altri abitanti dell'Oasi in cui dimorano e dunque, a differenza degli altri Elathiel, gli Elfi Rossi si rifanno alle divinità archetipo del Pantheon Onirico, riservando particolare venerazione al fiammeggiante nume del Sole, il bifronte Akhton/Loars, ed alla Morghul, Signora della Guerra e patrona dei popoli guerrieri. Ulteriore caratteristica che li differenzia dai loro simili è quella di erigere, unici tra tutti gli elfi, fastosi templi di pietra, all'interno dei quali celebrano i loro riti, similmente a quanto fanno gli uomini.

Tra tutti gli Elathiel, i più inquietanti sono senz'altro gli ultimi discendenti dell'antica Casata di Myrd Vawair nella Foresta della Dimenticanza. Costoro, dopo la devastazione della loro città ad opera degli orchi, trovarono rifugio presso i Delagund di Berethani, ma in seguito un nutrito gruppo di stregoni ed occultisti si trasferì ad Ordailen, dando vita alla setta dei Vairash. Questi ultimi non si mescolano quasi mai agli altri abitanti di quella città e addirittura, per meglio tenere le distanze, soprattutto dagli uomini, parlano l'Elfico Arcaico. Tuttavia, pur facendo mostra di essere avulsi dal destino di Ordailen, pretendono di dettar legge e di fatto godono di grandi privilegi in seno all'eterogenea comunità che popola quella città.

Nessuno sa quali siano di fatto le gerarchie interne a quella setta, nè a quale oscuro nume siano votate le loro anime.


Infine le comunità Delagund, che sono anche le più numerose e diffuse nelle Oasi di Ashura, hanno una mentalità molto più aperta rispetto agli altri due ceppi elfici e sono facilmente propense alla promiscuità con altre razze. Le città Delagund sono ben curate e rispettose dell'ambiente, ma somigliano assai più a quelle degli Elathiel che non a quelle dei Finrain. In particolare, la splendida Berethani, nella Foresta della Dimenticanza, offre al visitatore uno spettacolo di rara bellezza, in cui la natura si fonde armoniosamente con case e palazzi, in una profusione d'oro, argento e gemme che aggiunge sontuosità e grazia alle artistiche costruzioni di marmo bianco e verde. L'ordinamento sociale dei Delagund, anche se apparentemente può sembrare rigido e gerarchico, è in realtà molto democratico e i governanti vengono sempre scelti, tra i personaggi più amati e rispettati all'interno della comunità, per acclamazione popolare. E' questo il caso del Re di Berethani Myrdivar Dolartu di Berethani, del Reggente Alastar di Stellaria e degli attuali regnanti di Silvermoon Lucrezia e Silverio nei Giardini d'Argento.

Le facoltà telepatiche di cui tutti i Delagund sono dotati, costituiscono di fatto un vero e proprio deterrente naturale alla falsità ed all'inganno, poichè chiunque sarebbe in grado di percepire una bugia e la smaschererebbe prima ancora che ne vengano alla luce gli effetti. Spesso questo causa molto disagio agli stranieri - e specialmente agli uomini, che tra tutte le razze sono i più propensi a mentire.

Per quanto riguarda le pratiche spirituali, ritroviamo nei Delagund la medesima propensione a non costruire templi di pietra, preferendo celebrare i loro rituali all'aperto, a stretto contatto con gli Spiriti Elementali. In particolare, i Delagund della Foresta della Dimenticanza, al pari di tutti gli abitanti di quell'oasi identificano nella Dea Nemesis il concetto di Essenza Cosmica primigenia e pertanto le riservano particolare rispetto.

Di diverso parere sono invece gli Elfi Bianchi (altrimenti noti come Elfi Argentati) dei Giardini d'Argento, che riconoscono venerazione e gratitudine unicamente alla Dea Séline il potente Spirito Elementale che li ha sempre protetti dagli attacchi delle orde del sottosuolo, al servizio di Lathanya .



CENNI DI GIOCABILITA' DELLA RAZZA

Giocare un Elfo è sempre una tentazione affascinante per gli amanti del fantasy classico, ma il rischio di sconfinare in un gioco di stampo power è abbastanza elevato. Tutti gli elfi possiedono infatti elevati livelli di agilità, intelligenza e attitudine alla magia, cosa che rischia seriamente di annullare gli altri giocatori del party, soprattutto quando si gioca con regole di stampo narrativo senza controbilanciare la versatilità elfica con le adeguate limitazioni dettate dal buon senso. Inoltre, e questo vale anche per i regolamenti ludico-statistici, è facile ricadere nello stereotipo dell'elfo “bello, saggio, multidotato, nobile e coraggioso”, le cui conseguenze sono situazioni di gioco fin troppo abusate.

Una delle limitazioni di giocabilità della razza è direttamente correlata alla situazione geopolitica di ciascun territorio e dalla predominanza di razze o popoli più o meno ostili agli elfi. Nei regolamenti di tipo statistico come il Dicescale Expanded, di fatto, i personaggi di razza elfica possono risiedere soltanto nelle seguenti Oasi di Ashura: Foresta della Dimenticanza, Karen's Wood, Ghiacciai Arcobaleno, Oasi della Musica Perenne, Deserto di Ashahara e Giardini d'Argento. Questo naturalmente non impedisce ad un elfo di recarsi in altre Oasi, se le vicende della campagna in atto lo richiedono, ma occorre tener presente che le seguenti regioni non offrono molte garanzie di sopravvivenza ai rappresentanti della razza elfica:

Anche la lunga permanenza in luoghi chiusi potrebbe mettere a dura prova la resistenza di un elfo, soprattutto se appartiene al ceppo etnico dei Finrain. Un'altro potenziale pericolo per i personaggi elfici è rappresentata dall'alimentazione, che deve sempre essere basata su prodotti naturali e non contaminati dalle sozzure derivanti dalle attività di razze notoriamente sporche come gli Urk, gran parte dei Dracoidi e taluni popoli Umani. Inoltre le seguenti condizioni possono avere conseguenze letali per un elfo, a prescindere dal ceppo etnico a cui appartiene:


Possiamo poi ulteriormente distinguere i personaggi elfici, regolamentando le principali differenze che caratterizzano i tre ceppi etnici e, nel gioco narrativo, possiamo anche tener conto anche delle peculiarità relative alle comunità di appartenenza.


Finrain

Hanno un carattere schivo e discreto e sono poco propensi alla promiscuità razziale: se possono cercano di evitare contatti con le altre razze, eccettuati i Mezzelfi, i Fey, i Sirenidi, i Centauri e gli Gnomi, con cui intrattengono relazioni amichevoli. Nutrono una marcata diffidenza soprattutto nei confronti di Demoni, Dracoidi e Coboldi, ma anche Nani ed Umani sono considerati con sospettosa cautela. L'unica eccezione a questa regola è costituita dagli Elfi Silvestri dell'Oasi della Musica Perenne che, nei raduni estivi, si mescolano a bardi e artisti, provenienti da tutte le Oasi di Ashura, nel segno dell'Arte, della Musica e della Poesia.

Un'altra eccezione è rappresentata dagli Elfi Bianchi dei Ghiacci che, unici di tutta la razza elfica, intrattengono relazioni quasi amichevoli con i Drow Grigi, che comunque, a differenza dei loro simili delle altre Oasi, non si sono mai fatti asservire dalle entità caotiche del sottosuolo.

Le peculiarità fisiche comuni a tutti i Finrain sono: la capacità di muoversi silenziosamente, udito fino, vista acutissima e una notevole dose di sesto senso, che permette loro di percepire il pericolo molto prima che si manifesti. Sanno inoltre mimetizzarsi perfettamente con l'ambiente circostante, fintanto che si muovono nel familiare terreno boschivo e solitamente sono in grado di comunicare con gli animali e con gli alberi d'alto fusto.

Onorano la vita in tutte le sue forme e la loro dieta è puramente vegana.

Sono tuttavia molto abili nell'utilizzo di alcune armi da tiro (cerbottana, fionda, arco corto), che utilizzano soprattutto per difendersi dagli attacchi delle fiere feroci o di eventuali assalitori; in ogni caso, quando sono costretti a combattere, preferiscono ferire o mettere in fuga i loro avversari piuttosto che ucciderli.

Sono particolarmente dotati nelle attività per cui sia necessario nascondersi, osservare o spiare e naturalmente sono ottimi esploratori e guide quando ci si muove nei boschi e nelle foreste.

Grazie alla buona conoscenza delle erbe, i Finrain sono anche buoni guaritori e sanno evocare incantesimi della scuola elementale.

Per contro, tra tutti gli Elfi, i Finrain, sono i più soggetti al deperimento organico quando sono costretti a permanere in luoghi chiusi o sotterranei.


Elathiel

Hanno un carattere arrogante e focoso e spesso guardano dall'alto in basso persino gli elfi degli altri due ceppi etnici. Amano però circondarsi di comodità e preziosi manufatti e sono essi stessi maestri nell'arte orafa e nella lavorazione delle gemme. Si applicano molto nello studio e possiedono conoscenze di fisica, alchimia, astronomia e architettura che non hanno eguali in tutta Ashura.

Nei confronti delle altre razze si dimostrano intolleranti, ostili e talvolta persino aggressivi. Questa condizione è rimarcabile soprattutto negli Elfi del Deserto che mantengono un assoluto isolamento, avendo costruito - unici tra tutti gli elfi - la loro città nel sottosuolo. Invece gli Elfi Rossi, pur essendo forse i più formidabili guerrieri della razza elfica, si rivelano assai più equilibrati rispetto agli altri Elathiel ed intrattengono relazioni di buon vicinato con tutte le razze presenti nel Karen's Wood, di cui sono custodi e difensori.

Di struttura fisica ben più robusta rispetto agli altri ceppi elfici, sono anche quelli che maggiormente eccellono nell'arte della guerra. Sono inoltre ottimi armaioli e fini strateghi. Le loro armi predilette sono la spada, l'arco lungo e il bastone.

Gli Elathiel sono pertanto ottimi guerrieri, a patto che trovino una causa degna del loro interessamento. Praticano la Magia Arcana e padroneggiano bene gli incantesimi del Fuoco. Tra tutti gli Elathiel, i più abili incantantori sono i misteriosi ed inquietanti Vairash di Ordailen, una setta di stregoni che, pur vivendo a stretto contatto con umani, mezzelfi ed elfi Delagund, si considerano al di sopra delle locali leggi e, nella segretezza delle loro dimore, si dedicano allo studio ed alla pratica delle arti occulte.


Delagund

Di carattere nobile e altruista, i Delagund hanno un forte senso della giustizia e tengono in gran conto virtù come la lealtà, l'onestà e la sincerità. Al pari degli Elathiel, amano le Arti e sono assai abili nella lavorazione dell'oro, dell'argento e delle pietre preziose. Sono però molto più tolleranti nei confronti delle altre razze e spesso intrattengono relazioni amichevoli persino con i Nani e gli Umani. Questo vale in modo particolare per i Delagund di Berethani che, nel corso dei secoli, hanno stabilito veri e propri vincoli di Fratellanza con gli uomini di Ordailen, mentre un maggior riserbo lo dimostrano gli Elfi Argentati, alle cui terre possono accedere soltanto coloro che conoscono le parole magiche che permettono di aprire i cancelli dei Giardini d'Argento.

Tutti i Delagund sono dotati di telepatia e chiaroveggenza ed è pertanto quasi impossibile riuscire ad ingannarli. Possiedono inoltre una vista acuta e gli Elfi Argentati sono anche in grado di vedere al buio.

Pur essendo di indole pacifica e contemplativa, i Delagund sono ben capaci di difendersi essendo di fatto ottimi spadaccini, maestri nell'arte del combattimento col bastone e buoni conoscitori delle Arti Marziali.

Per quanto riguarda la magia, i Delagund sono particolarmente dotati negli incantesimi di illusione e mentali. Alcuni Elfi Argentati padroneggiano inoltre alcuni incantesimi d'Aria della scuola sacerdotale.


In conclusione, giocare un personaggio elfico, nelle Oasi di Ashura, può davvero essere un'avventura emozionante e tutt'altro che scontata, ma - soprattutto nel gioco narrativo, che lascia maggior spazio alla creatività individuale - occorre mantenere il giusto equilibrio tra personalizzazione e omologazione, per evitare complessità caratteriali difficilmente armonizzabili nell'ambito di un party multietnico, con conseguente (e spesso esasperato) allungamento delle fasi preliminari di approccio tra personaggi, che di fatto impedisce di entrare nel cuore della storia.

Per contro, non sempre il gioco statistico sarà in grado di rappresentare adeguatamente tutte le differenze sopra esposte, anche perché spesso i master hanno bisogno di scoraggiare le tentazioni “powerdi alcuni giocatori per lasciare spazio a tutti i caratteri che compongono il party. In tal caso, è sempre possibile dare maggior risalto al cosiddetto background del personaggio, di cui il master potrebbe tener conto per concedere, a suo insindacabile giudizio, eventuali bonus/malus atti a rappresentare le caratteristiche etniche sopra esposte.


Potete scaricare gratuitamente il pdf del presente compendio razziale da QUI.


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