WINTER

di Finn McCoul

Lenzuola bianche al vento. "L'inverno sta finendo...", pensò James guardando l'aria gelida donare la vita a quei grandi e candidi stralci di tessuto. Poi si ricordò che era soltanto gennaio e semmai l'inverno era appena iniziato. Eppure quel sole e quel candore sapevano di primavera... se non di estate. E lui si sarebbe voluto togliere il cappotto e tutti gli altri indumenti per rimanere nudo sul prato, per sentire sulla pelle il gelido vento oceanico, per gonfiarsi di vita come quelle lenzuola.

"Quelle nuvole stanno per portare la pioggia...", pensò Bruce guardando un punto indefinito del cielo sopra all'oceano, a sud. E probabilmente aveva ragione. E quella giornata di sole si sarebbe risolta in una notte cupa. Di quelle che rendono l'inverno degno di essere chiamato tale. Perché il sole d'inverno è fuori luogo come il latte nel tè... una di quelle cose che non aveva mai capito. L'inverno aveva la sua lezione di oscurità da impartire. Doveva insegnare a nascondersi. Doveva insegnare a morire. Quel sole non c’entrava nulla e presto sarebbe stato sconfitto dalle nuvole portate dal vento gelido.

James guardò il viso di Bruce, serio e pensieroso come al solito, con i suoi occhi neri aperti a fessura, con il fumo denso che uscendo dalla bocca si divertiva a farsi rigirare dal vento. Da anni cercava di comprendere il male che divorava Bruce dall'interno, ma non ci era mai riuscito. Forse non ne era in grado. Ogni volta che credeva di avere toccato la profondità della sua oscurità, lui sfuggiva andando ancora più in basso o comunque in un altrove irraggiungibile.

Bruce finì la sua sigaretta e ne accese subito un altra. Si mise gli occhiali scuri per proteggersi da quella luce troppo intensa. Poi fece qualche passo verso il muretto che separava il prato dalla spiaggia sassosa. Con la coda dell'occhio osservò distrattamente James seduto sul prato, con una piccola armonica in bocca. I suoi occhi azzurri erano spalancati e la luce era diffusa sul viso pallido tanto da sembrare un tutt'uno con la pelle. Suonava una melodia allegra che gli ricordava l'estate e i campi gialli bruciati dal sole. James non era mai stato in grado di capire l'inverno e di ascoltare le sue melodie di tenebra. Sembrava una persona così semplice ma in realtà, secondo Bruce, lui stesso non aveva ancora compreso la sua reale complessità. Un po' lo invidiava. A volte. Come quando il freddo ti penetra in profondità nelle ossa e rimpiangi l'estate torrida e secca che un tempo avevi disprezzato.

Ma le stagioni non si scelgono mai. Si susseguono da sole in un ciclo infinito. Una dopo l'altra. Ognuna nega con forza la precedente. Ognuna insegna cose nuove.

Un forte grido proveniente dalle spalle di Bruce e James attirò la loro attenzione. Era Caithlin. Il pranzo era pronto .

Bruce spense la sigaretta e lasciò l'oceano alle spalle.

James mise in tasca l'armonica e si alzò in piedi.

"...and the seasons, they go round and round....we're captive on the carousel of time, we can't return we can only look behind from where we came, and go round and round and round in the circle game..."

Il sole ormai era coperto dalle nuvole.

La parentesi di primavera si era chiusa.

L'inverno era tornato come unico e incontrastato padrone.

Finn McCoul
Apprendista Druido
Rowan's Walk - Karen's Wood