WRITTEN FOR YOU

di Finn McCoul

L'ultima volta che ti ho visto indossavi jeans stracciati di una taglia inferiore alla tua e ascoltavi musica che rifiutavo di apprezzare.
Ho iniziato a mentire da quel giorno. Sono passati tanti anni e infinite apocalissi si sono susseguite sotto un cielo diverso dal nostro.
Io sono ancora qui, sai? Chi lo avrebbe mai detto. Oh, se tu mi vedessi risplendere in queste mattine di inverno non riusciresti a riconoscermi.
Ho creato uno specchio in grado di dirmi esattamente ciò che voglio. Ho plasmato la mia anima e la mia mente in modo così perfetto che spesso - stordito da tutto questo rumore - stento anche io a riconoscermi. Posso solo immaginare la tua reazione se mi incontrassi. Stupore? Gioia? Indifferenza? Pietà.

Sai, ultimamente ci penso spesso. Non so perché. Forse è colpa di queste lunghe notti invernali, così generose nel regalare tempo e dolore.
Eppure non ha più senso pesare a te. Non rientri più nei miei piani. Non ho arredato nessuna stanza per te nel castello di zaffiro che ho costruito in questi anni. E' bellissimo ed enorme: in molti si complimentano con me per tutto questo splendore. Quando il sole sorge ogni facciata si illumina e proietta la sua luce lontano per celebrare insieme al mondo la potenza della finzione. Non avrei mai creduto di essere capace di tanto. Ero così debole di fronte a te ed ora questo nuovo me stesso è così forte davanti a tutti.

Ok, a volte mi ricordo chi sono, ma cerco di pensare ad altro. Mi distraggo ad osservare tutte le vittime che si sono immolate in favore della mia oscurità misteriosa, senza avere capito nulla, senza essere andate oltre il loro soffrire per non avermi avuto.

Non so perché ti sto scrivendo tutto questo. E' così difficile con le lacrime che mi impediscono di distinguere le lettere e rendono l'inchiostro sbiadito. So soltanto che smettere di scrivere in questo momento significherebbe morire. Sai, non molti mesi fa, senza dirlo nemmeno a Dio, mi sono arrampicato lassù, dove solo tu sai.
Solo per un secondo ho temuto - sperato? - di vederti arrivare a distruggere la mia vita, ma non ti ho visto. Però ho visto il cielo con quelle nuvole gonfie, e le montagne, silenziose spettatrici sempre nella stessa posizione.

Ho capito che certe cose non possono cambiare, anche se gli anni di silenzio provano a dimostrare il contrario. Qui è ancora tutto uguale, ogni pietra, ogni albero, ogni parola è ancora nel vento. Come ti sento.

From my window I can see the mountains in snow. From my window I will shut my eyes and let go. Promise me you'll always be around when I fall and when I call.
Quanto tempo ci hai messo per capire che ho mentito? Quanto per accettare che la paura mi ha reso vile? Certamente meno di quanto sia servito a me per capire di avere sbagliato. Un errore che non posso più ammettere. Se non che davanti a queste pagine bianche.

È troppo tardi. Vorrei che tu sapessi ma non lo vorrei mai. Vorrei tornare indietro ma non potrei mai.
Ora sono diverso, non sono rimasto immutato come la montagna. Tu hai sempre avuto più coraggio di me, nelle parole e nei fatti. Non lo vedi quanto sono codardo? Temo perfino l'utilizzo di questi aggettivi italiani, così discriminanti, così rivelatori.

E allora disprezza queste parole che non leggerai mai. E allora ascoltami ammettere ciò che rimane l'unica piccola sconfinata verità di questa mia vita che non mi appartiene. When I was a boy I was confounded by you. Now I'm still a boy I am indebted to you. Every song I ever wrote was written for you, written for you.

Finn McCoul
Apprendista Druido
Rowan's Walk - Karen's Wood