VIAGGIO NELL'ALTER EGO

di Hashepsowe Lunastella

Prima Parte: Un Viaggio Segreto

Doveva andare. Il tempo era venuto.

Nessuno le avrebbe fatto domande... a nessuno davvero importava di lei. Non avrebbero sentito la sua mancanza. Il suo compito era terminato e toccava a loro vivere. Nel loro mondo, non c’era più posto per lei… e comunque questo era ciò che lei pensava.

Avrebbero sommerso la Storia di fiumi di parole, per celare i castelli di incomunicabilità dietro a cui si riparavano. Ma lei non era una di loro, anche se le sorridevano con quel loro insultante compatimento. Lei era stata soltanto un tramite: la strada dove gli altri si incontrano, lo sfondo dinanzi al quale i protagonisti della vita si muovono e recitano ogni giorno la loro tragica commedia.

In fondo, lei lo aveva sempre saputo e allora perché quel groppo in gola? Perché non riusciva a smettere di piangere, mentre spronava Shadow a proseguire lungo la ripida salita, in quel terso mattino di primavera?

Presto avrebbe dovuto lasciare anche il cavallo: non poteva portarlo con se, là dove doveva andare. Presto sarebbe stata davvero sola, senza il conforto di quel muso di velluto che si strofinava contro al suo corpo in cerca di carezze... quelle carezze che nessun altro era disposto a regalarle!

Portava pezzi di sogni infranti nel cuore, desolati compagni di un destino solitario.

Hashepsowe aveva lasciato la Valle dei Sogni una settimana prima, in una buia notte senza luna, fermandosi soltanto il tempo necessario per far riposare e rifocillare il cavallo. Aveva seguito strade segrete e poco frequentate, cercando di viaggiare con il favore delle tenebre e riposare di giorno, nascosta nella macchia o in qualche grotta trovata lungo il cammino. Era riuscita nel suo intento e nessuno l’aveva vista attraversare le Oasi di Ashura come un fantasma invisibile, ammantata dalla impalpabile bruma dei suoi cupi pensieri.

Aveva già oltrepassato l’ultimo avamposto della civiltà, e presto sarebbe giunta alla meta.

Ma ora doveva separarsi da Shadow: le aride dune del Deserto di Ashahara non offrivano alcuna possibilità di sopravvivenza ad un cavallo abituato al clima temperato della Valle dei Sogni.

La sacerdotessa smontò di sella e prese dalle bisacce soltanto la borraccia dell'acqua ed una fiaschetta di Mursum, che infilò nella borsa di medicina che portava sempre a tracolla. .

Si strinse per un lungo istante al collo di Shadow, cercando il morbido conforto del suo torace muscoloso e scattante. Fu un abbraccio interminabile: la donna non avrebbe mai voluto staccarsi da quel fedele amico, ma era risoluta ad affrontare la prova! Prese allora dalla borsa di medicina una fialetta di Morghulina e la bevve tutta di un fiato, trovando infine il coraggio di voltare le spalle ed avviarsi sotto il sole cocente.

Hashepsowe conosceva il deserto e non temeva le mille piccole insidie che si celavano tra la sabbia delle dune. Il Tocco del Sussurro le permetteva di entrare in contatto con qualunque animale ed i figli di Loars il Rovente, seppure immondi come aspidi, scorpioni ed aracnidi, erano pur sempre animali e l’avrebbero aiutata a sopravvivere a quell'ultima, faticosissima, giornata di cammino.

I raggi del sole le si conficcavano nel cranio come pugnali affilati ma, quando la canicola divenne insopportabile, scorpioni e serpenti scavarono per lei una provvidenziale tana in cui rifugiarsi, mentre i ragni tessevano sulla sua pelle una delicata tela di rugiada per proteggerla dall’arsura. La sacerdotessa restò nella buca fino al tramonto, dopodichè potè riprendere ad avanzare.

Camminò per tutta la notte. I primi raggi del sole colpirono il gigantesco portale scuro che le si stagliava di fronte: ALTER EGO, la porta degli Inferi... era giunta a destinazione.

Con calma svitò il tappo dalla fiaschetta di Mursum e si avvicinò alla soglia enorme e misteriosa che nessun abitante di Ashura aveva mai oltrepassato… o, se qualcuno lo aveva fatto, non era mai tornato per riferirne.

La sacerdotessa levò in alto la fiaschetta in una sorta di brindisi cerimoniale con gli invisibili Guardiani del Tempo. Poi chiuse gli occhi e sorseggiò l'amara bevanda, mentre il suo corpo superava la barriera che separava i vivi dai morti.

Il gelo scese ad intorpidirle membra, cuore, cervello ed ossa... probabilmente le anime, al momento del trapasso, provano una sensazione analoga… le funzioni corporali si ridussero al minimo, conducendola allo stato di catalessi necessario per entrare nell'Alter Ego.

Ora Hashepsowe era pronta ad affrontare la sequela di eventi, visioni e profezie che ALTER EGO avrebbe dischiuso per lei.

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