ELYSE E LA PREDIZIONE

di Elyse

Tanti anni fa, quando non esistevano i Grandi Regni, si assisté al risveglio di piccoli luoghi sparsi da Nord a Sud, da Est a Ovest, su tutta la terra. Io risiedevo in un tranquillo villaggio chiamato Middnorenton; insieme ai miei genitori, vivevo nel cuore delle Valli Fiorite, là dove scorre il fiumiciattolo Sharyness; trascorrevo i miei giorni nella spensieratezza, come tutti i miei coetanei, cavalcando il mio fedele Thor - il cavallo che mi ha vista crescere – facendo lunghe passeggiate oltre i Confini e ascoltando le storie e le leggende di mio nonno, uomo storico della mia terra, che visse per molti anni e fu testimone dei principali eventi di Middnorenton.

Decisi di apprendere l’insegnamento che veniva dato ai fanciulli maschi, ovvero l’arte del combattimento, che comprendeva, oltre al duello, lo sviluppo dei sensi e la capacità di leggere antiche scritture, ancora utilizzate per i messaggi segreti. I miei genitori, seppur increduli, accettarono la mia scelta; io spiegai loro che sognavo di far parte delle truppe del nostro villaggio, per difenderlo e diventare un giorno un’abile guerriera, un’Amazzone.

Il mio desiderio crebbe di giorno in giorno, tanto che ne fui così convinta poiché mi fu preannunziato da una strega; quell’avvenimento non fu casuale, ma, per me segnato dal destino

Un pomeriggio mi spinsi troppo oltre i Confini del villaggio, ero curiosissima di vedere il paesino prossimo al mio cosicché, giunta in un sentiero, ad un certo punto, Thor si agitò e tutto intorno si fece silenzio, l’aria diventava sempre più gelida e davanti a me apparve una donna non molto anziana dagli occhi profondi, che indossava vesti nere e dimesse, mi chiamò per nome ma io non la conoscevo:

“Piccola Elyse, cosa fai tutta sola? La gente ti aveva raccomandato di non spingerti troppo a Nord!”

Io: “Chi siete, e cosa volete da me?!” La mia voce tremante sembrava venir meno.

“Sei tu che ti stai dirigendo verso la mia terra, stai avanzando sul mio cammino”.

Io: “Non intendevo turbare la tranquillità della vostra gente con il mio arrivo, volevo solo…”

Ella a me: “Cara, avrai tempo per fare l’esploratrice, ma ora ritorna dai tuoi abitanti, ti stanno cercando.”

La sua voce si fece meno roca e più calda, mi parlava come se fossi sua nipote, però, non dovevo farmi ingannare.

Continuava: “Non intendo recarti del male, se l’avessi voluto ti avrei già inflitto un malefizio… tu sei la nipote di Lerynim, uomo di grande fama, che rispetto; sarei una vile se mi scagliassi contro una giovane, di me ti puoi fidare, o in questo momento un fulmine mi colpisca!”.

Non accadde nulla, e per prova della sua innocuità getto a terra il bastone e il mantello, simboli del suo potere.

“Avete tutta la mia fiducia, ma ditemi come sapete il mio nome”.

“Io conosco il passato e prevedo il futuro, non è tuo desiderio sapere il tuo destino? Ebbene... continua a sognare e amare, tu sarai un’Amazzone valorosa, dapprima seguace di un esercito che non è quello di Middnorenton, e poi diventerai così astuta da saper proteggere te stessa e le persone che ti saranno vicine. Conoscerai una buona Amazzone dai capelli d’oro, lei ti condurrà finalmente nell’oasi dove si compirà il tuo destino.”

Rimasi stupita, per la verità non sapevo se crederle.

Riprese: “ C’è dell’altro, adorata Elyse… scappa più lontano che puoi, avvisa la tua gente! Un'orribile maledizione si scaglierà sul tuo villaggio, mettiti al sicuro!”.

Io non riuscivo proprio a comprendere da chi e da che cosa sarei dovuta fuggire…

“Spiegatevi meglio, vi prego! Per me sono parole incomprensibili!”.

“Addio piccola, ricorda ciò che ti ho detto, mettiti in salvo!” La donna scomparve di fronte ai miei occhi, e io rimasi sbigottita.

>p class=capolettera>Il giorno seguente non facevo altro che pensare a tale evento, alla sua predizione, al futuro di Middnorenton e della mia famiglia. Avvisare gli abitanti era un’impresa impossibile: nessuno avrebbe creduto alla mie parole.

Una settimana dopo, capii cosa intendeva la strega; avvenne la cosiddetta Notte del Fuoco Nero, entrata ormai negli annuali storici di tutte le Terre. Era l’autunno della cinquantesima Era – secondo il nostro calendario – erano da poco trascorse le ultime ore della sera, un forte vento si alzava e per le vie non c’era anima viva; il vento con sé portava brutte notizie, il suo soffio si fece insistente e io corsi a chiudere tutte le finestre della mia casa. Riflettendo sul giorno appena trascorso, Thor non voleva entrare nella stalla, non gli andava di cavalcare come al suo solito e all’improvviso pensai che fosse giunto il triste momento. Ero giovane, non ancora pronta all’idea di lasciare il mio paese e soprattutto la mia cara famiglia… mi si strinse il cuore, come afferrato da una forza malvagia.

In lontananza si udivano grida e pesanti zoccoli di cavalli infuriati avvicinarsi alle abitazioni; dalle fessure della porta, vidi strane piccole creature, i loro occhi rossi, i loro denti appuntiti e il corpo ricoperto da una disgustosa peluria… era un esercito di Trolls, che si stava dirigendo verso noi, per saccheggiare e seminare morti. Mi guardai attorno per un istante solo, il tempo, impazzito, sembrava corresse veloce.

I miei genitori mi dissero di mettermi in salvo e di non pensare a loro, e io riuscii solamente a rispondere con un semplice “Sì” tra le lacrime.

Mi gettai nell’orribile confusione e con la mia spada ne infilzai uno, mentre da dietro un altro stava ferendo Thor; alcune case stavano già bruciando, vedevo solo disordine e orrendi corpi di Trolls che si gettavano qua e là. Con il cuore in gola mi diressi verso Sud, impotente a ciò che vidi.

A Middnorenton non tornai più.

Elyse
Amazzone Solitaria
Moortower - Karen's Wood