POWER, LA SPADA MALEDETTA

di Hashepsowe Lunastella

Prima parte: Un giovane temerario

Quella mattina, al termine della celebrazione dei Riti Mattutini, quando la Somma Sacerdotessa Hashepsowe si apprestava a convocare le Sorelle dell’Ordine Purpureo per le consuete esercitazioni in palestra, un giovane guerriero si parò dinanzi a lei chiedendole udienza.

La sacerdotessa chiese ad una consorella di condurre l’esercitazione delle Sorelle Purpuree in sua vece e condusse il ragazzo nel Naos dell’Ascolto, dove lo fece sedere sullo sgabello damascato destinato ai questuanti, accomodandosi a sua volta su un simile sgabello ed ignorando la poltrona di velluto blù solitamente destinata ad accogliere la Somma Sacerdotessa.

“Innanzi tutto dimmi chi sei, mio giovane amico… - esordì Hashepsowe – Che cosa posso fare per te?”

“Sono Noriog, detto il cucciolo: gli altri guerrieri mi chiamano così perché sono il più giovane di loro, ma il mio braccio non trema e non mi sono mai sottratto al confronto con il nemico. Vengo a te, o Somma, perché vorrei che tu benedicessi la mia spada!”

Così dicendo, estrasse dal fodero una spada di pregevole fattura, la cui lama pareva d’argento, resistente e robusta seppure estremamente leggera e maneggevole.

“E’ un’arma particolare… - mormorò Hashepsowe prendendo la spada dalle mani del guerriero – Quale divino volto desideri che la benedica?… Ha già un suo nome?… Vuoi raccontarmi la sua storia?”

Noriog guardò la sacerdotessa a lungo in silenzio, prima di decidersi a rispondere alle sue domande: “Il nome della mia spada è POWER: lei è stata tenuta in mano da mio padre durante le sue battaglie! E’ stata creata da una scaglia del dio drago, che nelle nostre credenze sarebbe il dio della magia e della battaglia. Il destino di questa spada era quello di legarsi ad un guerriero ed avrebbe dovuto legarsi a mio padre ma non fù così… Ricordo che da piccolo la prendevo di nascosto e ci giocavo… quando mio padre morì la spada rimase a me! Ha dei poteri poichè è consacrata al Drago: così, quando mi arrabbio seriamente, emana una luce viola e l'ira diventa forza ed energia in qualche modo legata alla Terra di Cynerios... la spada contiene l'anima di mio padre e quella del dio drago. Io sono legato a lei con lo spirito... nemmeno io ne conosco tutti i poteri: se mi arrabbio, la mia rapidità di riflessi e la mia agilità nel combattimento aumentano ed i colpi diventano micidiali e precisi. Hashepsowe, Somma Sacerdotessa di Cynerios, voglio che tu benedica questa spada nel nome di MORGHUL: è la parte più oscura della Dea, ma questa spada non dovrà essere sottomessa dal male. Ti affido questo compito, Hashepsowe.”

Al termine di quel fiume di parole, sgorgato tutto di un fiato dalle labbra di Noriog, la sacerdotessa sorrise, si rialzò e fece cenno al ragazzo di seguirla, dopodichè lo condusse al centro della Sacra Cintura degli Dei e gli ordinò di fermarsi presso l’Altare Maggiore, dedicato alla Dea nella sua essenza del Tutto Cosmico. Poi guardò dritto negli occhi il "cucciolo" scrutando le profondità della sua anima.

“Se faccio ciò che mi chiedi, saprai utilizzare il potere di questa spada unicamente al servizio di Namir, per il bene degli Hordrangs e di tutta Cynerios?”

Noriog non abbassò lo sguardo e rispose con fermezza: “Puoi starne certa, o Somma!”

”Molto bene, Noriog! Questo ti fa onore, però vedo che il tuo spirito è inquieto: il tuo giovane sangue ti porta spesso ad essere coinvolto in risse da taverna e dispute con altri sudditi di Namir. Ora, questo è un problema... perchè una spada benedetta dalla Morghul deve essere utilizzata SEMPRE con grande equilibrio e saggezza, altrimenti sarà la spada a divenire la tua padrona e dominerà ogni tua azione, volgendo il tuo cuore al male ed asservendolo a poteri che risulterebbero nefasti non soltanto per te, ma per l’intero Equilibrio delle Sfere dell’Universo! Sarai in grado di controllare un potere così terribile? Sei disposto a giurare che non punterai MAI questa spada contro nessuno che appartenga al popolo degli Hordrangs? Sei disposto a sopportare provocazioni e prevaricazioni, senza mai levare la tua mano contro i fratelli che appartengono al tuo stesso popolo? Saprai controllare la tua irruenza e non rispondere con violenza alla violenza?”

Il giovane abbassò lo sguardo con aria colpevole e rimase in silenzio per alcuni istanti... poi rialzò il capo e guardando la sacerdotessa fisso negli occhi, rispose con franchezza: “Non sarà facile per me fare quanto mi chiedi, ma con l’aiuto degli Dei e con la tua benedizione, ti prometto che cercherò d’ora in avanti di regolare le mie contese a mani nude, senza mai ricorrere alla spada ed al suo potere!”

“D’accordo Noriog, voglio fidarmi di te: dammi la spada e rimani qui a rivolgere la tua preghiera alla Dea Madre affinchè ti conceda la forza di mantenere il giuramento che dovrai pronunciare quando ti consegnerò la spada, dopo averla benedetta al cospetto della Morghul!”

Noriog porse ad Hashepsowe la spada e lei la recò al Naos della Morghul, lasciando solo il "cucciolo" al cospetto dell’Essenza del Tutto Cosmico incarnata dalla Dea.

Giunta dinanzi alla terribile effigie della Morghul, la Somma depose la spada ai piedi dell’altare ed estrasse lo scrigno che conteneva Morgring, la Spada Purpurea che incarnava in se il Potere della Morghul e del Sacro Fuoco della Guerra. Un bagliore vermiglio scaturì dall’opale incastonato nell’elsa della Spada di Fuoco, illuminando per un istante il sacrario, prima che la mano della sacerdotessa si stringesse intorno ad essa per deporla al fianco di Power.

Acceso sul braciere un pezzo di legno di sandalo, Hashepsowe purificò le due spade che giacevano insieme ai piedi della statua di Morghul. Poi riprese in mano Morgring e con la punta della sua lama tracciò il segno della Chiave della Vita intorno alla lama di Power. I riflessi delle due anime di metallo irradiarono una strana luminescenza che accese le strette pareti del Naos dei loro foschi colori. La Spada di Fuoco, forgiata nelle Fornaci di Mur con il misterioso Cophread, un metallo indistruttibile proveniente dalle più profonde viscere di Cynerios, scintillò di un rosso brunito, che si fuse con la luce viola proveniente dalla Spada del Drago, forgiata dal fuoco del Vulcano della lontana Terra di Draughair e dalle anime del Signore dei Draghi e dell’uomo che ne controllava il potere. Hashepsowe toccò la punta di Power con la punta di Morgring, mentre evocava il Potere della Morghul.

“Oh Morghul, figlia del Fuoco e Negromante, Padrona del Mondo Oscuro, con la tua Spada ora tocco la punta di questa sua indegna sorella, affinchè un fioco barlume del tuo immenso Potere protegga quest’arma e colui che la recherà in pugno per servire causa giusta ed Onore! L’anima di costui è il tuo pegno: potrai ghermire il suo cuore qualora si rivelasse immeritevole del favore di cui oggi lo degni, o potente Dea della Morte e della Guerra, Signora dell’Abbandono e del Rinnovamento, Maestra di Distruzione e di Nuova Generazione…”

Terminata l’invocazione, la Somma afferrò Power con la mano sinistra, mentre con la destra continuava a brandire Morgring, e levò le due spade in alto, in segno di saluto al Volto Oscuro della Dea. Poi ripose Morgring nel suo scrigno e ne richiuse il coperchio, riponendolo nella solita nicchia sotto all’altare di Morghul. Infine, si affrettò a raggiungere Noriog.

Il giovane guerriero era ancora inginocchiato sul primo gradino dell’Altare Maggiore: Hashepsowe si accostò a lui e salì sul secondo gradino, mentre gli sfiorava la testa con la punta della sua stessa spada.

“Sei pronto per il giuramento, ragazzo?” domandò la sacerdotessa, cercando di mantenere un tono di voce severo.

“Sono pronto!” rispose il guerriero chinando il capo.

“Questa spada si chiama Power ed è stata investita di una piccola parte del Potere di Morghul. Colui che la impugnerà, d’ora in avanti, sarà soggetto alla Maledizione di Morghul: riuscire a controllarne il potere o divenire schiavo dell’Ombra! Vuoi tu Noriog, detto il cucciolo, accettare il rischio connesso all’utilizzo di questa spada?…”

“Lo voglio!”

“Giuri di porre la tua spada unicamente al servizio della causa di Namir?”

“Lo giuro!”

“Giuri che userai questa lama soltanto contro i nemici dell’Equilibrio e che mai, in nessun caso e per nessun motivo, volgerai questa lama contro un tuo fratello, appartenente al tuo stesso popolo degli Hordrangs o comunque suddito dell’Imperatrice Namir?”

“Si… lo giuro!”

“Sappi dunque che ora il tuo destino e quello di quest’arma sono strettamente collegati e se tradirai il tuo giuramento, la tua anima diverrà schiava del potere della spada, al servizio della Morghul, che diverrà da quel momento l’unica padrona della tua anima! Io ti segno con il marchio di Vita e di Morte che testimonia la tua appartenenza all’Ordine dei Cavalieri della Morghul…”

Con la punta di Power Hashepsowe tracciò un sottile Segno della Chiave della Vita sulla fronte di Noriog e toccò lievemente le sue spalle con la lama di piatto!

“Ora puoi rialzarti Noriog!”

Il giovane si rialzò e guardò la sacerdotessa con i suoi occhi limpidi e forse sinceri…

“Nelle tue mani io depongo Power, la Spada dei tuoi avi, ora segnata dalla benedizione inquietante della Morghul: che la Grande Dea Madre ti dia la forza di servirti di questa Spada e di non esserne asservito! Vai in Pace, Noriog di Cynerios e ricordati che una grave responsabilità pesa ora sulle tue spalle!"

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