SHATIEL ED AEL: UNA DECISIONE IMPORTANTE

di Hashepsowe Lunastella

La disputa era nata dopo la visita di Eva.

Eva era stata sacerdotessa, ma aveva lasciato il Tempio per arruolarsi nella guardia di Namir. La figlia maggiore di Eva, nata prima del suo arrivo a Cynerios, frequentava i corsi del Nido insieme alla piccola Heaven, la figlia della compianta Minerva ed ora che Eva era di nuovo incinta, era venuta a chiedere che anche il nascituro fosse accolto ed educato presso il Nido del Tempio.

Parlando dell'educazione della figlia maggiore, Eva affermò che avrebbe desiderato che la bimba potesse ricevere i primi rudimenti dell'addestramento alle armi sotto alla guida delle sue ex-consorelle del Sentiero Purpureo.

La Somma Sacerdotessa Hashepsowe obiettò che le Tecniche di Addestramento delle Sacerdotesse Purpuree erano segrete e non potevano essere rivelate ad alcuno, nè tanto meno insegnate ad una bambina, a meno che non si trattasse di una novizia desiderosa di abbracciare il Sentiero Purpureo. Poi suggerì di fare addestrare la bimba all'uso delle armi dalle amazzoni della Guardia Imperiale.

Quando Eva si fu allontanata, Sianna, che aveva assistito all'intera discussione, fece notare ad Hashepsowe che non le sembrava neppure il caso di consentire l'ingresso di armi non consacrate all'interno dell'Area Sacra del Tempio. Sorella Malung intervenne, affermando che secondo lei le armi non dovevano proprio entrare nel Tempio, neppure le armi consacrate.

Hashepsowe convocò allora un Concilio presso il Naos dell'Ascolto per discutere la questione e prendere una decisione insieme alle sue consorelle.

Quando la giovane Tiael venne al tempio, per chiedere una benedizione per il suo arco, trovò le sacerdotesse riunite in Conclave. Per nulla intimidita e decisa a farsi comunque ascoltare, la giovane amazzone si appoggiò allo stipite della porta del Naos con il suo arco e la sua faretra appese alla spalla, in attesa del momento favorevole per porre la sua istanza.

"Secondo me... - stava dicendo in quel momento Malung - le armi non dovrebbero proprio entrare in nessun caso: per "consacrarle" si possono fare dei riti all'aperto. Posso testimoniare che nei Templi del lontano Nord, da cui provengo, esiste un'anticamera dove la gente depone le armi in apposite casse, oppure le appende prima di entrare. Il tempio ha un'importantissima funzione sociale ed è sempre stato considerato terra franca, dove derelitti, ricercarti, profughi e pellegrini possono trovare riparo dalle persecuzioni e mettersi al sicuro... naturalmente questa è la mia opinione"

"Sorella, non dico che tu non abbia ragione... - intervenne Aray - ma non dimenticare che lo spirito di un guerriero è spesso legato in modo indissolubile a quello della sua arma... noi sacerdotesse guerriere del Sentiero Purpureo sappiamo bene che separarsi dalla propria arma per un iniziato è come abbandonare una parte del suo stesso spirito... e come si può pregare senza coinvolgere la propria intera essenza spirituale?..."

"Beh... in effetti... - intervenne Sianna - io stessa non mi separo mai dal mio pugnale sacro, dono del popolo Faerie da cui provengo... però sorella Malung ha ragione quando dice che il Tempio dovrebbe essere una zona neutra, una specie di terra di nessuno, consacrata agli Dei, dove soltanto chi viene in Pace è bene accetto. Io propongo di lasciare libero accesso soltanto alle armi consacrate o da consacrare e lasciar fuori tutte le altre..."

"Però questo porrebbe un altro problema... - intervenne ancora Aray - non credete che, durante le cerimonie pubbliche, quando l'affluenza al Tempio è molto elevata, potrebbe diventare pericoloso lasciare tutte quelle armi in un luogo incustodito?"

"Beh potreste custodirle voi del Sentiero Purpureo! - replicò Malung

"Non mi sembra giusto impedire alle consorelle del sentiero purpureo di partecipare ai Sacri Riti per sorvegliare le armi... - affermò decisa Hashepsowe, che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio la discussione tra le sue consorelle - E poi care sorelle, non dimenticate che la stessa Spada di Fuoco Morgring, quando non viene impugnata dalla Somma Sacerdotessa, viene custodita all'interno dell'altare della Morghul... e la stessa Morghul è Signora della Guerra e protettrice di tutti coloro che partono in battaglia... anche la guerra è una parte integrante del Tutto, così come la Morghul è uno dei quattro volti della Dea... un volto oscuro e spesso difficile da accettare, ma non per questo meno degno di onori e sacrifici da parte delle amministratrici del culto! Io credo che sia necessario trovare una soluzione che consenta di salvare capra e cavoli... una soluzione per permettere ai guerrieri di non separarsi dalle loro armi ed assicurare nel contempo la pacifica convivenza di tutti coloro che accedono al tempio..."

L'amazzone Tiael, che fino a quel momento era rimasta inosservata, non seppe resistere alla tentazione di dire la sua: "Ben detto Somma! - proruppe - se uno non ha intenzioni assassine, potrebbe benissimo portare nel tempio la propria arma, semplicemente come oggetto... in fondo qualsiasi oggetto potrebbe essere usato per ferire, persino i calici rituali e gli stessi esseri umani possono uccidere con le loro mani... e allora che facciamo? Bandiamo l'accesso al tempio a tutto e a tutti? In fondo noi che andiamo in battaglia, uccidiamo, ma quando poi entriamo nel tempio meditiamo, anche se siamo capaci di uccidere!! Così le armi possono uccidere, ma non bisogna sempre vederle nel contesto della guerra... possono essere amiche fidate: sono le intenzioni degli uomini che rendono gli oggetti innocui o pericolosi... ooops... scusatemi nobili sacerdotesse - soggiunse poi, realizzando che soltanto la sua voce riecheggiava nel silenzio imbarazzato della sala - non volevo interrompere il vostro dibattito, ma mi sono lasciata trasportare dalla foga del discorso..."

Ma Hashepsowe le rivolse un sorriso rassicurante, prima di riprendere la parola: "Non preoccuparti delle scuse, giovane amazzone... in fondo il tuo intervento mi ha aiutata a capire cosa è più giusto fare. Sorelle: ho deciso! - dichiarò poi, alzandosi in piedi con aria solenne - In virtù della mia funzione di Somma Sacerdotessa, mi assumo la responsiabilità di dichiarare che chiunque voglia accedere al Tempio insieme alla sua arma, potrà farlo liberamente, senza incorrere in alcuna restrizione. Al fine però di assicurare al Tempio la sua connotazione di luogo di Pace, aperto a tutti, indipendentemente dall'età, sesso, appartenenza etnica o religiosa, decreto che tutte le sacerdotesse del tempio pongano la loro energia per stendere un Velo di Consapevolezza intorno a tutta l'area, affinchè chiunque vi acceda, sia esso uomo, animale o alieno, abbandoni al suo esterno l'inutile fardello della rabbia, dell'odio e del risentimento, per ricercare unicamente la connessione spirituale con gli dei e con i Quattro Sacri Elementi! Che così sia!"

Il Concilio era terminato: la Somma Sacerdotessa aveva deciso. Le altre sacerdotesse si alzarono, chinarono il capo, ripetendo in coro: "Che così sia!" Poi si allontanarono in silenzio, lasciando Hashepsowe sola al centro del Naos.

Quando l'ultima sacerdotessa fu uscita, Tiael si accostò alla Somma ed ebbe finalmente la possibilità di esporle l'istanza che l'aveva condotta al Tempio quel pomeriggio.

"Vorrei una benedizione per il mio arco, o Somma. Il suo nome è Shatiel, la silenziosa, un nome femminile per un arma che per me è come una sorella."

Hashepsowe prese l'arco dalle mani dell'amazzone e lo osservò attentamente: era un arco magnifico ed elegante, in legno di Wallorn bianco perla, intagliato e decorato con scaglie di elektron sottile. Hashepsowe constatò che l'arco era leggermente più piccolo della norma.

"E' stato fatto fare apposta per me che sono bassina! - commentò Tiael ridacchiando - E' l'unico ricordo che ho portato con me dal Nord: l'unica compagna che mi è rimasta. Mi fu regalato da Nie, la mia migliore amica, che lo intagliò appositamente per me. Nie era un'amazzone e fu la mia compagna in mille battaglie. 'Shatiel, la Silenziosa' è un'arma tanto letale quanto elegante. Ha un perfetto equilibrio e raramente i dardi scoccati da lei mancano il bersaglio. La mia mira non è proverbiale, ma grazie a lei sono divenuta un amazzone temibile, soprattutto nell'intrico dei boschi e negli attacchi a sorpresa. E quando devo combattere corpo a corpo, è talmente leggera e poco ingombrante da non rappresentare un intralcio ai movimenti."

Tiael fece una pausa e porse alla Somma Sacerdotessa una piccola sacca rosso fuoco, contenente alcune frecce.

"Desidero che Ael, la faretra, venga benedetta insieme a Shatiel, cosicchè gli dei del vento e del fuoco guidino i miei dardi sul bersaglio, in modo che il silenzioso vento di Shatiel alimenti il fuoco violento di Ael quando sarà necessario e possa spegnerlo quando la fiamma della battaglia sarà lontana. Vorrei che Shatiel ed Ael fossero benedetti nel primo giorno di luna piena a partire da oggi! Puoi farlo?"

Hashepsowe sorrise e disse: "E' oggi Tiael Questa notte stessa ci sarà luna piena: vieni al Tempio dopo la mezzanotte e ti consegnerò l'arco benedetto nei pressi della Sacra Fonte della Dea!"

Più tardi, dopo il tramonto, quando soltanto la tremula luce delle fiaccole illuminava le pareti di pietra viva del tempio, Hashepsowe entrò nel Naos di Sudiro e depose Shatiel ai piedi del dio dell'Innocenza e dei Venti. Spostandosi lungo la Sacra Cintura nella direzione del Ciclo del Sole, la sacer-dotessa giunse poi al Naos di Larawen, dove era posta la Piuma della Fenice Blù, Sacro Simbolo dell'Aria. Mormorando una preghiera di ringraziamento alla Signora dell'Autunno e dell'Ovest, Hashepsowe prese la Sacra Piuma dal grande vaso di elektron che la custodiva e tornò al Naos di Sudiro. Sfiorò con la piuma il contorno di Shatiel e soffiò tre volte sul tendine sottile dell'arco.

"Io ti chiedo, Sudiro dei Venti, di mantenere quest'arma pura ed innocente come la mano della sua sorella Tiael. Consentile di tendere questa corda con Cuore Puro e Sincero, affinchè il dardo da essa scoccato, guidato dal soffio del tuo vento possa raggiungere il cuore del nemico ed ucciderne gli intenti malvagi... e tu, Sacra Piuma della Fenice Blù, simbolo di Larawen dell'Aria, non permettere che lo spirito doppio di Wynblow prenda il sopravvento: che la mano che tende questa corda giammai sia guidata da Superbia e Superficialità!"

Hashepsowe uscì dal Naos di Sudiro, accostandosi all'Altare Centrale dell'Essenza Cosmica della Dea, sui cui gradini depose l'arco. Ora, secondo i desideri di Tiael, la Somma Sacerdotessa avrebbe dovuto benedire con il Fuoco Ael, la faretra... ma il Fuoco era sacro alla Morghul ed Hashepsowe sapeva che la giovane Tiael non aveva in se la forza necessaria per utilizzare un tale potere, senza venirne in qualche modo danneggiata. Si avvicinò allora alla porta del Naos di Morghul con la faretra nella mano destra e la Piuma della Fenice nella sinistra ma non entrò.

Si arrestò nell'area esterna al cancello nero del Naos e flettè un ginocchio, deponendo nel contempo Ael sul pavimento. Sollevò la Piuma e ci soffiò sopra sette volte nella direzione del Nord, sacra alla Morghul. Poi riprese la faretra e si voltò dirigendosi con essa al Naos di Larawen.

"Signora dell'Autunno... a te io raccomando lo spirito di questi dardi dal cuore di Fuoco, affinchè non divengano latori di Rimpianto: fai che lo Spirito dell'Aria mantenga il fuoco acceso ma che non lasci divampare l'incendio! Io pongo questa faretra, Ael sorella di Shatiel, sotto la tua protezione affinchè il volto oscuro della Dea non possa controllare lo Spirito di Fuoco dei dardi che in essa riposeranno!"

Terminata la preghiera, Hashepsowe ripose la Piuma nel vaso di elektron ed uscì dal Naos di Larawen. Riprese Shatiel dai gradini dell'Altare Centrale e lasciò l'Area della Sacra Cintura. Aprì il pesante portone di bronzo ed uscì dal Tempio.

La luna aveva il colore del sangue e splendeva come una gemma di seta lucida nel blù cupo del cielo notturno. Tiael aspettava presso la Sacra Fonte; Hashepsowe si pose un dito sulle labbra e le fece segno di non parlare. Depose poi arco e faretra sull'erba e spogliò l'amazzone delle vesti. La sua pelle rosseggiò al chiarore della luna piena, mentre Hashepsowe poneva Ael e Shatiel a tracolla sulla sua spalla sinistra e la faceva immergere ignuda nel laghetto della Fonte.

"TIAEL... SHATIEL... AEL... - gridò poi la Somma Sacerdotessa - LEA LEITAHS LAIT... Siete sorelle nel nome di Larawen e di Sudiro... il fuoco di Morghul non potrà divorare coloro che si immergono ora nella Sacra Fonte della Dea... ASI ICSO... così sia!"

Infine tese la mano ed aiutò Tiael ad uscire dall'acqua: "Puoi rivestirti adesso... il Rito di Benedizione è terminato!"

Hashepsowe Lunastella
Sacerdotessa dei Due Mondi
Tempio dei Sogni Nuovi - Valle dei Sogni