STORIE E LEGGENDE DI NORTGARTHEN - 1 - IL MAGNIFICO HORGANUM

di Kronall

Accadde, nel tempo in cui il buon Patriarca Ermo VII reggeva le redini della nostra amata Chiesa, e con grande saggezza egli lo fece, che la magnifica Abbazia di Ivoire fosse senza organo.
Grande era lo sdegno degli alti prelati e dei signori di tutto il Territorio di Nortgarthen: uno dei più illustri templi della fede Aanita non possedeva ancora uno strumento adatto a tessere le lodi dell'Unico durante le sante cerimonie.

Fu così che Carnleigh di Dorthavenn, Il Giusto, Il Retto, Cardinale di Vallocastrum, si recò in fretta in quel di Ivoire e il Gran Maestro dell'Ordine di Tessaul lo accolse con immense onorificenze e indisse persino una Lode mattutina in suo onore, cui seguì un fastoso banchetto.
Allora Il Giusto Cardinale gli disse:
<< Il grande Leonhus Di Alrisya ha costruito per me un immenso organo istoriato, e quando esso suona, pare quasi a me di scorgere nebulosi e leggiadri Araldi di Luce librarsi dall'alto delle sue canne d'alabastro, sino a raggiungere i Campi Elisi. Ecco, io ne faccio dono a te affinché esso possa spargere le sue mistiche note tra i tuoi fedeli, come incenso asperso nell'aere >>

Nell'udire queste parole, gli alti prelati di Ivoire lì riuniti esclamarono all'unisono:
<< Accetta, nostro buon Maestro! Non capita tutti i giorni che il Retto Carnleigh di Dorthavenn faccia dono di sì grande opera ad alcuno!>>

Ma il Gran Maestro rispose:
<< Vostra Eccellenza senz'altro mi onora, e I Nove ne siano testimoni, nell'offrirmi un dono di cotanto prestigio: ma non di materia terrena sarà fatto l'organo dell'abbazia di Ivoire >>

Al che gli alti prelati di Ivoire si fissarono perplessi, e un'ombra scura attraversò il volto di marmo del Cardinale, che se ne andò indignato.
<< Costui senz'altro aveva intenzione di farsi beffe di me! >> disse ai suoi, mentre varcava il portale di bronzo di Ivoire e montava sul suo magnifico fulvo vestito di porpora e smeraldo; e fece segno ai suoi di partire alla volta di Vallocastrum, e nessuno lo vide più in quel di Ivoire.

Nove giorni dopo giunse ad Ivoire Samarienne la Leggiadra, Vescovo di Vidgarovia che, allora, rispettava ancora i santi dogmi della Chiesa dei Nove.
Gran festa si fece in tutta la città, e le fanciulle spargevano petali di geranio ai suoi piedi, ché la bellezza di Samarienne, Baciata dall'Unico, poteva ben dunque rivaleggiare con quella di Iverne, Terza tra i Discepoli di Aan.

Dopo aver assistito alle Laudi, e aver fustigato le proprie carni nude com'era di lei usanza, sino a far sgorgare sottili rivoli di sangue sulla pelle bruciata dal sole, Samarienne e il suo seguito sedettero al desco del Gran Maestro.

Allora la Leggiadra si rivolse a lui dicendogli:
<< L'organo della Basilica di Vassitopum in Vidgarovia è quanto di più stupendo possa esistere in tutto il Territorio; esso è stato costruito dai miei migliori artigiani, e lasciato per 999 giorni sotto le cascate del Wylaer in Noireè, in modo che la sua struttura si ritemprasse a contatto con l'acqua fatata. Ecco, io ne faccio dono a te e ai tuoi fedeli, assicurandoti che il suono che fuoriesce dalle sue canne d'ebano è talmente potente da frantumare i sepolcri e permettere ai defunti di svegliarsi dal loro torpore! >>

Al che gli alti prelati di Ivoire, nell'udire quelle parole, esclamarono all'unisono:
<< Buon Maestro! Certo questo è motivo di orgoglio per noi tutti, ché è assai risaputo come Samarienne La Leggiadra non abbia mai fatto doni ad alcuno! >>

Ma il Gran Maestro si rivolse a Samarienne, Baciata Dall'Unico, rispondendole:
<< Domna, senz'altro non merito siffatti doni, Aan vi benedica per la vostra immensa generosità... ma non di materia terrena sarà fatto l'organo di Ivoire, così è scritto >>

Dopo che il Gran Maestro ebbe finito di parlare, molti videro il bel volto della Leggiadra Samarienne, Vescovo di Vidgarovia, contrarsi dall'ira; ed ella sibilò come un serpente di sabbia, si alzò e, assieme al suo seguito, partì in tutta fretta verso Vidgarovia, esclamando:
<< Costui senz'altro intendeva offendermi non ritenendo il mio dono abbastanza bello e degno! Che la Bestia lo inghiotta! >>

Nove giorni dopo, si presentò alle porte di Ivoire il Cardinale Lustro Tammauser, protettore di Aqua Nostrum e reggente delle terre che si estendevano a sud di quella grande città.
Fu accolto con immensa gioia, lui e il suo seguito, per le strade del paese e i cantori fecero a gara per comporre poemi degni di quel giorno memorabile.

Dopo essersi recato in pellegrinaggio sulle pendici del vicino Monte di Tessaul, là ove la nobile madre Davarna e il fiero Gratus s'incontrarono per la prima volta, Lustro assistette alle Laudi serali nella grandiosa abbazia di Ivoire e poi, assieme al suo seguito, si recò al cospetto del Gran Maestro dell'Ordine in persona per desinare assieme a lui.
Lustro apprezzò grandemente i vini della cantina di Ivoire, stagionati a contatto con la fresca brezza salmastra che proveniva dal Mare di Ghiaccio; da buon intenditore, egli conosceva a memoria odori e sapori dei vini provenienti da qualunque cantina del Territorio, e paragonò la fragranza di quello di Ivoire alla suprema dolcezza del sangue dell'Unico; poi si rivolse direttamente al suo ospite e disse:
<< Certamente la tua abbazia trarrebbe non poco prestigio dall'ospitare il mio preziosissimo organo, il quale possiede più di mille canne, ognuna non più larga del collo di un alambicco; e quando l'aria esce da tutte loro contemporaneamente, par di udire una moltitudine di caprimulghi cantare all'unisono il loro melodioso inno, talmente gioioso che persino i sordi riescono a sentire, e talmente soave che le donne gravide danno alla luce all'istante i loro pargoletti in un'estasi sublime. Ecco, io ne faccio dono a te, affinchè porti gioia e serenità tra i tuoi fedeli! >>

Al che gli alti prelati dell'Ordine di Tessaul, nell'udire codeste parole, così si rivolsero al loro Maestro, con sguardi gagliardi e accesi dall'emozione:
<< Oh buon Maestro, senza dubbio tu sei il più fortunato tra i fortunati! Uno strumento simile innalzerebbe la gloria tua e dei tuoi fedeli fin nelle più alte cerchie dei Campi Elisi! >>

Ma il Gran Maestro dell'Ordine di Tessaul scosse la testa e sorrise. Poi si rivolse al Vescovo di Aqua Nostrum con queste parole:
<< Di certo Vostra Eccellenza sarà ricordato come il più misericordioso tra i servitori dell'Unico, ché davvero la vostra magnanimità non conosce confini; ma non di materia terrena sarà fatto l'organo dell'abbazia di Ivoire, così è scritto, così io desidero >>

Allora Lustro Tammauser smise immediatamente di ridere e scherzare, e sui presenti lì riuniti calò un silenzio freddo come la morte; ed egli si alzò immediatamente, richiamando a sé il suo seguito, e si precipitò fuori dalla città dopo aver esclamato:
<< Costui di sicuro pecca di superbia e arroganza nel rifiutare un simile dono, che basterebbe a far prostrare dieci tra i più illustri signori di Nortgarthen al mio cospetto; che sia dannato! >>

E, una volta pronunziate queste parole, spronò il destriero alla volta di Aqua Nostrum, e nessuno lo vide più ad Ivoire da allora.
Quando il buon Patriarca Ermo VII, una volta ricevuti i tre alti prelati, seppe dell'accaduto, venne colto da profonda tristezza; ché a suo dire nessuna cattedrale, abbazia o altro luogo santo del Territorio sarebbe dovuto restare per così tanto tempo senza organo, e che ciò rappresentasse un'offesa al principio d'onnipotenza dell'Unico Dio Aan e avrebbe macchiato il prestigio della Chiesa Dei Nove e di tutti i fedeli. Annunciò che si sarebbe recato egli stesso ad Ivoire e che, se al momento del suo arrivo, al compimento del nono giorno dalla sua partenza, non avesse udito tre distinte note di organo, avrebbe dato ordine ai Grifoni di rinchiudere il Gran Maestro nella Torre di Alas e avrebbe scomunicato tutti i fedeli di quella bella città.

Quando il Gran Maestro venne a conoscenza di ciò, fu colto da grande paura ma anche da forte ira; egli amava sinceramente i suoi fedeli e temeva più per loro che per sé stesso.

<< Buon Maestro >> lo imploravano << dai ordine ad uno qualsiasi dei tuoi artigiani di costruire un organo >>

Ma egli era irremovibile.
Si rifugiò nella preghiera. Per otto giorni e otto notti non mangiò ne bevve, fin quasi a morirne; il poveretto si batteva il petto e implorava l'Unico di dargli un segno, che potesse indicargli la via per ottenere ciò che era giusto ottenesse.

All'alba del nono giorno accadde però un prodigio: mentre stava disteso davanti l'altare della chiesa dell'abbazia, il Gran Maestro si accorse che la debole luce del sole, filtrata dalle variopinte vetrate dell'abside, stava dando vita ad un immenso organo del color dell'arcobaleno; lo strumento stava prendendo forma lentamente dalla luce stessa, e ben presto uno stupendo organo dalle canne di cristallo finissimo e variopinto si innalzava per quasi tutto l'abside.

Quando i fedeli e gli alti prelati se ne avvidero, ebbero ad esclamare:
<< Senz'altro questa è opera dell'Unico; senz'altro questa non è materia terrena! >>

E mentre pregavano, piangevano, e il Gran Maestro piangeva con loro. Al sorgere completo del sole il buon Patriarca Ermo VII giunse alle porte di Ivoire, e allora tre solenni note, lievi come vapore eppure calde e avvolgenti come la luce stessa del sole del meriggio, si alzarono al di sopra della città sino a raggiungere i Campi Elisi; le nubi sparirono, l'erba crebbe rigogliosa e i fiori esplosero in frutti grandi quanto un elmo; tutti videro distintamente il buon Patriarca cadere in ginocchio e piangere, mentre chiedeva perdono all'Unico e pregava per il futuro di quel paese splendido e così devoto.

E tutti si avvidero di come quelle fulgide note penetrassero a fondo nel cuore di chi le udiva, allo stesso modo dei caldi raggi del sole.
E si narra anche che quando il buon Patriarca Ermo VII rese l'anima all'Unico, nel suo palazzo di Nortgarthen, l'organo suonò di volontà propria le stesse tre note, che furono udite in tutto il Territorio, dalla settentrionale Ivoire sino all'assolata Vidgarovia; e tutti seppero che il pontefice era morto, e piansero lacrime amare.

Nonostante ciò gli alti prelati non dimenticarono l'affronto subito dal Gran Maestro dell'Ordine di Tessaul, e per questo motivo, ancora oggi i nostri sacerdoti non vedono di buon occhio quella stupenda e devota città.

Kronall
Ladro
Città di Northgarten