STORIA DI JUSTICE, LA SPADA

di Hashepsowe Lunastella

Prima parte: Una strana arma

Ho percorso la cripta sotterranea del tempio, un luogo inquietante a cui si accede tramite un passaggio nascosto sotto all'altare dell'Essenza Cosmica della Dea (e forse anche dalla cantina, ma devo ancora capire come), un luogo di cui ancora non conosco bene tutti i segreti.

La prima stanza che si incontra ai piedi della lunga scala a chiocciola è l'archivio del tempio, dove sono conservate opere provenienti da molti mondi, pergamene polverose ed ingiallite dal tempo, libri di antica conoscenza, registrazioni di eventi passati e naturalmente le cronache di Ashura, miniate dagli antichi sacerdoti, i cui freddi corpi giacciono nei sepolcri allineati lungo l'ampio corridoio centrale della Cripta.

Un giorno, sono scesa in archivio per cercare alcune antiche registrazioni. Passando accanto ad uno scaffale noto un volume intitolato "Armi di potere". Incuriosita, allungo la mano per prenderlo: è pesante ed incontro una certa resistenza per sfilarlo. All'improvviso, una botola si spalanca sotto ai miei piedi ed io vi precipito dentro.

Fortunatamente, atterro su qualcosa di morbido che attutisce la caduta... è buio. Ho in tasca acciarino e pietra focaia e li utilizzo per vedere dove sono finita. Nel breve attimo di vita delle scintille, vedo che mi trovo in una saletta piena zeppa di armi ed armature arrugginite, probabilmente un'antica armeria. Che schifo! Sono piombata su un tappeto di enormi ratti morti, i cui corpi paiono essersi misteriosamente conservati intatti,seppur aleggianti di putridi odori.

In ogni caso, il problema più urgente, ora, è uscire da questo posto... e non è semplice. L’armeria deve essere circa sette o otto metri sotto al livello della botola, le pareti sono viscide e prive di qualsiasi appiglio... e naturalmente sono al buio e nessuno sa dove mi trovo!

Cerco di non cedere al panico, ma la situazione non è allegra; acciarino e pietra focaia non sono di grande aiuto senza un'esca e qualcosa da utilizzare come torcia; l'aria è satura di miasmi soffocanti. Facendomi forza, vinco la repulsione e comincio a cercare a tastoni nel buio qualcosa di utile. Dopo un tempo che mi pare infinito, la disperazione prende il sopravvento e mi lascio cadere sullo schifoso tappeto di cadaveri, convinta che presto andrò a far loro compagnia, nel gelido abbraccio di sorella morte!

Buio e silenzio accompagnano il mio respiro affannoso, quando, ad un tratto, un miagolio proveniente dall'alto riaccende in me la speranza: Ramses, il mio gatto, mi ha seguita a mia insaputa ed ora è sull’orlo della botola che reclama perchè l'ora della sua pappa è passata da un pezzo!

Mi rialzo e protendo la mente per incontrare quella del mio piccolo amico peloso. Da sempre il dono del Tocco del Sussurro mi consente di comunicare con qualsiasi creatura appartenente al regno animale. Mentalmente domando al felino di correre al Tempio a cercare soccorsi. La risposta è un rassicurante miagolio e l'impercettibile movimento di zampette ovattate che si allontanano.

Con il cuore in gola resto in attesa. Dopo qualche tempo ancora, la calda luce di una torcia viene a bucare le tenebre.

"Hash. resisti: sto arrivando!"

Riconosco la voce di Ishtan, il sacerdote che tutti al tempio chiamiamo "Il Giaguaro", a causa del suo spirito guida e del suo passato di guerriero. Ora la sua atletica figura si staglia nel riquadro della botola, illuminata dalla torcia che tiene in mano.

"HASH... Rispondimi! DOVE SEI?"

Il tono è urgente e preoccupato.

"Sono qui... - mi affretto a rispondere - Ma avrai bisogno di una scala per tirarmi fuori!"

E finalmente il bagliore rosseggiante della torcia rischiara il mio campo visivo.

"Sia resa lode alla pietosa Larawen! - esclama Ishtan con sollievo - ti stavo cercando già da parecchio quando il tuo gatto è venuto a tirarmi per la veste in quel modo ossessivo... ho subito trovato strano il suo comportamento ed ho capito che dovevi essere in pericolo! Ma come sei finita qua sotto? E... stai bene? Sei ferita?"

"Sto bene... a parte lo schifo. Ma sbrigati a tirarmi fuori di qui! A dopo le spiegazioni. Dovrebbe esserci una scala a pioli da qualche parte nell'archivio..."

E finalmente, "il Giaguaro" si muove. Lo sento armeggiare per qualche minuto intorno agli scaffali, poi lo vedo calare la provvidenziale scala e scendere nell'armeria.

Mi abbandono di slancio tra le sue braccia, piangendo e ridendo per il sollievo.

"Forza Hash... ora sei salva... ce la fai a salire mentre io ti tengo la scala?"

"Ce la faccio ma... lasciami prima dare un'occhiata qui intorno... quante armi!"

Il mio sguardo è attratto da una spada che, a differenza delle altre armi, non pare intaccata dalla ruggine del tempo: giace accanto ad una cotta di maglia d’argento che sfavilla alla luce della torcia, come corazza appena lustrata per battaglia ancora imminente. Mi chino a raccoglierla: uno smeraldo è incastonato nell'elsa e l'impugnatura reca incisa in lettere d'oro la parola "Justice". Credo che sia il nome della spada.

"E' una bella arma... - commenta Ishtan da intenditore – forse potrà servire e magari può essere interessante conoscerne la storia!"

"Sento che è intrisa di lealtà e che brama di combattere ancora contro l’ingiustizia ed il sopruso… So già a chi donarla: Eowyn, la Dama Paladino attende ancora armi ed armatura... quesa spada e questa cotta di maglia saranno per lei il mio dono di investitura!"

Ed ecco che, tra le mie dita, la spada pare animarsi di vita propria. Lo smeraldo incastonato nell’elsa riversa sulla lama un fascio di intensa luce verde. Un’acuta nota da soprano fa vibrare la volta del sotterraneo del canto d’approvazione di Justice, la Spada.

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