LA SORGENTE MAGICA

di Elyse

"Fermo! Voi chi siete? Per quale ragione avete messo a soqquadro il paese?” urlò Wistaria.

“Io sono un ladro, e questa è la mia natura, vivo senza legge e senza responsabilità, non godo come voi di privilegi” replicò Firfh, scappando nella foresta cupa.

Wistaria era una guerriera dura e spietata, i suoi capelli color grano e i suoi occhi blu profondi traevano in inganno chiunque la considerasse come una gentildonna. Aveva il compito di offrire aiuto ai piccoli e grandi villaggi, dagli attacchi da parte di banditi ed eserciti vari. Decisa, sicura, determinata non temeva niente e nessuno, il suo fato era già stato deciso sin dalla nascita, quando i genitori, di discendenza nobile, nella speranza di un figlio maschio, ebbero una dolce bimba dal viso immacolato; la obbligarono ad un’infanzia d’arduo addestramento: all’epoca Wistaria era una perfetta guerriera dal cuore di pietra e dagli occhi tristi.

Furiosa si voltò verso il proprio esercito e diede precisi comandi sul da farsi; per quella volta lasciò stare e non si gettò all’inseguimento.

Avrebbe voluto ottenere missioni sempre più ardue, per sfruttare a pieno le proprie capacità; un unico pensiero l’assaliva continuamente: raggiungere la Sorgente Magica, cosicché avrebbe ottenuto l’immortalità, ma, ogni persona a conoscenza della Sorgente le indicava un luogo diverso, e non rimaneva che considerarla una leggenda.

Il giorno seguente la condottiera s’imbatte nello stesso ladruncolo che aveva incontrato il dì prima; era intento a rubare la frutta da una bancarella e questa volta non gli permise di fuggire, spinta per lo più dalla vendetta che dal suo dovere. L’esercito prontamente lo circondò, e lei imponente come non mai avanzò in prima fila:
“È più facile scappare che affrontare il nemico, non è vero?” pronunciò impetuosa.
“Se scontrarvi con me è ciò che volete, eccovi accontentata!” rispose Firfh con un sorriso sfacciato.
Estrassero le spade ma il ladro possedeva uno spadino. Si notò la netta prevalenza di Wistaria su Firfh, il fuorilegge non poteva avere la sua esperienza, e cercava di difendersi come meglio riusciva. La guerriera intenta nell’infliggergli un colpo mortale, s’inciampò tra le mele che Firfh fece cadere. Il ladro veloce balzò sul suo cavallo e scappò, Wistaria non si lasciò perdere l’inseguimento; arrivarono in un angolo tranquillo del bosco, Firfh scese dal destriero e indifeso si mostrò a lei:
“Ho voluto attirare la vostra attenzione rubando quelle mele, e ora sono qui senza armi…non volete risparmiare un giovane che vi ammira?”
Lui continuò: “…dal primo momento che vi ho vista, ho intuito che eravate la guerriera di stirpe nobile di cui tutti parlano. Non è Wistaria il vostro nome?”
“Ebbene lo è, sono la comandante dell’esercito della Rosa Nera” rispose seccamente “..e non ho bisogno dei vostri riguardi!”

Montò a cavallo e capì che l’uomo si deliziò nel provocarla. Ma egli era invece sul punto di dichiararsi alla fanciulla.

Passarono tre lunghi anni e finalmente la guerriera ebbe scoperto il luogo esatto della Sorgente Magica, cosicché non esitò a recarsi.

Si avviò da sola e il viaggio non fu uno dei più facili, dovette affrontare duri climi e qualche nemico sul suo cammino. Finalmente vide la Sorgente cristallina, e fu tentata nel gettarsi immediatamente, ma, si accorse che non era l’unica, un’ombra uscì dagli alberi situati sulla riva opposta; non avrebbe rinunciato al suo più gran desiderio, sfilò la spada, e per timore che la figura potesse toccar l’acqua per prima, si scagliò su di essa.

Si bloccò dopo pochi passi, perché riconobbe quel viso e chiese: “Voi siete Firfh?”
“Sì, ma voi come vi chiamate?”
“Io sono Wistaria!”

I due stentarono a credere che, per conto della leggenda si fossero incontrati nuovamente. Toccarono entrambi l’acqua e al loro cospetto apparve il Custode della Sorgente; una figura eterea che sprigionava una potente luce…era lo spirito di quelle acque. Non fu necessario per i due esprimersi a parole, poiché il Custode lesse nelle loro menti ed esaudì il desiderio del malvivente: Firfh voleva che i suoi sentimenti fossero ricambiati da Wistaria.

Lo spirito pronunciò una formula a bassa voce, mentre i due rimasero in attesa. Delle piccole sfere luminose volteggiarono attorno al corpo della giovane…chiuse gli occhi, li riaprì e tese una mano all’uomo, sorridendo. Il desiderio della guerriera avrebbe portato rancore, violenza e distruzione cosicché l’essere soprannaturale esaudì l’altro. I due vissero felici e contenti.

Elyse
Amazzone Fata
Moortower - Karen's Wood