LA LEGGENDA DELL'UOMO LINCE

di Capaneo

"Ricordi qual'è stata la tua prima domanda, Daimj San?"

"Si Maestro. Ti chiesi perchè l'erba profuma di mare?"

"E che cosa ti risposi, Daimj San?"

"Non lo saprai, per ora. Ti basti annusare e cercare la strada." Dissi senza guardare.

"Già, Daimj San. Ora, guarda questa vallata. E racconta."

Così mi disse il Maestro Kojima. Era sul suo mulo nero che guardava avanti, verso le due maree che si incontravano. Quella incredibilmente colorata, di viola e di rosso, dell'esercito irregolare di Tam. E quella molto più semplice e devastante, che ci separava dall'orda di assassini in movimento: una mareggiata d'erba , con denti di leone bianchi che non avevano paura del vento, del freddo e dei primi fiocchi di neve che l'inverno regalava.

"Stai ascoltando, Daimj San?"

"Si, mio maestro"

"Hai trovato la strada?"

Non proferii più parola. Guardando i miei occhi chiudersi e il lieve biancore dell'aura magica risalire dalle vene, alla trachea, fino alle labbra, il maestro Kojima capì. Stavo parlando col mondo. Ora potevo chiedere alla natura di aiutarmi. Mi concentrai, ma presto capii che dovevo solo raccontare la mia storia al mondo, e il mondo avrebbe fatto tutto da se. Vidi, nella mia estasi, l'erba evaporare in cristalli bianchi. Un colpo di vento port˜ il sapore del sale sulle mie labbra. Poi, narrai. Il mio arrivo alla piana di Methal era stato fortuito.
Bambino venduto, ammalato e lasciato per strada, venni adottato da una coppia di linci. Poi, di nuovo, catturato dagli uomini, finii nel circo Vellico. Dove mordevo gli addestratori e mangiavo i serpenti.

Quando il maestro mi vide, nelle strade di Pamhè, fece si che la sua scuola di Ninja mi comprasse, e addestrasse. Poi, mi portò con sè, nella valle di Kujizuma. Allora, e solo allora, dopo 4 settimane di viaggio, mi diede il permesso di fare una domanda. Ed in quel posto magico, dove l'erba spuntava da sotto la neve, con un sole tiepido, che faceva risplendere il fiato condensato, chiesi il perchè, in un posto simile, l'erba profumava di mare.

Ci sono voluti 50 anni per comprendere la risposta.

Lentamente l'erba crebbe, in altezza e in movimento. Il rumore d'onde fece imbizzarrire il cavallo, mentre il mulo del maestro restava buono, sotto le carezze del suo padrone.

L'esercito irregolare di Tam si accorse di noi. Deviando la propria strada decise di attraversare la grande prateria che risaliva verso la nostra posizione. Ma non avevano fatto i conti con la forza del mare. L'erba che piano si muoveva sotto la spinta del vento, si tramutò prima in burransca, poi in tempesta. Le ondate scuotevano la terra e non provenivano più solo dal vento, ma anche dalle viscere. Non erano scosse, ma vere e proprie onde di terra: La natura regalava all'argilla il potere di farsi fluida e divertirsi come mai le potrebbe succedere.

Il vento cominciò a turbinare, strappando i vessilli rossi e viola dei Tam. Impressi tutte le mie energie nell'ultimo potente desiderio. Un'onda di terra ed erba che sommergesse gli uomini nemici, togliendo loro la vita e regalando la pace alle terre di Methal. Mi sentii terra io stesso, bocca di pietre e fango, denti di leone al vento, che finalmente perdevano i loro pollini.

Quando rinvenni non c'era più altro che sette bandiere rosse e viola sparse per la prateria. Il mio cavallo era scomparso, insieme al maestro Kojima.
Avevo compreso perchè l'erba profuma di mare, ed era mio compito trovare un altro uomo lince cui insegnarlo.

Capaneo

Isole dei Draghi