LE ORIGINI DI UNA VAMPIRA

di BlackAngel Tsepesh

Mi presento a voi creature fatate.

Il mio nome è Blackangel e giungo da un tempo lontano, forse troppo persino per sussurrarlo...

Gli eventi che vi narrerei apparirebbero, alle vostre menti, come favole antiche... come qualcosa di morto, seppellito dal tempo.

Forse solo il vento può raccontare alcuni di quei segreti, forse solo la brezza estiva può portare alle vostre orecchie quei dolci sussurri.

Sono nata dall'unione di due esseri malvagi, un vampiro e una angelo nero.

Come tale, posso quindi essere definita una creatura bastarda, ovvero un "Demone".

La parte che domina di più il mio corpo è quella del vampiro ed è appunto da lui che ho ereditato le migliori doti che possiedo: la velocità, l'intelligenza, la crudeltà, la bellezza, l'immortalità, ma sopratutto l'infinita sete di sangue!

A differenza di molti vampiri, io non temo la luce e non posso morire in alcun modo, nè per mano di nessuno.

Quando la luna piena si mostra sul manto bluastro, allora nel mio corpo avviene una strana mutazione: le cicatrici che ho sulle spalle si riaprono e da esse cominciano a fuoriuscire immense ali, rigonfie di piume soffici e nere come il carbone.

Sono orgogliosa di essere ciò che sono... io amo il mio essere!

Poichè sono convinta che in esso non vi sia alcun difetto... tranne la mia stessa immortalità: essa è la mia sciagura, ma allo stesso tempo è mia unica e immensa gioia!

Posso vivere tutti gli anni di una intera esistenza e continuare così, nel buio... ad uccidere... a vivere... ad amare, ma sempre da sola!

Nella mia vita ho conosciuto l'amore solo una volta: era un valoroso guerriero, pieno di coraggio e di speranza. Quando ci scambiammo le nostre promesse d'amore, io gli offrii ciò che più caro avevo da donare: la mia stessa immortalità.

Sarebbe divenuto ciò che io ero, ma lui non accettò, voleva amarmi per ciò che era e vivere tutta la sua misera vita nel pensarmi e nell'adorarmi.

Non voleva vivere nei panni di un essere che non era... Io non dissi nulla in merito alla sua decisione... rimasi in silenzio.

Sapevo che il nostro amore sarebbe stato mortale e, come tale, un giorno anche lui avrebbe lasciato questo mondo.

Alcuni anni avanti, poi, ci fu una terribile battaglia e il mio dolce guerriero morì.

Io dannai me stessa e tutto il resto per quella grave perdita e promisi che mai più avrei amato.

Ma con il tempo... si cambia...

La solitudine è la peggior morte che anima viva o meno, possa avere!

Giungo qui, ora, fra voi, gente pacifica, e prego voi di non portarmi rancore nè timore: non vi farò mai del male... se voi non lo farete a me!

Sono qui solo per far riposare la mia anima, che da troppe lune si condanna ad un'esistenza lugubre e spettrale.

"Sono qui per riposare e per sperare ancora di trovare un essere simile a me che voglia amare il mio essere poichè della stessa materia è composta la sua anima.

Cerco un essere che voglia dividere la sua immortale dannazione con la mia!"

Queste furono le parole che riferii a quella gente che mi chiedeva di narrare la mia venuta...

Dissi solo il necessario, poichè non serviva saper loro nient'altro...

Forse un giorno sarebbe venuto il momento, forse un giorno a qualcuno di loro avrei svelato i miei segreti, ma quel giorno era ancora lontano.

"Ma forse non vi ho narrato molto bene di me... poichè ho tralasciato particolari molto interessanti che di certo serviranno a farvi capire il mio essere e le mie orgini.

Vi dissi che sono immortale... bhè non è giusto dirlo, poichè è una menzogna. Anche io, come qualunque altro essere, benchè sia immortale, non lo sono pienamente.

Quale essere ai vostri occhi lo è mai stato?

In fondo, per quanto possa essere perfetta la perfezione, la sua bellezza si trova in quel minimo briciolo di impurità... in quel piccolo granello di imperfezione che c'è in ognuno di noi.

Vi ho detto che sono un demone e che la parte che più vive in me è quella del vampiro, ma al suo contrario io non soffro la luce del sole.

Questo è vero... ma esiste un modo per uccidermi.

Moltissime lune fa, una vecchia megera mi disse che, solo se un'altro mio simile mi avesse succhiato il sangue fino a farmi rimanere prosciugata , io sarei morta.

Un altro rischio terribile è quello ereditato dal vampiro stesso: non posso continuare a succhiare il sangue della mia vittima, quando essa è morta, poichè mi trasporterebbe nel mondo dei morti con lei e lì mi smarrirei, non riuscendo più a trovare la strada del ritorno.

Benchè siano pochi i modi di uccidermi, i rischi esistono anche per un essere come me!

Ma questo fa parte del subdolo gioco della vita.

Voglio raccontarvi ancora una cosa su di me: tanto tempo fa, prima di poter apprendere tutto ciò che ora sò, anche io mi sentivo aliena in un corpo non mio e non sapevo cosa farne della mia nuova esistenza, ma qualcuno ebbe pietà di me e mi venne in soccorso.

Ogni vampiro ha un maestro, per quanto esso possa essere malvagio e spietato...

Ma, al contrario di molti, il mio maestro non fu il mio creatore, ma bensì un mago vampiro.

Era un non_morto, molto famoso nelle sue terre dell'est; si narra che riuscisse a camminare nell'aria senza possedere ali e che parlasse con gli animali, che riuscisse ad ascoltare le menti di ogni creatura vivente.

Quando seppi di lui volli subito incontrarlo, ma mi ci vollero molti anni per scovarlo, e forse sarebbe più esatto dire che fu lui a trovare me.

Mi disse che aveva ascoltato i mei pensieri e che la mia sete di apprendimento gli aveva parlato svelandogli la mia anima dannata.

Fu così che mi trovò e, quando ci incontrammo, capimmo...

Passai al suo fianco anni, o forse millenni, indimenticabili, segregati in una buia caverna, dove meglio appresi ad ascoltare e a conoscere ciò che ci circonda.

Mi spiegò che ogni cosa che si conosce ha un nome più antico di quello che usualmente si pronuncia... ed infatti mi insegnò tutti i nomi di ogni singola cosa.

Diceva che, conoscendo i veri nomi di ogni elemento, era come arrivare a sapere la loro origine, e ciò vorrebbe dire saperli controllare.

Perciò imparai tutto ciò che mai nessuno avrebbe il tempo di apprendere...

Conobbi ogni cosa nel suo vero modo di essere e, grazie a questo duro lavoro, imparai anche a controllare tutto ciò che volevo solo con il pensiero.

Imparai inoltre a controllare i pensieri della gente che mi circondava, leggevo i loro pensieri e potevo persino cambiarli a mio piacimento, come un pittore fa con i suoi disegni... Imparai a memoria tutte le sacre formule dell'antico testo delle arti oscure, appresi poi a controllare la natura stessa... grazie alle rune magiche.

Il mio maestro, inoltre, mi fece tatuare sul seno destro un antico simbolo che rappresentava il mio appartenere alla magia nera.

Era il simbolo che tutte le megere di arti oscure possedevano, esso rappresentava l'infinito, l'odio infinito per il bene!

Quando poi il mio apprendimento fu finito, il mio maestro mi abbandonò lasciandomi solo al collo un amuleto magico, una piccola boccetta che conteneva il suo stesso sangue.

Era il sangue del sapere e, quando sarei stata in difficoltà, esso mi avrebbe aperto la mente e mi avrebbe permesso di comprendere...

Col tempo poi, viaggiando ancora più in terre selvagge conobbi il popolo delle fate, che mi donarono altri insegnamenti, nel luogo dove ricevetti il mio primo titolo di guerriera e il mio fedele compagno dragone...

Ma questa è un'altra storia e forse un giorno la narrerò ancora per voi...

Forse un giorno... ma non ora!"

BlackAngel Tsepesh
Vampira Oscura
Castello dei Morti Viventi - Antro delle Anime di un Tempo