LE ORIGINI DI SIANNA

di Sianna Le Fair

Parla la Regina dei Faeire

Si stanno muovendo le maree e noi con loro. Nel luogo sacro dove i mondi si scontrano inevitabilmente e creano visioni di popoli ancestrali una donna e un ragazzo stanno giungendo a me per vivere il loro destino.

Non saranno soli in questa vita, non lo sono mai stati nemmeno nelle vite passate; mia figlia Sianna, nata dall’unione sacra dei fuochi con un principe mortale, si unirà a loro e darà vita a quella che verrà ricordata per sempre come la stirpe delle REALI SACERDOTESSE DI AVALON.

Questa è la sua storia!

Il mio arrivo ad Avalon

Sapevo che mi attendeva qualcosa di nuovo al di fuori dell’atmosfera ovattata ove ero cresciuta fino a vedersi compiere la mia prima ciclicità lunare. La terra che gli umani chiamavano dei Faeire è un limbo dove lo spirito può vagare in eterno senza accorgersi che non giunge a nulla. I suoi abitanti si avvicendano in eterno formando una comunità astratta e millenaria dalle conoscenze illimitate ma incapaci di vivere. Forse mia madre decise che io provassi a vivere un’avventura diversa anche se ugualmente immortale e mi condusse all’isola del vetro per compiere il mio destino.

Giunsi sulle sacre sponde di Avalon su di una barca condotta da uno degli uomini del piccolo popolo delle paludi. Mia madre era al mio fianco, piccola nel suo essere ma ammantata da una luce che era visibile solo all’occhio di coloro che erano aperti ai sacri misteri. Sentivo la sua presenza ma percepivo chiaramente che la sua essenza si staccava dalla mia alla quale era rimasta legata dal momento del concepimento.

Viaggiammo avvolti nel silenzio e nemmeno il lento sciabordio dell’acqua sui canneti disturbava il nostro lento procedere verso la mia nuova dimora.

Non mi era stato spiegato il perché venissi allontanata dal mio popolo ne perché i miei abiti fosse stati bruciati durante una cerimonia di purificazione avvenuta la sera prima.

Ora indossavo una veste di tessuto grezzo che mi copriva fino al collo dei piedi. Aveva un coloro simile alle violette che fioriscono in primavera, sia nel mio mondo che in quello degli umani ed andava a completarsi con una tunica più corta, rosa come le fresie di maggio.

I miei piedi non erano più nudi ma ricoperti da delle strane calzature fatte con morbido cuoio ed erano aperte abbastanza da mettere in mostra le dita dei piedi che erano dipinte.

La mia chioma scura che un tempo era fluente era stata tagliata e ora, i miei capelli raggiungevano l’attaccatura delle spalle ed erano racconti sulla nuda in una acconciatura semplice e comoda.

Vidi in lontananza la riva di una terra che avrei imparato a chiamare casa e mi sentii stranamente impaurita, sensazione che non è data provare a il mio popolo, sola e senza via di scampo.

Cercai di aggrapparmi alla prua della piccola imbarcazione e pensai, come se non sapessi che i miei pensieri erano condivisi con mia madre, di buttarmi tra i neri flutti limacciosi del lago.

Fu un braccio silenzioso è invisibile che mi trattenne e mi consegnò alle braccia autoritarie della mia signora e madre che senza proferire parola mi ricondusse alla ragione.

Posai il mio piede sulle sacre sponde di Avalon in una insolita mattina di primavera l’aria era fredda e pungente ma l’erba, soffice e grassa, profumava già di rinascita non so perché ma ora, la mia anima immortale, si sentì a casa!

Sianna Le Fair
Sacerdotessa dell'Oracolo Oscuro
Tempio degli Dei Oscuri - Isola delle Nebbie