GARUK IL VECCHIO

di Syon

"Garuk, "il vecchio"... questo è il nome con cui è conosciuto quell'uomo..."

La voce di Bjorn mi destò dal torpore. L'oste aveva soddisfatto la curiosità di Storm, a proposito del vecchio orso solitario intento a bere il suo grhum in un angolo non molto illuminato della locanda. Garuk! Quel nome non mi era certo nuovo ed evocava in me un tempo di grandi battaglie... erano gli anni in cui tentavamo invano di respingere le invasioni delle orde selvagge dell'est.

Già... Garuk, "il vecchio"... un soprannome che incute un grande timore quando ad averlo è un mercenario... perchè non c'è lavoro meno longevo di questo. Eppure Garuk appariva realmente vecchio e dimesso e, seppure in ombra, riuscivo comunque a notare come i suoi occhi feroci avessero perso ogni fuoco...

Notai due giovani andargli incontro: erano visibilmente alterati.

Sicuramente volevano divertirsi alle spalle di quello che, ai loro occhi, era solo un vecchio cadente... ma era altrettanto certo che avevano sbagliato decisamente bersaglio; così feci un cenno a Raven e, seguiti da Storm, intervenimmo prima che la situazione degenerasse...

Rivedermi sembrò destare il vecchio orso: a lui dovevo ben più di una vita... e come sempre accade in questi momenti passammo il tempo successivo a ricordare quello che era stato...

"Ma cosa ti porta ad Ashura? Non ci sono padroni da servire, nè guerre da combattere per un mercenario."

Gli occhi di Garuk tornarono a spengersi nel bicchiere di Grhum che continuava a tormentare con le dita...

"Sono qui in cerca di pace, Syon... niente più che pace. Ho vissuto sempre nel sangue, ho ucciso senza pietà il mio nemico, servendo padroni degni e meno degni. Non ho mai avuto scrupoli e questo tu lo sai bene. Ma il massacro a cui ho partecipato la scorsa luna va oltre ogni tipo di scrupolo".

Le parole di Garuk mi incuriosirono. Cosa aveva potuto affliggere così la ferocia dell'orso?... Così lo spinsi a raccontare un incubo, che Storm e tanti altri avevano già sperimentato, e che incendiava il cuore e gonfiava le vene degli abitanti di Lula man mano che ascoltavano il racconto di Garuk:

"Mi trovavo a Soma per "il grande torneo di Vathek", nell'arena della morte, avevo quasi finito i miei soldi nelle scommesse e non trovavo un avversario da sfidare... seppi allora che l'esercito di Banghor cercava mercenari per una missione da svolgere nel nord. Sapevo che i mercanti pagavano bene e non ebbi difficoltà ad accettare: era un lavoro come un altro, dopo tutto... ma non lo fu affatto... fu da subito chiaro che quella era una spedizione punitiva. I mercanti volevano dare un monito a tutte le popolazioni del Nord, a tutti coloro che avevano in mente di frapporsi ai loro loschi affari. Vedevo i Dani che cercavano di fuggire in tutte le direzioni, trascinandosi bambini, donne sanguinanti, uomini già chiaramente morti, ma che le loro compagne non volevano abbandonare. La Cavalleria sopravveniva alle loro spalle e li spingeva verso gli arcieri che, protetti dalla fanteria, tiravano su di loro con tutta calma, caricando e ricaricando a turno i loro lunghi archi. Quelli che riuscivano a fuggire venivano inseguiti e finiti dai dragoni a cavallo. I pochi guerrieri Dani rimasti cantavano il canto di guerra e si lanciavano contro di noi, cadendo dopo pochi passi tra le frecce che sibilavano dappertutto come vespe furiose. Ricordo cinque figure accovacciate sotto un cespuglio saltare fuori, aprendosi le vesti sul seno per far vedere ai soldati che erano donne non guerriere, ma i soldati le inseguirono facendole a pezzi, tagliando via prima un braccio, poi una gamba e divertendosi a mozzare i loro seni con i pugnali. Un altro gruppo di donne, saranno state cinquanta o sessanta, si erano rifugiate in una piccola grotta e mandarono fuori una bambina piccola con uno straccio bianco in mano per chiedere pietà. La bambina fu subito decapitata da un fendente di scure. I soldati di Banghor sembravano impazziti, correvano ululando e mutilando... alcuni di loro avevano il volto deformato in un orribile smorfia demoniaca... una smorfia che avevo visto dipinta solo nei volti dei neri servi di Mur. C'era chi mutilava anche i morti, tagliando via i testicoli ai maschi e dicendo che ne avrebbero fatto una borsetta per il tabacco, altri dicevano che sarebbe stato un gradito dono per i negromanti... cani idrofobi... ecco cosa sembravano. Sono riuscito a portare via con me tre bimbi e fino ad ora ho cercato un posto sicuro per loro... e sembra proprio che sia giunto nel posto giusto... ma porterò quell'orrore dentro di me fino alla fine dei miei giorni!"

La voce di Storm fiammeggiò come i suoi occhi: "Altri orfani ad Ashura. Quest'isola sta radunando gli ultimi rappresentanti di quei popoli spazzati via dalla brama di potere dei diavoli di Banghor. Ma verrà il giorno della grande vendetta ed i palazzi di Banghor arrossiranno nel sangue dei loro padroni!"

Syon
Barbaro
Fattoria del Nido - Valle dei Nidi