STORIE DI LANDE DESOLATE

di Syon

"Io non ho paura delle Lande desolate..."
Esclamò il giovane Garlan, in preda ad una chiara alterazione alcoolica
"...e scommetto una fornitura di grhum per tutto l'anno che tornerò indenne da quelle terre..."

Al suo ululato di sfida, si aggiunse subito quello di altri due sprovveduti giovincelli.

Presi allora la parola e gli narrai di una strana avventura che avevo vissuto tra i misteriosi Vrulak, gli abitanti di quelle terre.

"Condividemmo volentieri il bivacco con quello sconosciuto. Del resto chi si trova a vagare solitario per quelle lande desolate è ben felice di poter godere di un po' di compagnia. La solitudine è fatta per i topi di città. Si spingono verso terre a loro sconosciute, cercando il silenzio e poi finiscono per inquinarle con i loro rumori di cui pare proprio non sappiano fare a meno. No! Questa gente conosce e rispetta il silenzio ed i suoi segreti e per questo ancor di più apprezza la compagnia.

Quella notte la luna non era neanche apparsa... eravamo solo noi e il nostro piccolo falò, un tremolante faro nelle tenebre. Anche le stelle apparivano lontane... e ben presto spiriti inquieti cominciarono a danzare intorno a noi...

Naturalmente nè io nè i miei due compagni avevamo alcun timore... da tempo i Vrulak avevano imparato a convivere con ogni abitante della notte: uomo, animale o spirito che fosse... d'altronde in quelle zone loro erano al vertice della catena alimentare come lo squalo o il leone oppure i Grondiar del Nord. Per quanto mi riguardava invece, avevo bevuto il sangue di Pyr ed ero sopravvissuto, ciò faceva di me un membro effettivo di quello strano popolo e vi assicuro che questo mi evitava non pochi grattacapi.

La cosa singolare era che anche il nostro ospite sembrava non avere nessun timore. Se ne stava lì seduto, impassibile e silenzioso, mentre forme inconsistenti lo avvolgevano, lo penetravano senza provocargli apparentemente nessun fastidio. Eppure aveva tutta l'aria di essere un abitante delle terre al margine. La' dove la superstizione e la paura di quel silenzioso mondo desertico dominava i cuori degli uomini, in cui mai e poi mai si sarebbero avventurati coscienziosamente.

Talvolta capitava che qualche incauto sperdesse la via del ritorno e rimanesse bloccato nelle tenebre... per questo i Vrulak accendevano i loro fuochi, miraggi di salvezza nel mondo oscuro.

Poi, all'improvviso, gli occhi dello sconosciuto si fecero vitrei mentre fissava il fuoco scoppiettante... la testa scattò verso l'alto e la bocca scoprì fauci insospettabili. I suoi occhi maligni si fissarono sui miei, mentre i suoi lineamenti cambiavano. Uno sguardo fiammeggiante, denso di odio, attraversò le fiamme, conficcandosi nel mio cuore come un silente dardo ghiacciato che congelò ogni mio movimento. Uno sguardo pregustante, come quello del cacciatore che assapora la sua preda prima di ucciderla. Mi scossi quasi subito ed una sinistra, spontanea risata scaturì dal mio cuore, risuonando nel deserto. Il mostro ne sembrò dapprima sorpreso, poi, come se la ragione riprendesse possesso delle sue facoltà, assunse un'espressione allucinata. Scattò fuori dal cerchio di luce del nostro bivacco e si immerse nelle tenebre in una fuga disperata. Ma, dal nulla, due enormi ombre si materializzarono accanto a lui. Come partoriti dalla notte, i miei due compagni lo avvolsero in una stretta mortale e, tra i suoi strazianti ululati, gli staccarono la testa senza però perdere neanche una goccia di sangue. La cena per la tribù era servita: ancora una volta i falò del deserto avevano attirato la loro preda. Dopotutto come ben saprete la vita nel deserto è alquanto dura".

Syon
Barbaro
Fattoria del Nido - Valle dei Nidi