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Corrispondenze varie di una squilibrata e violenta assassina ritrovate da me medesima in un baule e, risistemate per poterle presentare a voi tutti come monito contro l’inutilità della violenza gratuita di una mente malata.
In una bella e assolata giornata di primavera venne a becchettare al portone della palazzina numero 12 di Grimmaud Place un piccolo esemplare di "folletto della Cornovaglia", il tipico folletto viaggiatore anarchico e latore di notizie di che si può trovare nella foresta incantata che circonda la scuola di magia e di stregoneria di Hogwarts.
La creatura dalle piccole dimensioni, era visibile solo a coloro che erano stati a contatto con la morte in qualche modo, come i "testral", indi, quando il piccolo e sudicio elfo aprì la porta per farlo entrare, non mosse nemmeno un lembo del rabberciato viso incartapecorito e alzando uno straccio untuoso indicò al volatile il corridoio e la porta aperta in fondo ad esso.
Srotolai con attenzione la delicata pergamena, non prima di aver rifocillato accuratamente la macabra bestiola con un pezzetto dell’orecchio staccato in un impeto di rabbia qualche ora prima ad una delle elfe domestiche della cucina e la lessi con trepidazione.
-Cara mamma, sembra essere sparito dal gabinetto di pozioni del professor Lumacorno un reagente introvabile che si dica contenga parti microscopiche della pietra filosofale che, il famosissimo alchimista Nicolas Flamel pare abbia regalato al professor Silente per il suo compleanno questo stesso anno. Ma la notizia più entusiasmante cara mamma pare che sia la seguente! Sembra che a rubare tale reagente sia stato proprio quello scemo di mio fratello Sirius che assieme a quel perdigiorno di James Potter, a quel lunatico e pallido del loro amico Lupin e a Peter Minus, che come sempre sbava dietro ai loro passi, hanno deciso di chiudere l’anno dei loro M.A.G.O in bellezza, per farsi ricordare per sempre negli annali degli studenti di Hogwarts-.
Quel ragazzo mi da un gran da fare devo ammetterlo! Scapestrato fino in fondo ai suoi calzini scozzesi, e orrore degli orrori di foggia babbana, capace di frequentare solo inutili e vergognose compagnie come i mezzosangue o i debosciati senza arte ne parte magica.
Arrotolo la pergamena e la poso sullo scrittoio e mi lascio cadere sulla sedia di pelle di elfo domestico, una chicca in voga fra noi Black di vecchia generazione e sospiro greve grattandomi la testa.
Non si può proprio stare tranquilli con un figlio ingrato come Sirius! No dico io proprio ora che iniziavo a progettare una pulizia totale della nostra casa e l’impiccagione o il taglio della testa di qualche elfo domestico, che qui non mancano mai, ed ecco il mio caro e fedele figliolo Regulus che mi informa che l’altro coso, quello che per la legge magica mi tocca ancora chiamare figlio, mi sta per svergognare ancora e con me anche la più che nobile, antica e tremebonda casata dei Black…questa cosa è indicibile, incredibile, impossibile!
Ho deciso sono stanca di Sirius e voglio far domanda al gran tribunale del Wizengamot per farlo interdire o quanto è vero che mi chiamo Walburga Black giuro che corrompo qualcuno a San Mungo e lo faccio rinchiudere a vita nel padiglione degli smemorati cronici perché, o lo faccio impazzire con una maledizione Cruciatus o confondo per sempre quel suo cervello con un incantesimo Oblivion.
-Schifoso essere, ripugnante rigetto della terra, sudicio ammasso di stracci vieni che la tua padrona ti ordina di fare una cosa per lei!-.
Ciabattando rumorosamente il mio grigio e informe elfo valletto (si perché Kreacher a differenza degli altri mostriciattoli che mi servono è felice di sapere che io sono crudele e mortifera con lui perché crede un vanto per la sua miserrima persona potermi servire quindi, ho un po’ più di considerazione per questo mio sporco lacchè) mi raggiunge nella stanza dell’arazzo genealogico e si produce in un goffo inchino verso la mia statuaria persona dopo di che si getta ai miei piedi e inizia a baciarli scarpe comprese.
-La padrona può calpestare con il suo delicato piedino la crapa pelata e scabbiosa del suo Kreacher se alla padrona ora questo aggrada perché Kreacher sarebbe fiero di morire ora per volere della sua padrona anche solo per vederla sorridere perché la padrona è triste vero?-
Assesto un bel calcio sul cranio spigoloso del mio elfo e gli sorrido soddisfatta - tu si che sai come far felice la tua padrona sgorbio purulento che non sei altro ma no, per oggi non ho progetti di morte nei tuoi confronti quindi, ricomponiti e prendi una pergamena nuova e una piuma incantata e scrivi per me…svelto perché se te lo fai ripetere un’altra volta ti ordino di cadere nel paiolo della zuppa per la cena di stasera!-.
-Padrona la pergamena è finita ma Kreacher sarebbe contento se la padrona volesse usare la pelle di Kreacher per scrivere ciò che ella vuole scrivere o se la padrona preferisce, ecco qua una vecchia pelle di Nero delle Ebridi se la padrona ricorda è quel drago che il padroncino Regulus ha cacciato e poi scotennato per regalarlo a voi da piccino assieme al vostro compianto marito, sir Orion Black-.
Dicendo questo la creaturaccia mi allunga una pelle conciata dalle tinte violacee ben rilegata in un rotolo.
-La mia signora vuole che mi pieghi su me stesso per favorirle la schiena curva come tavolino d’appoggio oppure, la mia signora preferisce e ordina che Kreacher scriva per lei affinché lei non si debba affaticare o sporcare le delicate manine che sono dedite solo alla mannaia e alla bacchetta magica?-.
-Preferisco che tu chiuda quella tua inutile bocca e che invece spalanchi per bene quelle tue paraboliche orecchie piene di pelo e cerume e scriva: "Pregevoli inquisitori del Wizengamot" allora Kreacher hai scritto o vuoi che ti frusti un po’ prima per farti capire che voglio che tu sia celere?-.
Non penso che dovrò ripetermi con questo mio elfo…devo ammettere con un certo orgoglio che ha così paura di me che di certo quando gli parlo o lo richiamo cambia subito atteggiamento e da pigro quale è la sua natura di elfo, si trasforma in un tuttofare eccezionale reattivo e utilissimo.
-La padrona ordina all’elfo indegno e lui, scrive quello che la padrona vuole anche se Kreacher ha paura a scrivere una lettera ai maghi del tribunale del ministero della magia ma se vuole la mia signora io stesso porterò poi la pergamena di drago nelle mani del ministro stesso della magia se questo è il volere della mia signora che io amo servire e per la quale darei la mia inutile vita!-.
Accarezzo la frusta che porto sempre arrotolata alla mia pingue vita con aria minacciosa e nel mentre faccio cenno alla bestiaccia di continuare a scrivere e di tacere una volta per tutte.
-Dicevo:
"Pregevoli inquisitori del Wizengamot,
Vi scrivo questo mia per porre alla vostra attenzione un annoso e vergognoso problema che la mia antichissima casata sta ormai affrontando da anni.
Circa diciotto anni or sono io e il mio attualmente defunto marito il signor Orion Black, mettemmo alla luce il nostro primogenito, il delfino della nostra famiglia stimata e riconosciuta per la sua purezza in tutto il mondo mago, Sirius e all’inizio il fanciullo sembrava molto promettente.
Ci tengo a precisare che i Black si sono sempre distinti tranne per rarissime, e già risolte a dovere, situazioni come famiglia dalla purissima e immacolata genealogia magica indi, immaginatevi lo stupore nell’apprendere che uno dei nostri rampolli non solo frequenta i babbani ma, vuole omologarsi a loro e portare in una sorta di innovazione non richiesta il nostro prezioso e celato mondo a quegli stupidi senza cervello e spina dorsale che sono coloro che non sono maghi e che vivono nella più totale ignoranza.
Capite illustri inquisitori il dramma che sta vivendo questa vecchia maga che si vede tradita dal proprio sangue in nome di un capriccio inutile? No dico io…gli avessi fatto mancare nulla nella sua educazione precedente a quella impartitagli presso Hogwarts. Ho fatto di tutto per fargli imparare come si deve la differenza che passa fra noi purosangue e i mezzosangue impuri e inferiori a noi maghi di antico lineaggio; l’ho anche fatto decapitare uno dei nostri elfi domestici e poi fatto mettere sotto teca in camera sua per fargli comprendere il potere del suo sangue ma niente, questo figlio ingrato che ho cresciuto e pasciuto sul mio seno insiste nel voler fare il dandy riformista e anticonformista e a chiamarmi vecchia e acida mummia da museo!
Parlo in questo modo a voi tutti poiché ritengo che come me anche voi, nella maggior parte dei casi, siate madri e padri orgogliosi di figli dediti al proselitismo e allo studio costante della magia intesa nella sua totale purezza.
Ad esempio, perché voglio farvi capire che ciò che dico è fondato su specifiche e ragionevoli motivazioni, l’altro mio figlio il secondogenito Regulus Arcturus è quanto di più assennato e coscienzioso si possa aspettarsi da un figlio al quale si è impartito un certo stile di vita.
Pensate che uccise il suo primo snaso a soli sei anni solo perché, questa creaturina inutile del sottosuolo, si rifiutò di rilasciare nelle mani del mio allora bambino una quantità indefinita di oro dei leprecauni ritrovato nel giardino interno della nostra proprietà dove, io stessa l’avevo nascosto per far giocare alla caccia al tesoro i miei pargoli.
L’anno prima di entrare a far parte della gloriosa casata di Serpeverde all’interno di Hogwarts, come tutti i Black dopotutto tranne quello smidollato e perdigiorno di Sirius che venne smistato in Grifondoro.
Regulus implorava il fratello maggiore, già inserito all’interno della scuola, di insegnargli alcune pestifere pozioni da applicare sugli elfi domestici della nostra casa e, vistosi negare dal sangue del suo sangue questa legittima a parer mio richiesta, il mio piccino si dilettava nel rubare la bacchetta magica un po’ a me e un po’ al mio defunto marito per usarla come stura orecchie o narici sui medesimi elfi sopra citati.
Insomma capirete che un figlio come Sirius può portare ad una madre come me solo pensieri e delusioni in quanto chiaramente ha deciso di soverchiare l’antico blasone della sua famiglia in nome di una magia moderno radicalchic babbana della quale io non posso che essere disgustata e amareggiata.
Il ragazzo all’interno della scuola di magia e stregoneria frequenta dei cattivi elementi che lo stanno portando su di una strada corrotta atta solo alla delinquenza e al totale e voluto disinteressamento delle leggi in seno al corpo del Wizengamot stesso.
Ora la mia richiesta è semplice carissimi e stimatissimi maghi e streghe facenti parte del tribunale dell’inquisizione magica, voglio che mio figlio riceva una della seguenti punizioni che, a parer mio, servirebbero per sistemare una volta per tutte la sua indole contraria così impossibile da aggiogare:
1- Sequestro a vita della bacchetta magica e retrocessione allo stato di magonò
2- Reclusione ad interim all’interno dell’ospedale San Mungo nel reparto lungodegenti psichiatrici
3- Possibilità di rinchiudere suddetto soggetto all’interno della camera privata della famiglia Black, in quel della banca Gringott e di buttare via la chiave
4- Inserimento del soggetto all’interno delle prigioni di Azkaban come aiutante dell’igienista personale dei dissennatori
Certa di essermi espressa come conviene una dama del mio altissimo casato nobiliarmagico, rimango in attesa di una vostra celere e risolutiva risposta in merito al problema espostovi.
Distinti saluti da Lady Walburga Black, figlia dei fu Irma Crebbe e Pollux Black nonché moglie e vedova del compianto Orion Black"-. >
-Cosa ne dici della lettera che ti ha appena dettato la tua padrona, bestiaccia bavosa e purulenta che non sei altro?-
L’elfo domestico staccò la penna auto scrivente dalla pelle di drago e mi guardò con occhi estasiati e carichi di approvazione ma non aggiunse nulla alle mie parole e rimase basito ed estatico in mia adorazione.
- Allora sciroppo di rigurgito di manticora vuoi parlare o devo infilare un ferro arroventato del camino sotto le tue pelose e puzzolenti ascelle per farti emettere un qual si voglia suono?
Nulla ancora usciva dalle sue labbra già pendule e cadenti di loro, nemmeno una misera e gutturale parola indi, persi la pazienza lo ammetto e mi alzai sferrando sul sedere della bestiaccia un sonoro calcione prima di esclamare furente: - Kreacher ultima delle caccole recondite del mondo vuoi svegliarti dal tuo sonno catatonico o devo passarti in padella con le quaglie che mangerò stasera?-.
-Se la padrona lo desidera Kreacher si cosparge anche di burro e aromi dell’orto per rendersi più saporito se la padrona lo vuole passare in padella con le quaglie ma Kreacher ha una pellaccia coriacea e grinzosa e rovinerebbe le tenere e delicate labbra della sua padrona amata-.
Col mocciolo che gli colava lungo il lungo e bitorzoluto naso il mio elfo valletto mi guardava con sorriso ebete in attesa di un mio qualsiasi gesto reattivo e io, per punirlo definitivamente lo cacciai via senza altro aggiungere se non uno sguardo di disapprovazione.
Una volta rimasta sola ho attaccato la pergamena in pelle di drago delle Ebridi alle zampette celesti del folletto della Cornovaglia e, l’ho inviato al ministero della Magia presso il tribunale del Wizengamot e che Salazar Serpeverde vegli su di me e la mia richiesta altrimenti quanto è vero, come già ho detto, che mi chiamo Walburga Black e sono una strega, ci penserò da sola al mio ignobile figliolo e, non sarò certamente accomodante come lo sono con il mio piccolo e servile elfo che per lo meno, darebbe la sua vita anche subito per me che gli sono padrona e signora… non me ne vogliate ma non sono nata di certo io con un cuore di mamma!
Sianna Le Fair
Sacerdotessa Oscura
Tempio degli Dei Oscuri - Isola delle Nebbie
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