Di una profezia e di un sogno

di DilettaLunamossa/SiannaLeFair

Tremavo ne sono certa, così come ero sicura che mi ero assopita poco prima sulle sponde del lago oscuro.
La nebbia mi aveva avvolto nel suo fitto mantello fatto di cristalli d'aria e acqua rarefatti e io, cullata tra le sue braccia mi ero perduta nei miei sogni, fra i miei più cupi pensieri.

"Chi sei, perché mi cerchi?"
La voce appariva così familiare alle mie orecchie, così cara e amabile nella sua melliflua cadenza, nella suo onirico timbro.
"Io sono colui che sempre è stato e ancor sempre sarà; io sono il tutto, il primo e tuo Signore e da te sono stato invocato, dimmi perché giovane maga!".

Mi sentivo gelare, sapevo in qualche modo che non ero sola, sapevo di non esserlo almeno spiritualmente, eppure percepivo in me una liquida sensazione di appagamento, come se la presenza incorporea di quella voce, si avviluppasse in me con la forza e la pienezza che solo il sapere più antico e becero del mondo dei maghi, sapeva offrire a chi, come me e la mia gente di sangue puro, sapeva e doveva accogliere come impareggiabile dono, in un mondo corrotto di mezzosangue.
"Perché Bellatrix figlia di Cygus Black e di Druella Rosier, hai chiamato a te Salazar Serpeverde?"
Nell’accorgermi che la voce del fondatore della nostra nobile casata, Serpeverde ove gli astuti e i puri di sangue trovavano giusta dimora, assomigliava così irrimediabilmente a quella del giovane che amavo, trasalii e per poco non caddi a terra svenuta.
Ecco, scese un silenzio tra noi che ora, con la lucidità della conoscenza dei fatti, ancora non saprei descrivere. Sentivo che il mio essere era così legato a quella voce a doppio legame, come attraverso ad un’inscindibile magia voto infrangibile, tanto da compararla al timbro vocale del giovane uomo che mi accorsi proprio in quei giorni di amare, più di me stessa, della mia stessa inutile vita.
Per un solo istante sembrò che il padre di Serpeverde, leggesse nei miei più reconditi pensieri e così fu, poiché proprio mentre nella mia mente si andavano formando ad una ad una le lettere che compongono il nome di Tom Riddle, egli con voce greve mi disse:
"Bellatrix, ascolta le mie parole! Quando la nebbia del tuo cuore troverà la giusta via per servire il tuo Signore attraverso colui che egli ha designato come suo successore, troverai risposta ai tuoi pensieri e capirai perché grande deve essere per te la gioia, nel sapere che sei stata scelta come progenitrice della nuova e sacra stirpe".

Non so se quelle parole così altisonanti, giungendo alle mie orecchie vennero completamente recepite ma, sicuramente avevano aperto un’insaziabile ferita nel mio cuore, un’insanabile voglia di giungere al più presto possibile all’agognata meta.
Non sapevo dove la profezia di Salazar mi avrebbe condotta e smisi velocemente di chiedermelo, ma di una cosa ero certa, avrei fatto il possibile affinché il piano del mio maestro si avverasse il prima possibile e arricchisse così anche il mio cuore che da troppo tempo, anelava la medesima pressante cosa: Unire il mio destino a quello di Tom Riddle.

"Ragazza un ultimo monito io ti lascio, prima di scomparire nell’oblio del tempo che mi ha fatto suo secoli fa. Sappi che non sarà facile la tua strada, non sarà semplice ottenere ciò che ti è stato concesso e molto in cambio ti verrà domandato.
Conoscerai privazioni, dolore e torture, fino ad arrivare alla pazzia che attanaglierà la tua mente ma, se saprai tener duro e se mai tradirai la causa, sappi che al momento opportuno sarai innalzata agli onori della gloria assieme a colui che ami e che io stesso ho designato come mio successore della nuova e immacolata stirpe dei maghi oscuri".

A distanza di cinquant’anni mi ritrovo sulle stesse sponde di quel lago ove, il fondatore di Serpeverde mi parlò e, mi accorgo di come la sua profezia allora così remota e impalpabile per la mia giovane vita, sia negli anni divenuta verbo attraverso mille privazioni e sacrifici.
Dicono che sono pazza!
Ma in realtà ora che specchio i miei occhi stanchi sullo specchio oscuro di questo lago che accerchia nella sua interezza Hogwarts, mi rendo conto che i pazzi sono tutti coloro che inneggiano al mio essere insana di mente.

Io sono colei che nel silenzio e nell’inganno, ha servito colui che amava e che lo ha veduto risorgere dalle sue ceneri, dal limbo della disperazione e dall’oblio nel quale quella creatura misera e costituita di amore che è Harry Potter, l’aveva confinato.
Io ho assistito e gioito dell’ascesa al potere di Tom Riddle, l’ho visto divenire il temuto e sanguinario Lord Voldemort, l’ho visto radunare i Mangiamorte dei quale, chissà come mai, sono rimasta l’unica donna e con lui, ho decimato ed estirpato dal mondo mago numerose persone indegne di appartenervi.

Ora Silente è morto, per mano di Severus Piton e non di mio nipote Draco come aveva richiesto Tom, e Narcissa mia sorella dovrà delle spiegazioni al nostro signore, al mio amato poiché il loro suona come un tradimento, come un timore infondato che Silente potesse essere più potente e influente di colui che, i Malfoy e i Black avevano negli anni deciso di seguire e idolatrare come discendente di Salazar Serpeverde.
Proprio mentre Hogwarts tutta piange la morte del suo vecchio e inerme preside, io mi crogiolo nei miei pensieri e con gioia ricordo le parole di colui che, per primo fece chiarezza nel mio cuore e mi diede modo di capire quale fosse il mio destino all’interno del disegno di questa terrena vita.
Mi attende l’immortalità del corpo e dello spirito non appena lord Voldemort ucciderà l’unica fonte vivente capace di ostacolare i piani di purezza avviati cinquant’anni fa da Serpeverde.
Quando il corpo di Potter verrà sigillato privo di vita all’interno della camera dei segreti, quando il regno del terrore e della magia oscura trionferà per mano di Tom e mia, allora una nuova progenie di maghi perfidi e senza scrupoli si affaccerà sulla terra e, non ci sarà più scampo per i mezzosangue e per quei babbani che fino ad ora, hanno offeso me e la mia gente.

Io sarò il grembo fertile che partorirà questa nuova orda di perfette creature, io sarà la mano e la mente che li alleverà nel rispetto unico della magia che distrugge e che tutto aggioga.
Non ci saranno più sofferenze e privazioni per colei che non è rimasta sorda e inerme alla richiesta del male più assoluto poiché, così è stato scritto nel libro del destino e non vi è mago che può cancellarlo, il tempo me ne darà ragione.

Io sono Bellatrix Lastrange e in me, la potenza e l’oscurità che giace in Lord Voldemort diverrà carne, così è scritto!

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Sacerdotessa Oscura
Tempio degli Dei Oscuri - Isola delle Nebbie