Votato alla Luna

di Fenrir Greyback e DilettaLunamossa/SiannaLeFair

Nebbia, solo nebbia. E' ovunque, anche intorno a me.
Mi guardo allo specchio e per un attimo stento a riconoscere il mio viso. Da quanto tempo ho quello sguardo? Non lo ricordo. Forse da quando ho deciso di seguire il Signore Oscuro o forse ancora prima di quel glorioso istante!

<p>Sono passati così tanti anni che se dovessi contare a mente tutte le lune che ho visto mutare nella volta del cielo, direi che quasi centoventi pleniluni ho atteso febbricitante e ho visto fare capolino fra la trapunta stellata della notte.
Ricordo ancora quando da bambino leggevo insieme alla vecchia e rugosa zia Brigid, che sedeva sempre accanto al camino acceso d’inverno come d’estate a causa della sua artrosi che le dava un gran tormento, le leggende raccapriccianti delle creature della notte che infestavano i cimiteri e i vicoli scuri e malfamati di Londra la città nella quale vivevamo, affollata di babbani, isolati dal mondo mago, reietti a causa della natura della sorella di mia madre, defunta assieme al mio povero padre pochi mesi dopo la mia nascita.

<p>Eravamo domiciliati nelle vicinanze del porto commerciale dell’Essex che rigettava implacabile dalle banchine maleodoranti di pesce, alle strade mal lastricate e traboccanti di topi di fogna e di straccioni, ogni qual genere si volesse di traffico lecito ed illecito.
I postriboli lungo le vie del porto funzionavano giorno e notte e i delitti più efferati venivano sicuramente compiuti e spesso commissionati sotto le finestre della mia angusta e malsana abitazione.
La zia cercava di preservare in me quanto più potesse della mia innocenza di fanciullo e, mi aiutava a fantasticare di un modo fatto di maghi e streghe, animali fantastici e di oggetti magici che ruotavano a suo dire attorno a tutti noi e dei quali, eravamo inconsapevoli testimoni quotidiani.

<p>-Vedi Fei- la mia vecchia tutrice mi chiamava sempre usando questo nomignolo vezzeggiativo a sentir lei, orribilmente inappropriato a parer mio -io non sono una babbana, sono una di loro anche se non sono autorizzata a fare magie perché non posseggo il dono nella sua completezza ma tu nipotino mio, tu puoi diventarlo tu puoi uscire da tutto questo e raggiungere il mondo dei tuoi simili, raggiungere la popolazione di maghi e streghe che è insediata in tutta Inghilterra.
Tu non sei stato toccato da tale spregevole onta e rimarrai un mago per sempre, uno capace di ampliare la sua mente, un sapiente a vita ma io amore della zia, non posso darti altro che il mio amore e la mia comprensione fino a che non mi abbandonerai, forse per sempre!-

<p>Non la sopportavo quando parlava così, quando si rivolgeva a me in questa maniera melliflua e arrogante, appellandosi come una figlia della strada e della povertà, facendomi pesare la mia superiorità e la sua diversità forse, proprio per questo motivo ella fu la mia prima vittima dopo che "Enrik lo sfregiato" mi battezzò a nuova vita, facendo di me quello che ora sono Fenrir il sanguinario o meglio conosciuto nel mondo magico come Greyback il licantropo.

>p>Di quella fatidica notte ricordo un ululato straziante e lancinante che proveniva dal fondo del crocevia di due strade che conducevano a Street Market dove io e mi zia vivevamo.
Avevo quasi completato il mio ciclo di studi alla scuola di magia e di stregoneria di Hogwarts quando due importantissimi eventi segnarono la mia vita definitivamente nel bel mezzo di quella che era la seconda e tragica "guerra mondiale" vissuta dai babbani ed alla quale noi maghi ci siamo ben guardati di partecipare continuando indisturbati la nostra esistenza.; l’apertura della camera dei Segreti e il mio voto imperituro alla luna.

<p>Facevo parte della gloriosa casata di Serpeverde ed ero uno studente mediocre ma dotato di ottime frequentazioni e amicizie altolocate all’interno della scuola. Come amava dire sempre il professor Lumacorno, docente di pozioni nonché reggente della casata serpica di quegli anni –ragazzi miei buone amicizie e ottime portano lontano nella vita ogni buon mago o strega che si rispetti- ed io, benché non fui mai ammesso nella cerchia ristretta di giovani talentuosi che veniva nominata LUMACLUB, seppi tessere e mantenere vive le giuste amicizie.
Fu proprio in quegli anni che conobbi Tom Riddle ma mai avrei immaginato che quel ragazzo orgoglioso e ammaliatore, sarebbe divenuto di lì a poco il mago più potente e temuto dell’intero mondo magico, colui che non può essere nominato, Lord Voldemort.
Il giovane Tom apprezzò fin dall’inizio la mia predisposizione alla violenza gratuita, alla ghettizzazione senza scrupoli e rimorsi dei mezzosangue all’interno della scuola e cosa che ancor più apprezzava era la mia volontà di abbandonare definitivamente una vita di stenti e di privazioni umilianti, determinate dalla mia povertà e dall’ingiuriosa figura della mia unica parente di origine babbana.
Sapeva incentivarmi e spronarmi in quella che era la mia ricerca di perfezione e di sopraffazione; lui e la sua cricca di amici mi avevano accolto calorosamente in quella che chiamarono la fratellanza dei Mangiamorte.
Tutti noi conoscevamo la grandezza della mente di Tom, le sue innate e superiori conoscenze della magia rispetto tutti noi per quanto talentuosi e portati potevamo essere nelle varie materie.
A lui tutto veniva semplice! Non esisteva incantesimo troppo complesso, pozione troppo ostica da preparare, professore troppo burbero o severo che egli non riuscisse a piegare con un sorriso o una parola suadente e melliflua e poi sopra ogni cosa Lord Voldemort il glorioso fin da giorno parlava senza problema serpentese e noi tutti Serpeverde rimanevamo incantati da questo suo dono.

<p>Non volle mai comunicarci dove fosse dislocata la camera dei segreti benché tutti sapevamo che era stato lui ad aprirla e a scatenare l’inferno che in essa era rinchiuso. Non quel mezzo gigante ottuso e cerebralmente minorato di Agrid, non quel suo ragno patetico che amava nutrire come un cucciolo domestico, nemmeno quella sciocca di Mirtilla Malcontenta che per aver osato trovarsi nel posto sbagliato nel momento sbagliato pagò con la morte la sua avventatezza.
Fu proprio quando morì la studentessa di Corvonero nel 1942 che il fragile preside Dippet rimandò a casa tutti gli studenti di Hogwarts ed io, venni azzannato nel cuore della notte da "Enrik lo sfregiato" mi salvai dalle sue zanne assassine e lorde di sangue proprio perché avevo da poco compiuto i miei 17 anni e ormai la magia non mi era più vietata e, grazie agli studi segreti affrontati con Tom e gli altri mangiamorte, prima lo schiantai e poi inflissi sulla sua diabolica persona la maledizione senza ritorno e lo vidi spirare in una frazione di secondo, in un lampo di luce verde acceso.
Fra le vesti lacere del vecchio lupo mannaro trovai un foglietto lacero e sporco di sangue e fango; tre righe della pagina strappata da un libro riportavano la dicitura - Urlerà alla luna piena il suo dolore. La sua disperazione. Si rotolerà in mezzo alle spine, invocando la morte. Né uomo, né lupo vero. Solo "essere" in pena. E sarà la luna, chiusa in un perfetto e luminosissimo cerchio che verserà, sopra la terra, il tesoro della sua rugiada da qui all’eternità!-.

<p>Fu allora che capii che la ferita profonda apertasi durante la colluttazione, era ormai infettata dalla "maledizione della luna" poiché conoscevo i licantropi e il loro mondo avendoli studiati approfonditamente durante le lezioni di difesa contro le arti oscure a scuola. Presi quel becero foglio e lo riposi con cura nella tasca della mia sbrindellata e povera giacchetta babbana.
Fu allora, ancor prima di mutare d’aspetto per la prima volta nella mia vita, prima ancora che il sangue venisse definitivamente corrotto e prima ancora che la mano divenisse fredda e spietata assassina, desiderosa di sangue e di violenza che ululai alla mia nuova signora e padrona, a colei che da ora in poi avrebbe deciso le sorti della mia vita.

Quando comunicai via gufo quanto mi era successo a Tom egli mi rispose così – Fenrir non puoi che essere fiero di quanto ti è successo: ora in te una natura nuova e spietata si muove e, io sono convito che grandi cose faremo assieme se ancora vorrai unirti a me ai miei amici nel progetto comune della nuova via, della nuova unica razza!. Siamo Serpeverde, figli e fratelli del grande Salazar al quale dobbiamo devozione e al quale dobbiamo votare la nostra vita…io l’ho fatto e tu Fenrir lo farai?Attendo una tua risposta e sappi che da quanto risponderai capirò se sarai contro o con me e tu sai cosa succede a chi non appoggia le mie cause vero amico mio?-.

<p>Sapevo benissimo cosa accadeva a chi osava contraddire od ostacolare colui che stava diventando Lord Voldemort e non avevo nessuna intenzione né di contrattarlo e né di deluderne le aspettative indi, unica fu la mia risposta –Per sempre…fino alla morte mio amico, mio signore, mio padrone-.

<p>Fui il primo ad assoggettarmi alla grandezza e alla malvagità del cuore di Tom Riddle e ancor oggi che combattiamo per la sua supremazia non me ne pento perché nei suoi occhi, vedo l’immensità dell’oscuro potere che la luna ha instillato nelle mie vene…votato al male, votalo al sangue, votato alla luna….per sempre!

Sacerdotessa Oscura
Tempio degli Dei Oscuri - Isola delle Nebbie