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Capitolo 1
-"Un cavallo e due muli! Magnifico Storm tu si che sai come si
organizza una missione!"
-"Oh! sua signoria avrebbe preferito una carrozza. Tanto per non
passare inosservati...ti ricordo che ciò che stiamo cercando farebbe gola a
molti".
-"Ecco che ricominciano!" pensò Raven scrollando la testa senza
stupore. D'altra parte ben sapeva che mettere Jahira accanto a Storm era come
mettere un gatto vicino ad un topo: pensare che niente sarebbe successo
era improbabile se non impossibile. Jahira aveva un carattere
prorompente almeno quanto il suo fisico e occhi in grado di reggere qualsiasi
sguardo; capelli biondi, racchiusi in una lunga treccia, ed
un'espressione sfrontata ma irresistibile dipinta perennemente sul volto. Era una
delle incantatrici più dotate che avesse mai visto all'opera, anche se di
lei non conosceva poi molto. Alcuni frammenti del suo passato gli erano
stati riferiti da Storm che pareva conoscerla bene. In effetti i due
provenivano dalla stessa città e da fanciulli erano stati molto legati.
Ma il destino di Jahira fu segnato sin da quell'età a causa di quel dono
così affascinante e terribile nelle mani di una bambina. I suoi poteri,
già intensi, gli valsero l'accesso all'esclusiva università della magia
di Tanis nascosta nella perduta valle di Ebron. Non che lei ne fosse
entusiasta, visto che già allora mostrava quel carattere ribelle ed
insofferente che avrebbe caratterizzato tutta la sua esistenza, anzi più
volte aveva tentato la fuga, ma la sua partenza dalla città le evitò di
assistere alla sua distruzione da parte dei mercanti di Banghor e
probabilmente le salvò la vita. Jahira nelle parole di Storm era uno spirito
libero. Dopo aver lasciato Tanis aveva cominciato a gironzolare tra i
vari territori con uno strano carro coperto che era anche la sua casa. Un
singolare ed ospitale, a quanto gli aveva detto Storm, mezzo di
trasporto con il quale si muoveva evitando per lo più i centri troppo
affollati e godendo del suo particolare rapporto con gli elementi della natura.
A Raven bastava il suo unico occhio per capire come l'atteggiamento
dell'amico mostrasse ben più della semplice ammirazione.
Lì osservò ancora una volta con curiosità domandandosi quanto
l'influenza che Jahira aveva sulle persone fosse dovuta alla magia e quanto alla
sua spiccata personalità. Di una cosa però era ben certo: a Jahira gli
uomini non dicevano mai di no.
-"E tu pensi che una come me possa passare inosservata?"
-"Ah,ah,ah...alle volte più che una strega mi sembri una cortigiana.
Delicata e profumata come..."
-"Il termine esatto è incantatrice..."lo interruppe Jahira"...e vedi di
ricordartelo se non vuoi vedere cosa può fare un'incantatrice
arrabbiata...".
-"Seee...il termine esatto è incantatrice...ma che differenza vuoi che
faccia."
-"Be' sarebbe come dare del marinaio al capitano di una nave. Vuoi che
ti chiami mozzo Storm?"
-"Ah, ah,ah, sei incredibile Jahira ti giuro che prima o poi ti sposo.
Raven quanto manca all'oasi di Abdul?"
-"Non molto. Zanthia dovrebbe essere già pronta con l'occorrente".
-"Sentito Jahira, L'oasi di Abdul è l'ultimo avamposto civilizzato
prima di Ashaara, poi sarà solo deserto e lì non potrò più dilettarti con
la mia conversazione altrimenti rischierei di seccarmi la
gola...ah,ah,ah"
-"Storm...strozzati!" gli rispose Jahira mentre continuava ad osservare
le grandi dune ergersi in lontananza.
L'oasi di Abdul era costituita da poche decine di tende e da alcuni
palazzi in pietra ma si trattava comunque di un ottimo centro commerciale.
Sorta nelle prossimità di una stupenda oasi, luogo raramente bello,
aveva conosciuto da subito un ottimo fermento e come ogni buon avamposto
di frontiera era diventato il punto di riferimento di quella regione per
commerci e svaghi. Un autentico dono degli dei per i viandanti che
affrontavano i molteplici inferni di Ashaara.
Secondo le indicazioni dell'antica mappa in possesso di Jahira la loro
meta non avrebbe distato che alcuni giorno di marcia, ma Zanthia "la
nera" sapeva che le distanze nel deserto potevano essere ben più lunghe
di quanto ci si potesse aspettare. Lei era l'unica del gruppo a
conoscere l'insidie del deserto visto che proprio quei luoghi desolati erano
stati la sua casa, questo naturalmente prima che il mare rapisse la sua
anima e si unisse all'equipaggio dell'Arpia. La somma datele da Storm
per acquistare il necessario alla spedizione era tale da non darle
problemi di prezzo quindi scelse quattro dei migliori groak dell'oasi ed
assemblò un notevole carico di provviste.
Gli altri la raggiunsero quando il sole ormai aveva quasi terminato la
sua giornata lavorativa e colmava di un rosso tramonto tutto
l'orizzonte, l'ora ideale per avventurarsi in un luogo in cui procedere nelle ore
più calde era praticamente impossibile. Così la piccola carovana iniziò
il suo viaggio verso la misteriosa destinazione indicata dalle mappe.
Procedettero spediti nel chiarore di un cielo notturno dominato da una
immensa luna, affacciata divertita al balcone del firmamento in attesa
di nuove storie da imparare. I groak erano animali perfetti per quel
tipo di impresa, un particolare tipo di draghi più grandi e resistenti
dei comuni cammelli, cavalcature senza eguali per quegli ambienti
estremi.
La prima nottata di viaggio trascorse tranquilla, d'altronde ancora il
vero inferno doveva cominciare, ed iniziò facendo capolino da dietro le
grandi dune. Il sole mostrò i colori del suo risveglio, pronto a
ricominciare l'eterno viaggio. Ben presto sarebbe entrata in scena la vera
protagonista di quell'oceano giallo: la terrificante calura che sapeva
avvolgerti da ogni direzione in un soffocante abbraccio dal sapore
infernale. Ma in quell'attimo il volto del sole era ancora timido e gli
splendidi colori di quell'alba desertica, magnificamente sdraiata sul fianco
di quel letto dorato, regalavano ancora magia.Autentica e pura magia
che li avrebbe rincontrati, seppur con colori diversi, nel momento del
tramonto.
-"Ci siamo! Qui inizia il famigerato "Deserto del Nulla"!".
-"Accidenti gente..." esclamò Storm "...prima d'ora non mi ero mai
addentrato così in profondita in un deserto e... be', devo dire che è
impressionante".
-"Aspetta di esserci veramente nel mezzo per impressionarti sul serio!
Adesso montiamo le tende le mie ossa dicono che è giunta l'ora di
riposare..." l'impertinente voce di Jahira fu stroncata da quella più
autoritaria di Zanthia:
-"Poche chiacchere abbiamo ancora qualche buona ora di marcia da
sfruttare, prima di fermarci."
Zanthia spronò la sua cavalcatura seguita da
Raven mentre Storm non potè fare a meno di stuzzicare l'incantatrice:
-"Nervosettà l'amica eh Jahira? Mi sa che stavolta hai trovato chi ti
tiene in riga".
-"Storm..."
-"Lo so...strozzati!".
Qualche ora più tardi il campo venne rapidamente allestito. Oltre alle
2 tende per il loro ristoro, Raven e Storm montarono un rudimentale
riparo per le cavalcature e vi condussero i groak. La giornata fu lunga e
le tende autentici forni. In quelle condizioni anche il riposo appariva
problematico ma comunque quelle tende rappresentavano l'unico riparo
dalla furia di Akhton e ben presto la stanchezza prevalse calando un
sipario fatto di sonno pesante.
Verso l'imbrunire, cioè non appena il sole lo permise, i quattro
avventurieri ripresero il loro cammino. L'escursione termica era alquanto
marcata ma indubbiamente quella frescura serale venne accolta con
sollievo. Sembrava che anche la seconda nottata di viaggio dovesse scorrere
senza alcuna difficoltà quando furono sorpresi dal giungere di un'altra
delle attrazioni abituali del deserto. Una tempesta di sabbia si scatenò
improvvisa e soffiò tutta la sua potenza per un tempo che apparve
interminabile. La carovana proseguì a tentoni resa ceca da quella oscurità
polverosa che aveva avuto il potere di trasformare quei cavalieri
baldanzosi in fanti tremebondi legati tra loro in modo da non smarrirsi e
condotti come bimbi dagli occhi esperti di Zanthia. Poi, così come era
giunta, la tempesta svanì lasciando un ricordo di sabbia impresso dentro
gli abiti e nei polmoni dei quattro viaggiatori.
La marcia proseguì per tutta la nottata fino a che giunse il momento
della nuova attesissima sosta. Storm stava già per addormentarsi quando
l'ingresso della tenda si aprì ma anzichè Raven fu Jahira ad entrare. La
seguì stupito con lo sguardo mentre si sdraiava in silenzio nella
stuoia accanto alla sua volgendogli le spalle. Anche in quelle condizioni
estreme il suo corpo emanava un buon profumo che non mancò di solleticare
l'eccitazione e la fantasia di Storm.
-"Che piacevole sorpresa Jahira pensavo ti fossi scordata di quanto ti
amo" le disse Storm con il suo solito tono giocoso che ben nascondeva
una solida verità .
-"Frena il tuo entusiasmo Storm. E' stata la nostra amica scuretta a
chiedermi anzi, ad ordinarmi, di fare a cambio con Raven. Ha detto che la
giornata è troppo lunga e ci possono essere cose più piacevoli da fare
oltre a riposare. Quella donna è più resistente di un groak se
dovessimo rimanere a piedi credo che gli farei un incantesimo e mi farei
portare in groppa!".
-"Ah,ah,ah....Jahira sei uno spettacolo. Comunque su un punto hai
ragione, anche io sono stanco morto e questa notte avremo dinuovo bisogno di
tutte le nostre forze per proseguire questo viaggio."
Ma la giornata fu davvero lunga ed anche Storm e Jahira trovarono cose
più piacevoli da fare. Cose che ancora una volta si scolpirono in
profondità nel cuore di Storm e che apparvero fugacemente dagli occhi di
Jahira.
(vai
al capitolo 2)
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