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Capitolo 2
Per altre due notti la carovana proseguì la sua marcia nel
deserto...facendo sosta nelle ore più calde del giorno...e affrontando unicamente
ostacoli tipici di qualsiasi deserto durante la notte...finchè, appena
risalita una duna, Storm e Zanthia si trovarono di fronte ad uno
spettacolo davvero inconsueto:
-"Accidenti e quello cosa diavolo è?" davanti agli occhi stupefatti di
Storm apparve quello che sembrava essere un antico tempio semisommerso
dalle sabbie "...non dirmi Zanthia che sarebbe quella la nostra meta?".
-"Non ne ho idea Storm. Questi territori e la loro storia sono
sconosciuti anche a me credo che dovremo aspettare Jahira per avere delle
risposte".
Senza attendere l'arrivo dell'incantatrice che li seguiva ad una
certa distanza con Raven, i due scesero la duna verso il tempio o
meglio verso ciò che ne rimaneva: la torre mozzata sopra il solido basamento
in pietra doveva aver svettato nel cielo per intere ere prima di
frantumarsi e divenire parte del deserto. Il basamento sembrava essere
l'apice di una struttura più grande di cui però non si riusciva a scorgere
nessun ingresso. Degli scalini emergevano dalla sabbia e conducevano alla
base della torre dove, come seduto su un trono di pietra, stava l'unico
elemento perfettamente conservato di quella struttura: un grande
cerchio di un curioso metallo dai riflessi iridescenti. Alto più di un uomo,
messo in posizione verticale così che il volto cornuto che scrutava
minaccioso dal suo centro potesse fronteggiare lo sguardo dei viaggiatori
in arrivo. Senza dubbio il frutto di un arte dimenticata. Un residuo di
un passato remoto, perso nell'oscurità immemore di un mondo perduto che
pochi uomini avevano scelto consapevolmente di violare e che loro si
accingevano a percorrere.
Storm scese dal groak e si avvicinò al manufatto seguito da Zanthia.
-"C'è un'iscrizione qui...ma non ho mai visto caratteri del genere..."
-"Attento, o straniero che varchi questa porta,..." la voce di Jahira
li sorprese alle spalle "...il tuo viaggio potrebbe essere più lungo e
pericoloso di quanto credi, qui iniziano le terre del non ritorno, le
terre dimenticate dagli dei. Attento straniero!"
-"Com'è che sai leggere quell'iscrizione?" la interrogò Storm.
-"Come pensi abbia decifrato la mappa? L'ho trovata insieme ad alcuni
testi alchemici che narravano anche la storia di questo posto.
Queste sono le rovine di Shan-gri-bab, l'ultimo avamposto...C'è stato
un tempo molto lontano in cui questi territori erano fertili e la
vegetazione cresceva rigogliosa grazie soprattutto ai numerosi corsi d'acqua
che l'attraversavano. In essa la vita trascorreva serena e divenne ben
presto dimora di genti dalla nobile ed antica stirpe...ma come altre
volte nella storia venne il giorno in cui la brama di potere spinse
alcuni maghi a recitare formule proibite che trasformarono loro stessi e la
popolazione in mostruose creature assetate di sangue...Per impedire che
il male dilagasse, i più potenti maghi delle regioni circostanti non
trovarono altra soluzione che unire le loro forze e gettare un
incantesimo sull'intera zona infestata e sugli stessi demoni, riducendo il tutto
ad un arido deserto...Poi edificarono degli avamposti che delimitassero
la zona maledetta e ne proibirono l'accesso a chiunque...questo almeno
è quello che ho letto sui miei libri".
-"Ma bene! Non ci avevi detto che avremmo avuto a che fare con antiche
maledizioni!"
-"Si tratta solo di antiche leggende Storm...adesso siamo vicini, non
più tardi di domani notte potremo intravedere la città. Davanti al
tesoro del tempio sarai molto più sereno...e comunque è sempre stato chiaro
che questa non sarebbe stata una scampagnata".
-"Certo, ma preferirei sapere a che cosa stiamo andando incontro prima
di sbatterci il naso, maledizione".
(vai
al capitolo 3)
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