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Capitolo 2: La catastrofe e il nuovo mondo
Un singhiozzo sommesso interrompe per un istante il fluire dei ricordi di Hashepsowe. E' giunto per lei il momento di rivivere,
ancora una volta, il terribile cataclisma che in un solo istante ha distrutto città e palazzi, trascinando con se le fragili vite di
uomini e donne che soltanto un momento prima si erano creduti invincibili.
Hashepsowe ha il dono dell'empatia, un dono sublime e terribile, che la porta a provare le sensazioni di coloro che la circondano: gli
altrui pensieri, emozioni, gioie, ferite, e persino la morte, penetrano dentro di lei, imprimendosi dolorosamente nel suo corpo.
Lei stessa rischia di morire, ogni volta che lo spirito di qualcuno che è in connessione con lei abbandona per sempre il corpo. Per
difendersi dai devastanti effetti dell'empatia, Hashepsowe deve ricorrere ad una pietra speciale, donatale dalla sua madre adottiva
di Cynerios: il Cristallo del Deserto. Grazie ad esso, la sacerdotessa è in grado di schermare la mente dalle interferenze
esterne, mentre la pietra assorbe le negatività provenienti dall'esterno.
Ma nulla può difenderla dai ricordi, poiché questi sono figli delle sue stesse emozioni, anche quando la portano a rivivere momenti in
cui l'empatia le ha riversato dentro le sensazioni altrui.
"Fermati Hash: staccati dal fiore e respira profondamente! - Adrinhad ha percepito il malessere dell'altra sacerdotessa ed ha
prontamente interrotto il flusso dei ricordi per prestarle soccorso - Torna al presente! Lascia andare il passato: coloro che hanno
sofferto allora, adesso sono in pace."
La voce della Decana penetra nel profondo subconscio dell'altra donna, richiamandola dagli abissi di morte e distruzione in cui i
ricordi l'hanno precipitata. I singhiozzi si placano lentamente, mentre Hashepsowe riapre gli occhi e riemerge dal gorgo
dell'incoscienza.
Adrinhad le massaggia delicatamente le tempie, poi le stringe il polso con forza ed attende qualche minuto.
"Molto bene! - quando è certa che Hashepsowe abbia superato il trauma, la Decana torna a sedersi sul sedile di pietra - Ora dimmi
una cosa: il terremoto che ha distrutto Cynerios fa parte delle questioni non risolte oppure è soltanto un evento che si è consumato
sullo sfondo dei fatti che ancora ti segnano?"
"No! - mormora Hashepsowe ancora tremante - Il terremoto ha un senso, spietato e crudele, ma gli dei mi avevano avvertita che
qualcosa sarebbe successo e coloro che non hanno voluto credere alle mie parole hanno liberamente scelto la loro fine. C'è comunque stata
giustizia anche in quella spietata distruzione. C'era un disegno destinato a ripristinare l'Equilibrio delle Sfere che gli hordrangs
avevano turbato. C'era un senso in quella catastrofe! Ciò che invece ancora mi tormenta non ha nessun senso, o per lo meno io non riesco
a trovarlo. Ma è sempre molto doloroso per me rivivere quei momenti: tutte quelle violente emozioni, la paura, le grida, la fuga, le
ferite lancinanti, i lamenti dei morenti... e poi il silenzio, il silenzio spettrale della fine!"
"Basta! - la interrompe bruscamente Adrinhad - Non ricominciare adesso. Non siamo qui per farti stare male per cose che appartengono
definitivamente al passato! Non è necessario ricordare tutti gli eventi che si sono succeduti da allora in poi. Basta soltanto
visualizzare brevemente i momenti salienti della cosa che ancora ti tormenta, saltando a piè pari tutto il resto! Pensi di poterlo fare?"
"Si... credo di si."
"Allora riprendiamo dal prossimo momento importante dopo la visita di quel tipo misterioso. Sei pronta?"
"Si, andiamo avanti!"
Il secondo ricordo ha il sorriso smagliante di una donna innamorata.
La catastrofe era ormai lontana. I superstiti si erano ritrovati ed insieme avevano raggiunto una nuova terra a cui affidare il loro
destino. Il viaggio era stato lungo e faticoso, ma la terra di Ashura che li aveva accolti era ricca e rigogliosa e la serenità era
tornata ad albergare nei cuori dei nuovi Ashuur.
Il Tempio dei Sogni Nuovi si ergeva ora maestoso sull'altipiano a picco sul mare della Valle dei Sogni ed il futuro era carico di
promesse e speranze.
Quella mattina, Hashepsowe era immersa nella Sacra Fonte della Dea per le abluzioni rituali di purificazione, quando una figura
maestosa si era improvvisamente materializzata sulla riva della polla. La sacerdotessa aveva riconosciuto la Maga Miriana, sua
grande amica fin dai tempi di Cynerios.
Il volto della Maga era grave come quello di chi viene per parlare di questioni di vitale importanza e subito Hashepsowe aveva
realizzato che colei che le stava dinanzi non era soltanto Miriana, ma la Custode dello Scettro d'Oro, simbolo dell'Equilibrio delle
Sfere.
"Non avvicinarti, sacerdotessa, tanto non potresti raggiungermi. L'immagine di me che ora guardi è soltanto una proiezione mentale.
Ti aspetto nel mio antro sulle pendici del Vulcano Perduto. Tu sai come trovarlo e non farlo sapere a nessun altro!"
"Ma... - aveva tentato di protestare Hashepsowe - Non posso abbandonare il Tempio così all'improvviso. Ho dei compiti da
sbrigare: cosa diranno gli altri sacerdoti?"
"Gli altri sacerdoti sanno bene che non si possono ignorare certe chiamate... ed il Guardiano della Giustizia ha bisogno di te!"
Hashepsowe sussultò: il Guardiano della Giustizia era un nome leggendario, che evocava nozioni apprese nei lontani giorni del suo
noviziato al tempio di Cynerios. Un'immagine senza volto di cui gli iniziati conoscevano l'esistenza ma che, a memoria d'uomo, non si
era mai manifestata sul quel piano astrale.
E stranamente, come in un lampo, una misteriosa figura incappucciata si riaffacciò alla memoria della sacerdotessa, mentre l'immagine
della strega si dissolveva in un pulviscolo di polvere dorata.
Hashepsowe non era stata sorpresa quando, giunta che fu nell'antro di Miriana, aveva constatato che il fantomatico Guardiano della
Giustizia altri non era se non l'oscuro personaggio che l'aveva avvicinata nel tempio di Cynerios, in quella sera lontana!
"Vedo che ti ricordi di me, sacerdotessa! - erano state le prime parole che il personaggio le aveva rivolto con tono cordiale - Mia
sorella Miriana dice che tu sei la chiave che apre le porte fra i mondi, e penso che non sbagli, Sacerdotessa dei Due Mondi."
"Così mi chiamano, infatti... ma tu come lo sai?"
"Che Guardiano sarei se non lo sapessi?"
"Ho sentito molto parlare di te: sei una figura leggendaria, un'entità che ritorna attraverso il tempo e lo spazio, uno spirito
antico capace di viaggiare tra i mondi, ma non sapevo che tu avessi una forma umana!"
"Lascia che ti spieghi, Hashepsowe - era intervenuta Miriana - Colui che hai davanti è in realtà nato come fratello mio e di Vanya, la
nostra giovane Fata dei Fiori. Noi formiamo una triade, così come spesso avviene tra i fratelli nel cui sangue scorre la magia.
Durante gli ultimi giorni di Cynerios, una Visione ci ha mostrato la vera identità spirituale di nostro fratello e l'immane compito che
aveva davanti: accogliere nel suo corpo la reincarnazione fisica del Guardiano della Giustizia e riportare sulla terra, insieme a me ed a
Vanya, il Potere della Triade d'Oro! Per questo lasciò la terra di Cynerios prima del tempo della catastrofe: lui aveva ben compreso
che il Tribuno stava portando alla rovina la sua gente e che gli Dei non avrebbero perdonato la sua blasfema arroganza!"
La spiegazione di Miriana aveva suscitato un misto di curiosità e diffidenza nella sacerdotessa, che era tornata a rivolgere la sua
attenzione all'uomo incappucciato.
"Cosa vuoi da me?"
"Innanzi tutto, lasciati guardare: si, sei proprio come pensavo. La tua anima è luminosa come una stella: sei davvero una creatura
speciale e sono venuto a dirti che da ora in avanti non sarai mai più sola e potrai sempre contare sul mio aiuto. Tutte le volte in
cui ne avrai bisogno, io ci sarò!"
"Sei troppo buono ma, se davvero pensi ciò che dici, permettimi almeno di guardarti in volto e di conoscere il tuo nome!"
"D'accordo, a patto che tu non ti spaventi a guardare negli abissi del tempo, dello spazio e della storia; il mio nome è... puoi
chiamarmi Carcaroth."
Il cappuccio era scivolato sulle spalle dell'uomo, rivelando allo sguardo della sacerdotessa un volto scarno ed affilato, in cui
campeggiava un paio di immensi occhi, gialli ed ipnotici come quelli delle fiere.
La sacerdotessa non aveva abbassato lo sguardo, mentre Carcaroth si passava una mano tra i corti capelli nerissimi ed ispidi e
riprendeva il discorso.
"Mia sorella mi ha detto che nessuno conosce questa terra meglio di te. Ebbene, io ho bisogno di un luogo ove poter soggiornare in
segreto, un luogo isolato ed impervio da cui poter osservare il comportamento degli uomini che popolano questa terra, senza essere
troppo notato!"
"Penso che potresti abitare al nord, in mezzo ai ghiacci perenni della catena montuosa che si trova al di là della Montagna Sperduta.
E' un luogo troppo inospitale perché qualcuno pensi di andarci in gita!"x
"Io ci starò benissimo, Hashepsowe, ma di tanto in tanto mi mescolerò agli uomini, come ombra silenziosa e discreta, per
assolvere al mio compito e preservare la Giustizia."
"D'accordo, ma perché me lo dici?"
"Perché anche tu conosci il segreto per viaggiare tra i mondi e laddove io dimorerò sarà aperto un portale che consente di muoversi
su piani astrali e dimensioni diverse da quella in cui ci troviamo ora... e di vedere cose che è meglio restino celate agli occhi degli
uomini comuni."
"Non esistono uomini comuni, Carcaroth, soltanto uomini: uomini e donne con i loro umani errori e sentimenti. Ma penso anch'io che
ognuno debba conoscere soltanto ciò che è pronto ad assimilare: non si può versare in un bicchiere più acqua di quanta ne possa
contenere, altrimenti essa straborderebbe ed andrebbe sprecata!"
"Riconosco in te la saggezza degli Antichi Avi, sacerdotessa... - il volto ieratico del Guardiano si era illuminato di un fugace sorriso -
Ma ho ancora un altro favore da chiederti. Miriana, vai a chiamarla, ti prego..."
La Maga si era allonatanata e dopo pochi minuti era tornata, accompagnata da una giovane donna avvolta in uno sfarzoso abito di
finissimo broccato azzurro.
"Questa è Marydas. - aveva detto Miriana, presentando la sua compagna - Era una sacerdotessa di Cynerios e forse l'hai conosciuta
anche se aveva già abbandonato la veste quando il Tribuno ti nominò Somma Sacerdotessa."
"Ma certo che mi ricordo. Era la Maestra di Spada delle Sacerdotesse del Sentiero Purpureo quando io ero novizia. E' un piacere
ritrovarti incolume, consorella!"
"Ex-consorella, prego... - aveva precisato Marydas - Anch'io mi ricordo di te: sei sempre stata una persona molto particolare e non
mi stupisce affatto che tu sia stata nominata Somma Sacerdotessa, alla fine."
"Ex-Somma Sacerdotessa - aveva replicato Hashepsowe con un sorriso - Il Tribuno ha ucciso quella parte di me... ora sono soltanto una
sacerdotessa fra i tanti del tempio. Ma come dicevo sono contenta di rivederti in buona salute. Verrai a vivere ad Ashura?"
"Ecco... è proprio questo il favore che volevo chiederti. - era intervenuto Carcaroth - Marydas mi è molto cara ed i suoi occhi mi
sono preziosi per osservare i comportamenti umani. Aiutala a sistemarsi in un luogo centrale, ad inserirsi nella comunità,
cosicchè sia anch'ella in grado di vedere e riferirmi ciò che i miei occhi lontani non riusciranno a scorgere."
"Beh... se è per così poco, penso che si possa tranquillamente sistemare nell'area boscosa della Valle dei Sogni: molti transitano
da quelle parti e sono certa che sarà ben accolta da tutti, soprattutto quando sapranno che è anch'essa una profuga di Cynerios!"
"Ecco... a tal proposito... - si era affrettata ad aggiungere Marydas - Non desidero che si conosca il mio passato. Credo che nessuno dei
superstiti mi abbia mai vista in faccia e quindi, da ora in avanti, io mi chiamo Lara e non sono mai stata su Cynerios!"
Hashepsowe era rimasta un po' perplessa di fronte a quella richiesta, ma non aveva alcun motivo per non assecondare il
desiderio di Marydas e dunque aveva annuito.
"D'accordo, Lara. Credo che ora possiamo andare: la Valle dei Sogni ci aspetta! A presto, Miriana. Arrivederci, Carcaroth!"
Un lungo abbraccio aveva suggellato i saluti fra Hashepsowe, Miriana e Carcaroth.
Un sorriso luminoso era fiorito sul volto della sedicente Lara
mentre si avvicinava a sua volta al Guardiano e lo ringraziava, stringendosi a lui con evidente passione.
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