POWER, LA SPADA MALEDETTA

di Hashepsowe Lunastella

Seconda parte: La maledizione è spezzata

Era passata soltanto una settimana, da quando Hashepsowe aveva benedetto la spada di Noriog nel nome della Morghul, ma la sacerdotessa aveva la netta sensazione che ci fosse qualcosa di sbagliato!

Molti Hordrangs erano venuti al tempio a lamentarsi con lei per aver subito soprusi e violenze da parte del giovane guerriero che, con la sua arroganza e con il potere della spada Power, era ormai diventato il terrore della città. Hashepsowe era sgomenta ed avvilita per avere, in qualche modo, contribuito a creare un mostro... proprio lei, che di solito riusciva a leggere gli intenti nei cuori delle persone, non aveva capito che il giovane guerriero, quando era venuto ad implorare la benedizione per la sua spada, era mosso da una smodata sete di potere!

Eppure il giuramento che aveva pronunciato vincolava in qualche modo l'anima del ragazzo allo spirito di quella spada... la sacerdotessa sapeva che ogni squilibrio nelle sue azioni lo avrebbe trascinato sempre più in basso, nel gorgo inesorabile della Morghul, come se una droga mortale fosse penetrata nelle sue carni, costringendolo a compiere azioni sempre più nefande.

Cercò di scacciare il senso di colpa, dicendo a se stessa che in fondo lei era soltanto un'umile serva della Dea e non poteva arrogarsi il diritto di decidere del destino degli altri, nè tantomeno giudicare le azioni dei suoi concittadini. Decise però di convocare il guerriero e di richiamarlo all'ordine, ma prima voleva essere ben certa che quello che le era stato riferito rispondesse al vero.

Indossò allora un logoro mantello e, travestita da viandante, si recò alla taverna, abituale teatro di risse, amori e pettegolezzi. Nessuno fece caso a lei, che potè quindi sedersi in un angolo ed osservare tutto ciò che la circondava. Non passò molto che Noriog fece il suo ingresso in taverna, insieme a Berserk. L'omone sembrava divertito dalla guascona spavalderia del ragazzo ed ordinò da bere per se e per il suo compagno, accomodandosi con lui nel tavolo accanto a quello di Hashepsowe.

"Ma dove vuoi andare microbo?... - stava dicendo Berserk - sfidare me? Ma ti rendi conto? Potrei tronkarti in 2 anche qui subito... ma Stralka mi ha pregato di non spargere sangue nel locale, perchè poi le tocca pulire. Beviamoci sopra e non ci pensare più..."

"Non mi provocare brutto scimmione... - disse Noriog alzandosi in piedi e rovesciando il boccale che Berserk gli porgeva - Nemmeno tu puoi competere con la mia Power... ora poi, che è stata benedetta nel nome della Morghul, è troppo potente anche per uno come te!"

"Ehi... moccioso... - bofonchiò Berserk, senza troppo scomporsi - vedi di portare un po' di rispetto ad un tuo superiore, altrimenti prima ti tronko e poi ti faccio anche mettere di corvé alle latrine della caserma..."

"HA HA HA... - Noriog rise sfacciatamente - Non mi fai paura... non c'è nessuno che mi possa battere, ormai!"

Berserk si alzò con calma, quasi seccato, e con un pugno mandò il giovane a rotolare in mezzo alla sala, poi tracannò il suo boccale di birra tutto di un fiato, lanciò due scaglie di elektron a Stralka e si avviò all'uscita.

Prima di uscire dal locale però, si rivolse a Noriog, che ancora si contorceva sul pavimento: "Spero che questo ti basti per imparare l'educazione, ragazzino... e ringrazia che stasera sono stanco e che Ariel mi sta aspettando!"

Noriog si rialzò come una furia e, fra le risate dei presenti, si slanciò fuori dalla porta con la spada in pugno, travolgendo tutti quelli che tentavano di trattenerlo. Poi tornò indietro ed assestò un sonoro ceffone ad un ragazzino cencioso che domandava l'elemosina accanto al bancone della taverna: "Così imparerai a non ridere di me!" lo redarguì, prima di slanciarsi nuovamente fuori dalla taverna.

Hashepsowe pagò a sua volta ed uscì dal locale: aveva visto abbastanza!

L'arroganza del giovane era davvero illimitata e se riusciva a fare il gradasso con uno come Berserk, cosa avrebbe mai fatto ai deboli ed agli inermi? Purtroppo, Noriog era ben lungi dal possedere quelle doti di rigore morale ed equilibrio che aveva giurato di perseguire e la Somma Sacerdotessa riconobbe di aver fatto un grave errore ad impartirgli la benedizione della Morghul.

Volle però fare ancora un tentativo per trovare la chiave di quel Cuore indurito e convocò il giovane al Tempio.

Noriog giunse al Naos dell'Ascolto e subito la sacerdotessa vide che l'atteggiamento umile che aveva avuto prima che lei gli concedesse la benedizione era solo un ricordo. Quando Hashepsowe lo rimproverò per i suoi comportamenti squilibrati, il ragazzo si fece beffe di lei e degli Dei e a nulla valsero minacce e suppliche. Noriog uscì bestemmiando dal tempio e molti udirono le sue parole irriverenti!

Non era più il tempo degli indugi: ora Hashepsowe doveva agire... e doveva farlo al più presto, prima che quel piccolo mostro diventasse un pericolo per se stesso e per gli altri!

Si recò dunque nel Naos della Morghul e, dopo aver indossato la Veste Purpurea, assunse i poteri delle Sacerdotesse Guerriere, prendendo la spada Morgring dal suo scrigno sotto all'altare.

Uscì poi dal Tempio e si recò alla casa di suo fratello Aragon, il Mago Oscuro: lui avrebbe saputo aiutarla... lui, che da tempo percorreva le vie oscure con rigore ed equilibrio... lui, che sapeva sempre quando era il momento di fermarsi... lui, che non arretrava di fronte a niente ma che sapeva agire con giustizia e rettitudine!

Non ci fu bisogno di parole: Aragon lesse immediatamente nella mente della donna ciò che le pesava sul cuore: "D'accordo sorella... ti aiuterò! Andiamo in piazza... tra poco lo spettacolo avrà inizio!"

Il mago e la sacerdotessa sedettero sui gradini della fontana ed attesero in silenzio, mentre la luce rossa del tramonto lasciava il posto al blù e le prime stelle accendevano la notte.

Quando la luna fu alta nel cielo, la porta della taverna si spalancò e ne uscirono Noriog e Sir Atro, ciascuno con la sua arma in mano, pronto ad attaccare l'altro.

Sir Atro vide la sacerdotessa e ricordò che il suo martello Cassandra era sacro: quell'arma era stata addirittura battezzata nel nome della Morghul! Il bardo ripose il martello al suo fianco ed invitò il ragazzo a fare altrettanto con la spada, ma Noriog rifiutò... anzi si fece ancor più baldanzoso e, senza abbandonare Power, si lanciò sul dragone disarmato. Aragon pronunciò una formula magica e la sacerdotessa si interpose tra i due contendenti.

"Togliti da mezzo sacerdotessa... - intimò il giovane - non ce l'ho con te... ma togliti di mezzo!"

Hashepsowe guardò dritta negli occhi il guerriero e lo sfidò a colpirla. Lui alzò la spada, ma prima ancora che potesse calarla, si ritrovò faccia a terra senza neanche sapere il perchè! Aragon si affiancò alla sorella e raccolse da terra Power, tenendola sollevata di piatto dall'elsa alla lama.

"In qualità di Somma Sacerdotessa e Capo del Sacro Ordine dei Cavalieri della Morghul... - pronunciò solennemente la donna - ti radio dal Sacro Ordine e ti confisco la spada Power del cui potere ti sei mostrato indegno: mio fratello Aragon la custodirà per te fino a quando non avrai ritrovato la Via dell'Equilibrio!"

"NOoooo... tu non mi puoi fare questo... - strillò Noriog - Questa spada mi appartiene di diritto! Era la spada di mio padre ed è destinata a me! Non puoi rubarmela. Lo dirò a Namir... lo dirò al Tribuno! Ti farò togliere la nomina di Somma Sacerdotessa. Tu non sai chi sono io!"

"Un povero ragazzino immaturo... ecco cosa sei. - rispose la sacerdotessa - Ma hai ragione su una cosa: la spada è tua e non ho il diritto di togliertela... ho però il diritto ed il dovere di fare questo!"

E così dicendo, la sacerdotessa alzò Morgring e la calò su Power, tranciandola di netto!

"Nooooooo..." Noriog cadde in ginocchio e, stringendosi al cuore i pezzi di quella che era stata Power, pianse a calde lacrime...

"Sei cattiva! Ti odio! Ti odio!"

Aragon sorrise, ammiccando; vedendo il cipiglio della sorella, azzardò una battuta: "Certo che se ti ci metti sorellina, sei quasi più oscura di me!"

La sacerdotessa vide che le lacrime del ragazzo, per lo meno quelle, erano sincere e volle provare ad aiutarlo a ritrovare se stesso. La spada era ormai spezzata e con essa la maledizione della Morghul.

"Toglimi di mezzo quel ragazzino Aragon per favore..."

Aragon disegnò un gesto in aria con le mani e Noriog rimase immobile mentre i pezzi della sua spada scivolavano a terra. Hashepsowe li raccolse e si recò con essi alla Fucina del Tempio, chiedendo agli armaioli in servizio di riforgiare la spada Power. Così fu fatto, mentre Aragon si prendeva cura di Noriog, somministrandogli un potente sedativo che lo fece dormire come un angioletto per tutta la notte.

All'alba, quando la nuova Power fu pronta, Hashepsowe indossò la veste rossa del Sentiero di Pace e riportò la spada al suo proprietario. Noriog si era appena svegliato e, non vedendo la spada accanto a se, stava già per scagliarsi contro il mago, in preda ad uno dei consueti eccessi d'ira, quando la sacerdotessa entrò nella casa.

"Fermati Noriog! Ora sono davvero stufa di questa storia! Ecco la tua spada... è come nuova... soltanto non ha più in se il potere della Morghul... puoi continuare a giocare al gioco della guerra, ragazzo, ma stai attento perchè un giorno anche tu, come tutti i guerrieri, affronterai una vera battaglia e allora ti accorgerai che la guerra non è un gioco... e allora crescerai ragazzo... Buona fortuna! Addio!"

Hashepsowe Lunastella
Sacerdotessa dei Due Mondi
Tempio dei Sogni Nuovi - Valle dei Sogni