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Seconda parte: Ronan il Giustiziere ed i Guardiani dell'Arcobaleno
Ishtan ed io ci siamo messi al lavoro e presto ci siamo resi conto che nessuno di noi aveva mai fatto caso al volume che azionava il passaggio: si tratta di un volume antichissimo, forse il più antico presente in Archivio. Leggendolo abbiamo capito molte cose riguardo alla spada ed ai tempi antichi, i tempi in cui ancora neppure il primo edificio templare era stato edificato.
Si tratta della storia di Ronan, il Giustiziere, colui a cui è attribuita la fondazione del primo edificio templare.
Era un periodo torbido ed Ashura era infestata da mostruose creature, al servizio del Clan Naughr-mohor. Erano costoro personaggi misteriosi, dediti alle arti oscure ed al culto di Mur. Tutte le Oasi di Ashura erano dominate da quei dissoluti e crudeli sovrani e non vi era nessuno in grado di contrastarne il potere. La terra stessa gemeva, a causa delle violenze subite ad opera dei Naughr-mohor. Questo stato di cose durò a lungo, fino a che Antheas la Dispensatrice di Doni, stufa di veder distruggere alberi e foreste, insudiciare acque e praterie e sfruttare senza ritegno le risorse del territorio, pregò la Dea Madre di intervenire per ripristinare l’Equilibrio. In risposta alle sue invocazioni, le onde di Yar condussero ad Ashura la vela d’argento del Giustiziere.
Ronan recava con se una spada speciale, che lo stesso Yar del Mare aveva forgiato nelle profondità dell’oceano. Il suo nome era inciso a lettere d’oro sulla lama: Justice; uno smeraldo incastonato nell’elsa rammentava le verdi profondità oceaniche che danzano negli occhi di Yar. Era davvero un’arma particolare, Justice, dotata di volontà tenace come il metallo di cui era forgiata e capace di esprimere emozioni, incitamenti, e consigli attraverso le note del suo canto, che soltanto colui che aveva scelto di servire era in grado di udire. E la spada sceglieva di servire soltanto coloro che sinceramente operavano per difendere una giusta causa!
La nave d’argento prese terra nel luogo dove attualmente sorge il Castello dei Paladini. Insieme a Ronan, vennero i Guardiani dell’Arcobaleno, un’Ordine di sacerdoti guerrieri, maestri nelle discipline del corpo e della mente, il cui scopo è il perseguimento della Giustizia e della Verità, ma anche della Pietà e del Perdono. Costruirono un castello fortificato sul Mare e vi presero dimora, in attesa di essere chiamati ad intervenire per liberare Ashura dalla tirannia. I Guardiani dell’Arcobaleno, per quanto abili e possenti siano, non possono intervenire nelle faccende di altri popoli, a meno che non siano gli stessi popoli a sollecitare il loro aiuto. Non può infatti esistere alcuna Giustizia, laddove essa venga imposta con la forza, senza il consapevole assenso di coloro che ne dovranno raccogliere i frutti.
La gente di Ashura seppe dell’arrivo degli stranieri ma, impaurita e diffidente com’era, temeva di cadere dalla padella alla brace e per molto tempo preferì evitare il Castello dei Guardiani, almeno tanto quanto evitava la Rocca dei Naughr-mohor. Però Ronan ed i Guardiani dell’Arcobaleno, a differenza dei Naughr-mohor, erano saggi e compassionevoli e presto la gente di Ashura si rese conto della diversità e cominciò a fidarsi. I membri dell’Ordine, oltre che abili guerrieri, erano esperti nell’arte della guarigione e non esitavano a prodigarsi generosamente per alleviare le miserevoli condizioni di vita di quegli sventurati.
Finalmente un giorno, uno degli anziani di Ashura, trovò il coraggio di raccontare a Ronan tutte le malefatte del Clan Naughr-mohor.
Ronan allora rivelò al vecchio che lui ed i suoi compagni erano stati mandati da Yar del Mare proprio per combattere questa ingiustizia, ma che soltanto la gente di Ashura aveva il diritto di chiedere l’intervento del Giustiziere.
Il vecchio, che si chiamava Mardock tornò tra la sua gente e riferì quanto aveva appreso. Il giorno dopo, tornò al Castello, insieme ad un nutrito gruppo di amici.
Mardock, che fungeva da portavoce, domandò allora a Ronan:
- Cosa volete in cambio del vostro aiuto contro il Clan Naughr-mohor? Sappiamo bene che, al mondo nessuno fa niente per niente, ma vogliamo sapere qual è il prezzo che dovremo pagare, in cambio del vostro aiuto.
Ma Ronan, con fierezza rispose:
- Dal Mare provengo ed al Mare farò ritorno. Quando Justice avrà compiuto la sua opera, me ne andrò da questa terra e non sentirete mai più parlare di Ronan, il Giustiziere. Quanto ai miei compagni, se lo vorrete, si ritireranno in un luogo impervio e nascosto e da lì continueranno ad esercitare il loro compito di Guardiani, custodi di Verità, Giustizia, Pietà e Perdono. Giammai interferiranno nelle cose del vostro mondo, ma se qualcuno avrà bisogno di loro, potrà trovare la strada per giungere al loro rifugio e contare sul loro aiuto.
Dopo aver udito queste parole, gli Ashuur si consultarono rapidamente ed infine formularono la richiesta:
- Aiutaci, Ronan. Noi ti chiediamo di Giustizia contro il Clan Naughr-mohor!
Allora Justice cantò forte ed al suo canto i Guardiani dell’Arcobaleno si levarono e cavalcarono irruenti contro la Rocca Oscura.
Fu una battaglia memorabile, al termine della quale le orde infami dei Naughr-mohor furono annientate.
I pochi che non furono uccisi in battaglia implorarono pietà e la ottennero, così come era giusto che fosse. Furono costretti ad abbandonare Ashura per sempre, ma l’aver risparmiato loro la vita non fu un bene, poiché gli infami non erano affatto pentiti delle loro malefatte. Quando furono lontani, ricominciarono a tramare per rinnovare il loro potere e riportare in auge il culto di Mur: oggi, i loro discendenti sono tristemente conosciuti come i Negromanti di Mur.
I Guardiani dell’Arcobaleno, come promesso da Ronan, si ritirarono tra i lontani ghiacciai del Nord, dove tuttora dimorano in un luogo inaccessibile e segreto. Da allora, quel luogo viene chiamato il Ghiacciaio dell’Arcobaleno.
La rocca oscura fu incendiata e rasa al suolo e lo stesso Ronan, prima di fare ritorno al mare, scavò le fondamenta per edificare un tempio in onore dell’Essenza Cosmica della Dea. Mardock ne divenne il primo Sommo Sacerdote.
Quando Ronan si apprestava a lasciare Ashura sulla sua nave d’argento, all’improvviso, il canto di Justice si levò, con possente voce baritonale, nel terso mattino di primavera, e quella volta tutti lo udirono e conobbero la profezia. E tutti seppero che il nefasto potere che aveva sostenuto il Clan Naughr-mohor era destinato a tornare.
LA PROFEZIA DI JUSTICE
Torna il Giustiziere al Mare
Ma l’Oscuro ancor non è pago
Un dì, la bilancia sposterà l’ago
E tempo verrà per me di tornare.
per combatter l’oscuro potere
che sangue innocente ancor verrà a bere
e per sempre servire Giustizia infinita.
Da questa terra, Ronan si diparte
ma io, Justice la Spada, in essa rimango,
obliata nel tempio, coperta di fango,
fino a che Sorte non rimescoli le carte.
Vedrò ancor la luce, quando nuova mano degna
sveli il mio cuore di smeraldo
Lei viene da lontano, con piglio spavaldo,
ed è pronta a regger Verità come insegna.
E quando l’Oscuro sorge dalle antiche are
Chi mai impugna Giustizia, come gloriosa bandiera,
in sostegno ai deboli, come fiamma nella sera?
La mia voce allor tornerà a cantare.
Hashepsowe Lunastella Sacerdotessa dei Due Mondi Tempio dei Sogni Nuovi - Valle dei Sogni
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